giovedì 23 maggio 2013

Questa sera a Udinese Channell

Stasera a Udinese Tonight con Gabriele Schiavi e Maurizio Ferrari il mister Trombetta.





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martedì 20 novembre 2012

Il mister a Udinese Channel

Stasera alle ore 21.00 ospite della trasmissione Udinese Tonight condotta da Gabriele Schiavi, mister Maurizio Trombetta e Attilio Tesser.






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domenica 4 novembre 2012

Campionato Primavera 2012 Udinese - Inter

Mister Maurizio Trombetta su Sportitalia, intervistato da Gabriele Schiavi in occasione della partita Udinese-Inter (campionato Primavera).






lunedì 3 settembre 2012

Stasera alle 21 il mister ospite a Udinese channel

Stasera sul canale 110 del dt Udinese Channel, ospiti della serata il giornalista Pietro Oleotto e il mister Trombetta.


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sabato 25 agosto 2012

Un grande "in bocca al lupo" ad Alvaro Pereira

Ricordiamo con piacere Alvaro Pereira (detto Uru) ai tempi del Cluj quando era allenato da mister Trombetta! I nostri migliori auguri per la sua nuova avventura all'Inter! Nella foto lo vediamo insieme a Culio e Muresan in Roma-Cluj 1-2 nel 2008.

mercoledì 1 agosto 2012

Maurizio Trombetta, "uomo Champions" bianconero [www.udinese.it]

Dal sito dell'Udinese Calcio [www.udinese.it]

L’avventura in Champions League si avvale di un uomo che nella massima
competizione continentale ha già la sua esperienza, da mettere al servizio di Francesco Guidolin e della squadra. Parliamo di Maurizio Trombetta, da marzo collaboratore tecnico della squadra.



Udinese di nascita, Trombetta deve la propria formazione calcistica ai bianconeri, con i quali si è laureato campione d’Italia Primavera nel 1981 e grazie ai quali ha fatto il suo esordio in Serie A nella stagione 1981-82. Poi un girovagare per l’Italia, fra Catanzaro, Spal, Giorgione, Pistoiese e Triestina. E con gli alabardati che ha vissuto più stagioni e più soddisfazioni, conquistando una promozione in Serie B in 4 anni.



Abbandonati gli scarpini al chiodo eccolo tornare nella sua Udine, nel 1994, a imparare il ruolo di allenatore e guidare gli Allievi. La promozione a viceallenatore della Prima squadra, il pellegrinare per poi tornare a casa bianconera nel 1998 e nel 2006 e poi la svolta, il viaggio in Romania e la promozione a tecnico titolare del Cluj campione in carica di Romania. Per lui è subito Champions e l’esordio è di quelli che non si possono dimenticare: stadio Olimpico, c’è la sfida in trasferta contro la Roma e i rumeni, sconosciuti ai più, vanno a vincere 2-1 e si fanno conoscere in tutto il continente. Arriverà persino un pareggio, a Cluj, contro il Chelsea e nonostante l’eliminazione nella fase a gironi la squadra uscirà a testa alta, in un gruppo di ferro che comprendeva anche il Bordeaux.

Da allora altre esperienze: Reggina come vice e Târgu Mureș, di nuovo campionato rumeno. Infine il ritorno nella sua casa e l’accoppiata con Guidolin che si ricompone 13 anni dopo, in tempo per centrare lo storico obiettivo della Champions e rituffarsi sin da ora in quella che è l’avventura calcistica più affascinante.


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domenica 15 luglio 2012

Anche il mister in ritiro ad Arta Terme (Ud)

Prima giorno di ritiro dell'Udinese ad Arta Terme.
L'intervista di mister Trombetta su Udinese Channel (www.udinesecalcio.tv).
Clicca qui per vedere l'intervista:
http://udinesecalciotv/video/1182307db75bfa57b1fab19af22bbf8d.html



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venerdì 8 giugno 2012

Stasera alle 21 mister Trombetta a Udinese Channel

Sul. Canale 110 del digitale terrestre in diretta il mister ospite di Udinese Channel





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martedì 5 giugno 2012

Mister Trombetta in Svezia a Stoccolma per l' International Football Symposium



Dal 4 al 6 giugno 2012,  mister Maurizio Trombetta sarà in Svezia invitato come relatore in occasione del Stockholm International Football Symposium 2012.
Questi i relatori invitati:

Coaching and training methodology
Maurizio Trombetta (FCM Targu Mures, former: Manager Reggina, Manager CRF Cluj, Assistant coach Udinese)
Nelson Caldeira (Braga)
Adam Sadler (U18 coach Manchester City)
Albert Capellas Herms (Vitesse, former: Barcelona "B")

Goalkeeper training
Frans Hoek (FC Bayern Munchen
former: Poland National team, FC Barcelona)
Iñaki Samaniego (Ado den Haag, former: Espanyol)

Physical training
Damian Roden (Wales FA, former: Manchester City, Blackburn)Paulino Granero Gil (CSKA Moskva, former: Real Betis)
Sergio Dominguez Cobo (Sevilla FC)

Performance analysis
Christopher Carling (Lille OSC)



sabato 26 maggio 2012

Fra gli ospiti di "Gol a grappoli" anche mister Trombetta

GOAL A GRAPPOLI, EDIZIONE 2012
Una grande festa per i 100 anni del Guerin Sportivo, il più antico periodico del mondo che ha scelto Cormons per tagliare questo importante traguardo. E la volontà di diffondere quei valori positivi spesso dimenticati ma che il mondo del calcio ha in grande quantità, unendoli alle note ed alla gioia del jazz, alla presenza di tanti amici dello sport e della musica come Bruno Pizzul, Chantal Borgonovo (moglie dell’ex calciatore Stefano), Peppe Servillo, Paolo Casarin, Italo Cucci, Renzo Ulivieri, Gianfelice Facchetti (figlio dell’indimenticabile Giacinto, al quale “Goal a Grappoli” dedicherà uno spazio nel quale si ricorderà anche la figura di un altro compianto ex calciatore come Giacomo Bulgarelli), Ivan Zazzaroni, Roberto Beccantini, Gianni Mura, Nicola Berti, Dino Zoff, Claudio Pasqualin, Edi Reja, Gigi Del Neri, Attilio Tesser, Maurizio Trombetta. “Goal a Grappoli – tutta un’altra musica” per il terzo anno consecutivo riempirà per tre giornate la perla del Collio, tra sabato 19, venerdì 25 e sabato 26 maggio prossimi. L’edizione 2012 dell’evento giornalistico-sportivo gestito da associazione Vinext e Comune di Cormons sarà infatti tutta improntata sui valori del fair play, dell’amicizia, del rispetto delle regole, della comunicazione di qualità positive. Per questo si unirà alla versione primaverile della kermesse “Jazz & Wine of Peace” organizzata come di consueto dall’associazione Controtempo, in un connubio tra i valori di sport e musica davvero inimitabile. E per questo dedicherà la sua serata di gala ai 100 anni del Guerin Sportivo, il periodico prima settimanale ed ora mensile che nel 2012 taglia un traguardo storico, che “Goal a Grappoli” esalterà con una serata di grande festa alla presenza di alcune tra le più prestigiose firme di sempre della testata, in un evento condotto dal padrone di casa per eccellenza, Bruno Pizzul. Questo e molto altro sarà “Goal a Grappoli” 2012: eventi, convegni, concerti, una serata di gala dai risvolti anche benefici, con la consueta collaborazione con la Fondazione Stefano Borgonovo, ma anche approfondimenti, temi che spaziano dalla musica allo sport con un unico minimo comun denominatore: l’etica. Una parola a volte così tanto dimenticata, che è giunto il momento di dirla a voce alta, fieramente. Come quando si urla di gioia per un goal. LE PRECEDENTI EDIZIONI Le inconfondibili voci di Riccardo Cucchi, Alfredo Provenzali, Livio Forma ed Ezio Luzzi, la classe di Gianni Rivera, Dino Zoff, Mario Corso, la preparazione di Daniele Redaelli, Ivan Zazzaroni e Italo Cucci, l’internazionalità di Eleonora Giovio, la simpatia tutta toscana di Renzo Ulivieri, la laboriosità tutta friulana di Edi Reja, il cappellino personalizzato di Serse Cosmi, la collaborazione con docenti universitari come il professor Francesco Pira dell’Università di Udine, il professor Pippo Russo dell’Università di Firenze e il professor Stefano Martelli dell’Università di Bologna. E soprattutto, la verve del grande padrone di casa della manifestazione, Bruno Pizzul. Questo e molto altro ancora è stato in questi primi due anni “Goal a Grappoli”, manifestazione nata da un Comitato di cormonesi appassionati di calcio, alla quale ha dato il suo decisivo apporto il mondo commerciante della città e l’appoggio deciso del Comune. Un evento, quello cormonese, che ha unito nella prima e nella seconda edizione pallone e giornalismo, passione e comunicazione, ricordi e speranze. L’edizione 2010, imperniata su quell’affascinante pianeta che risponde al nome “radio” ed in particolare dedicata ai 50 anni della storica trasmissione “Tutto il calcio minuto per minuto”, ha visto i numerosi ospiti (da Zoff a Ulivieri, da Provenzali a Forma, da Luzzi a Crudeli, da Redaelli all’ex difensore della Nazionale Gigi De Agostini) addentrarsi nella memoria a come fosse il calcio di una volta, raccontato dalla voce di grandissimi come Carosio e Martellini, e com’è quello odierno, più urlato e veloce, ma anche meno romantico. Ma a portare i sentimenti e la commozione ci ha pensato una splendida lettera inviata da uno sportivo che unisce combattività e dolcezza in se stesso, un’icona di come il calcio possa essere un esempio positivo ancora oggi: Stefano Borgonovo ha salutato infatti Cormons nella serata di gala finale, per ricordare il “suo” Tutto il calcio, quando da bambino imitava nei corridoi di casa i gol ascoltati alla radio. L’eco dell’evento, di portata nazionale, ha dato la possibilità a Cormons di finire sul maggiore quotidiano sportivo nazionale, La Gazzetta dello Sport, ma anche su tv del calibro della Rai e di Sky. Visibilità mai avute prima dalla cittadina che si adagia sulle dolci pendenze del Collio, ad un passo dalla Slovenia, e addirittura moltiplicatesi l’anno dopo, quando “Goal a Grappoli” finirà addirittura sulle pagine del principale quotidiano spagnolo, El Pais, grazie al reportage sulla manifestazione redatto dalla giornalista del “periodico” madrileno Eleonora Giovio, in un’edizione dedicata al grande Vecio del calcio italiano, Enzo Bearzot, indimenticato ct della Nazionale Mundial a Spagna ’82, alla quale non ha voluto mancare il suo grande capitano, Dino Zoff, e per il quale si è mobilitato, con un saluto video, anche il bomber di quel Mondiale, quel Paolo Rossi così strenuamente difeso da Bearzot prima della cavalcata vincente di quell’estate. Un ricordo, quello dell’ex ct, che ha ispirato nuovamente Stefano Borgonovo, che non ha mancato di far pervenire il proprio saluto a Cormons, proprio come un anno prima. Un’amicizia, quella tra “Goal Grappoli” e l’ex centravanti del Milan, che si è tramutata fin dalla prima edizione anche in una raccolta fondi di beneficenza a favore della Fondazione che porta il nome di Stefano. PROGRAMMA GOAL A GRAPPOLI 2012 SABATO 19 MAGGIO ore 20.30, sala civica: “Quelli che… aspettano Goal a Grappoli”. Conferenza sulla biografia “Bruno Pizzul – Una voce Nazionale” (Fausto Lupetti Editore) con gli autori Matteo Femia e Francesco Pira e con la presenza dello stesso Bruno Pizzul e di Chantal Borgonovo, moglie dell’ex calciatore Stefano Borgonovo. VENERDI 25 MAGGIO ore 18, piazza XXIV Maggio: conferenza “L’etica ed i valori comunicati in ambito sportivo e musicale”. Moderano il dibattito il giornalista sportivo Bruno Pizzul ed il professor Francesco Pira dell’Università di Udine. Relazionano i docenti Lello Savonardo ed Enza Maria Paolino (Univ. Napoli), autori del libro “Sociologia della musica”, il prof. Ivo Germano (Univ. Molise), l’ex arbitro Paolo Casarin, il giornalista Italo Cucci, il cantante Peppe Servillo (Avion Travel), il presidente dell’Assoallenatori Renzo Ulivieri. ore 21, piazza XXIV Maggio: concerto del trio composto da Peppe Servillo (voce e cantante degli Avion Travel) – Javier Girotto (sax) e Natalio Mangalavite (piano) che proporrà brani dal loro album “Fùtbol” nell’ambito della kermesse “Jazz&Wine of Peace” organizzata da associazione Controtempo (www.controtempo.org) SABATO 26 MAGGIO ore 10.30, sala civica comunale: proiezione della pellicola “Subbuteopia” di Pierr Nosari. A seguire dibattito sulle figure di Giacinto Facchetti e Giacomo Bulgarelli alla presenza di Gianfelice Facchetti ed Italo Cucci. ore 21, Teatro Comunale: Gran Galà sui 100 anni del Guerin Sportivo. Presenta Bruno Pizzul. Tra gli ospiti, Roberto Beccantini, Gianni Mura, Italo Cucci, Ivan Zazzaroni, Dino Zoff, Nicola Berti, Edi Reja, Gigi Del Neri, Attilio Tesser, Maurizio Trombetta e Claudio Pasqualin. Intermezzi musicali in collaborazione con l’associazione Controtempo.

Il Mister a scuola...




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martedì 15 maggio 2012

Inaugurata la mostra dedicata al mitico Nereo Rocco





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lunedì 14 maggio 2012

Intervista di mister Trombetta su Il Friuli




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Intervista di mister Trombetta su Il Friuli




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mercoledì 2 maggio 2012

Nereo Rocco. La leggenda del Paròn:


TRIESTE, MAGAZZINO 26 – PORTO VECCHIO DI TRIESTE - 15 MAGGIO – 31 LUGLIO 2012
NEL CENTENARIO DELLA NASCITA DI UN ALLENATORE CHE HA SIGLATO LA STORIA DEL CALCIO ITALIANO, LA SUA CITTA’ - TRIESTE - GLI DEDICA UNA GRANDE MOSTRA INTESSUTA DI RICORDI, ANEDDOTI, OGGETTI, FILMATI D’EPOCA E MILLE ALTRE SUGGESTIONI. UN ALLESTIMENTO MULTIMEDIALE E FORTEMENTE EMOZIONALE CURATO DA UNO DEI PIU’ AUTOREVOLI BIOGRAFI DEL “PARÒN”, IL GIORNALISTA GIGI GARANZINI.     
TRIESTE – Non c’è sportivo italiano, probabilmente, che non conservi impressa nel cuore l’immagine  del giovane Cesare Maldini, mentre, nel mitico stadio di Wembley - correva l’anno 1963 - leva al cielo  la prima coppa europea vinta da un club italiano: il Milan di Nereo Rocco. L’immagine inconfondibile del “Paròn” si moltiplica nei molti altri scatti rubati a bordo campo, o al fianco dei suoi “figli” putativi, primo fra tutti il golden boy Gianni Rivera, o ritratto all’uscita dei mille tunnel delle sue partite, inappuntabile in giacca a cravatta oppure, in pieno inverno, accollato nei suoi paltò d’ordinanza, il borsalino calcato sulla fronte e lo sguardo già rapito dalle geometrie delle squadre in campo. Fotografie, riprese e filmati d’epoca - molti dei quali ritrovati nello scrigno prezioso di Rai Teche - ma anche oggetti personali, appunti, articoli, testimonianze delle vita così intensa di Rocco e dei suoi incontri sempre così ricchi di sanguigna umanità, saranno le trame portanti della mostra multimediale Nereo Rocco. La leggenda del Paròn, l’affettuoso omaggio di Trieste al grande tecnico, allestito acent’anni esatti dalla nascita di Rocco, il 20 maggio 1912: quando, all’anagrafe, Nereo faceva ancora Rock, eredità di una famiglia di origine viennese. Sarà un allestimento fortemente emozionale, denso di sensazioni, tutt’altro che didascalico e ricco di momenti ludici e gioiosi, dove riecheggeranno a grandi lettere le frasi più celebri di Rocco. Un itinerario interattivo e coinvolgente: il modo migliore per creare un forte contatto con gli spazi e il contesto del Magazzino 26, nel Porto Vecchio di Trieste, dove il percorso espositivo sarà ospitato da martedì 15 maggio fino al 31 luglio 2012. Un contesto espositivo di altissima suggestione, straordinaria testimonianza del patrimonio di architettura portuale-industriale di Trieste, che dopo l’esperienza dei mesi scorsi con Biennale Fvg sarà nuovamente aperto al pubblico.
Il cuore storico della città accoglie dunque una delle personalità in cui Trieste ha saputo meglio riconoscersi, perché Rocco fu protagonista di una storia senza eguali, densa di episodi, aneddoti e rivelazioni di cui neppure i più accaniti tifosi del Paròn sono talvolta a conoscenza. L’evento è ideato e promosso per iniziativa dell’Associazione Regola d’Arte e del Comune di Trieste, in collaborazione con Rai Teche e con la Regione Friuli Venezia Giulia – Turismo Fvg, con il patrocinio della FIGC - Federazione Italiana Giuoco Calcio, dell’Aiac - Associazione Italiana Allenatori Calcio (fondata, fra gli altri, dallo stesso Nereo Rocco) e del Coni Fvg, con la fondamentale collaborazione della famiglia Rocco, e in particolare dei figli Tito e Bruno Rocco. Un importante contributo di materiali, testimonianze e memoria arriverà anche dall’adesione dei club che Nereo Rocco ha allenato, nel corso di una lunga e intensa carriera tecnica: Triestina, Treviso, Padova, Milan, Torino e Fiorentina.
Un itinerario interattivo ed emozionale, ma soprattutto un contesto al quale piacevolmente abbandonarsi con i cinque sensi: guardando e ascoltando, certo, ma anche toccando – attraverso percorsi e tablet a interazione digitale -  le grandi tappe della carriera di Rocco, le squadre e le città in cui ha lasciato tracce importanti (da Milano a Torino, da Treviso a Padova a Firenze), le partite che sono entrate nel mito del calcio, i giovani giocatori, da Rivera in poi, che Rocco ha formato e lanciato fino a farne grandi stelle del firmamento calcistico italiano; e poi le frasi, di sanguigna e lapidaria ironia, che hanno messo in evidenza l’innato talento del “Rocco comunicatore”. Filmati d’epoca si avvicenderanno in mostra, come la storica “intervista” televisiva con Rocco in cui si cimentò nientemeno Adriano Celentano, subito dopo la conclusione del memorabile derby Milan-Inter del ’68.  E chissà se ancora si sprigionerà nell’aria l’aroma dei tabacchi passati dalla pipa che il presidente Sandro Pertini regalò al mister Enzo Bearzot, proprio all’indomani del trionfo mondiale in Spagna nel 1982 …Perchè il gusto, e l’olfatto, si delizieranno, a Trieste, dei sapori di Nereo Rocco: se proprio all’uscita della mostra, all’interno del Magazzino 26, sarà imperdibile una tappa all’Osteria del Paròn, “apparecchiata” ogni giorno per servire in tavola i piatti preferiti del tecnico, anche diversi ristoranti triestini omaggeranno il Paròn con un piatto speciale a lui dedicato. Sapori  innaffiati niente meno che dal vino Nereo, creazione di Marco Felluga, la cantina di Russiz Superiore che si è affermata come una delle griffe più note e celebrate della produzione enologica nazionale e che, grazie alla Fab Lab, la mostra, i pacchetti turistici e le qualità del prodotto verranno illustrati attraverso i QR code applicati nell’etichetta. Un’occasione da non perdere per gli appassionati e i collezionisti sarà l’annullo filatelico di Poste Italiane che sarà somministrato nelle sale della mostra il 20 maggio 2012, in occasione del cent’anni esatti dalla nascita di Rocco.
Nereo Rocco è il personaggio più affascinanti della storia del calcio italiano del dopoguerra. Certamente, quello che ha tramandato di sè il ricordo più vivo e vitale, malgrado siano passati trentatre anni dalla sua scomparsa. Ma la memoria del Paròn è intatta, le sue indimenticabili battute vengono ripetute dai suoi cultori come se fossero state appena pronunciate. Un ricordo talmente vivo da sembrare una presenza. Ricostruita nei libri del suo più autorevole biografo, lo scrittore e giornalista Gigi Garanzini, la leggenda del Paròn sarà ripercorsa a partire dagli esordi triestini, dapprima in maglia da mezz’ala e poi come allenatore dell’Unione degli anni ruggenti. Una carriera che si è dispiegata verso Padova, che ha transitato anche a Treviso, Torino e Firenze, e che si è consacrata nella Milano rossonera dei grandi trionfi dei primi e degli ultimi anni Sessanta. Una storia custodita oggi da “vestali” d’eccezione, come Gianni Rivera, Fabio Cudicini, e Cesare Maldini, o come Giovanni Trapattoni che, nel ricordare il calcio di Nereo Rocco, spesso ammonisce: «se si parla del calcio degli anni '60, bisogna ricordare le tante strade non asfaltate e le auto di Formula Uno che non arrivavano ai 200 orari». E questa mostra vuole essere, infatti, l’occasione per uno sguardo sul calcio e la sua incredibile evoluzione: non un viaggio nostalgico e retrospettivo, ma l’opportunità di ritrovare, percorrendo La leggenda del Paròn, le radici di una vicenda umana e sportiva che non si può circoscrivere al calcio, e allo sport, perché sottende ben altre implicazioni storiche, sociali e culturali. Non mancheranno gli eventi collaterali a supporto della proposta espositiva: talk show, incontri e presentazioni.
Nereo Rocco. La leggenda del Paròn: biglietto d’ingresso: € 10.
INFO:   http://www.mostranereorocco.it/         https://twitter.com/#!/mostra_n_rocco           
Giornalista e scrittore, Gigi Garanzini è un piemontese del nord (Biella) trapiantato nel Piemonte del  sud, sulle colline del Barolo, che lavora a Milano da quasi quarant'anni. Ha debuttato in un quotidiano del pomeriggio, La Notte, ed è passato attraverso il Corriere della Sera, la Voce di Montanelli e la Stampa prima di approdare, nell'ultimo decennio al Sole 24 Ore. Dopo esperienze televisive a Italia Uno negli anni '80 (la prima trasmissione calcistica del gruppo Fininvest, "A tutto campo") e in Rai negli anni '90, ha finalmente scoperto la radio nel '99 a Radio 24, e lì si è fermato con un programma pomeridiano di calcio e varia umanità che negli anni è diventato un cult. Tra i libri pubblicati spiccano, nel '97, "Il romanzo del vecio", scritto a quattro mani con Enzo Bearzot, e nel '99, in occasione del ventennale della scomparsa di Nereo Rocco, "La leggenda del Paròn", poi aggiornato e rieditato nel 2009 da Mondadori. Ha inoltre diretto il centro stampa di Milano in occasione dei Mondiali di Italia '90 e le relazioni esterne del settore tecnico di Coverciano negli anni successivi.

sabato 3 marzo 2012

Rassegna stampa




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Complimenti al Mister per il nuovo incarico!

Maurizio Trombetta nuovo collaboratore della Prima Squadra

Udinese Calcio comunica di aver implementato l'organigramma dello staff della propria Prima Squadra con l'inserimento della figura professionale del Signor Maurizio Trombetta. Trombetta, in passato già "vice" di Francesco Guidolin e reduce dalle esperienze alla guida delle formazioni rumene del Cluj e del Targu Mures oltre che della Primavera della Reggina, ricoprirà, fin da oggi, il ruolo di Collaboratore Tecnico dell'allenatore bianconero.
www.udinese.it



martedì 28 febbraio 2012

I VALORI DI MISTER GUIDOLIN


Sono proprio contento della “Panchina d’oro” assegnata a Francesco Guidolin.

Perché c’ho lavorato insieme per quattro anni e conosco il valore dell’allenatore e dell’uomo, perché è strameritata visto i risultati della squadra e soprattutto il gran lavoro che sta svolgendo, perché è un “antidivo” e quindi il premio, più che al personaggio, è quasi sicuramente il frutto dei valori che riesce a trasmettere.

Cosa questa che piace molto a noi di Slowfootball…

Non si può certo dire che il suo sia un calcio “lento”, slow, vista l’intensità di gioco e la rapidità dello sviluppo dell’azione della sua “banda Bassotti”.

Però sono evidenti i valori di “appartenenza ai colori”, spirito di gruppo e di sacrificio per il compagno che ha trasmesso alla sua squadra, piena si di giocatori di qualità, ma tanto giovane e troppo spesso “in divenire” (per le continue cessioni dei “pezzi” migliori), per consentire una così incredibile continuità di rendimento.

Eppure l’Udinese è lì, ancora fra le prime dopo un anno e mezzo insieme a squadroni che hanno investimenti e organici nettamente superiori…

E sono contento che lo stia facendo ad Udine, in una Società e con un Presidente che sembrano fatti apposta per il suo carattere ed il suo modo di essere e di fare.

Ed in una terra come il Friuli nella quale, come lui stesso spesso dice, si riconosce pienamente per il carattere ed i “valori” della sua gente.

E allora Very Slowfootball People della settimana per Francesco “Checco” Guidolin, allenatore di origini venete, ma friulano di “sentimento”, amato dalla gente per la sua cultura del lavoro che così tanto apprezziamo noi friulani, ma anche per quell’orgoglio che dimostra nel portare i colori bianconeri dell’Udinese ai massimi livelli in Italia e nel mondo.

Maurizio Trombetta

www.mauriziotrombetta.blogspot.com

sabato 25 febbraio 2012

Bologna-Udinese: L’EQUILIBRIO LO DANNO I DUE MEDIANI

Messaggero Veneto, 25 febbraio 2012
L'angolo del Tecnico
di Maurizio Trombetta

Ha quattordici punti in classifica meno dell’Udinese il Bologna, ma ha anche una striscia positiva di tre pareggi e due vittorie nelle ultime cinque gare di campionato con uno “score” di sei gol fatti e uno solo subito, contro i sei fatti e otto subiti dell’Udinese nello stesso periodo, con tre sconfitte, una vittoria e un pareggio per i bianconeri. Attenzione, quindi, perché i rossoblù stanno attraversando un periodo particolarmente positivo frutto della quadratura del cerchio trovata da Pioli. La difesa a tre e gerarchie ben definite all’interno del gruppo soprattutto nel reparto avanzato, hanno permesso al tecnico di trovare il giusto equilibrio di squadra su cui si basa la continuità di rendimento di questo Bologna, ancora impegnatissimo a tenersi fuori dalla zona retrocessione. Sistema di gioco. Si dispone con un 3-4-2-1, ma è di fondamentale importanza la maniera in cui la squadra riesce a rimanere sempre corta e compatta nella fase di non possesso palla. Sempre grande pressione sul portatore di palla avversario a partire dai due trequartisti. Se riescono ad aggredire nella metàcampo avversaria le due linee di centrocampo e difesa salgono molto senza paura del lancio in profondità. Se devono difendersi nella loro metàcampo si abbassano a “fisarmonica”, sempre molto corti tra le linee, disponendosi praticamente con cinque difensori e due “mastini” come Mudingai e Perez preposti al recupero palla, basato sempre su un grande ed efficace pressing organizzato. Il difensore che esce dalla linea prosegue nella pressione sulla palla anche fino a metàcampo, togliendo così tempo e traiettorie per la giocata in profondità, rimanendo comunque “coperto” da quattro difensori e due centrocampisti difensivi. Giocatori fondamentali. Detto dei due mediani, essenziali per l’equilibrio e le distanze di tutta la squadra, risulta poi importantissimo Portanova, fondamentale riferimento di tutto il pacchetto dei tre centrali, capace di far rendere Raggi ed Antonsson anche oltre il loro reale valore. E poi Di Vaio e i due trequartisti, in pratica i tre giocatori che si occupano della fase offensiva, pericolosissimi quando possono agire in contropiede negli spazi. Il capitano Di Vaio abilissimo a “galleggiare” sulla linea dei difensori, ma senza mai dare punti di riferimento precisi (una specie di Di Natale per qualità di “invecchiamento” come i grandi vini), Ramirez, fenomenale il suo gol di tacco alla Fiorentina, potenzialità da campione vero e la curiosità di vedere il “gioiellino” Taidier al posto dello squalificato Diamanti.

giovedì 23 febbraio 2012

Il mister stasera a Sportissimo su Free

Dalle 19 la diretta su Free Tv (canale 17 e 612 del digitale terrestre) con ospite il mister Maurizio Trombetta

PAOK-UDINESE. IL VERO PAOK: PRESSING E RIPARTENZE

Messaggero Veneto, 23 febbraio 2012
L'angolo del Tecnico
di Maurizio Trombetta

Sarà una partita completamente diversa da quella dell’andata, la gara di ritorno in Grecia di questa sera. Non abbiamo ancora visto il vero Paok. Boloni ha pensato saggiamente di correre meno rischi possibile nella gara in trasferta, per potersela poi giocare al meglio in casa. Sapendo di avere qualcosa in meno come qualità di organico, anche di questa Udinese “incerottata”, cerca in ogni modo di limitare al massimo il “diretto” confronto tecnico-tattico dei giocatori in campo, per potersi poi avvantaggiare dei fattori esterni extra-campo come l’ambiente infuocato e una probabilmente maggiore capacità di sfruttare furbescamente situazioni agonistiche “calde” da parte dei loro giocatori. Bisogna riuscire a non cadere in questa “trappola”, sapendo fra l’altro che anche loro sono ridotti all’osso come organico, in pratica senza più possibilità di ricambi di qualità. Sistema di gioco. Pressing alto feroce e rapide e “geometriche” ripartenze che si sviluppano in profondità sulle fasce per concludersi con cross dal fondo per gli inserimenti dei quattro-cinque giocatori avanzati. Questo il vero Paok che non abbiamo visto al Friuli. Ma se mantengono il 4-2-3-1 adottato qui ad Udine, potrebbero correre più di qualche pericolo in contropiede. I pericoli maggiori saranno da parte dei due esterni di centrocampo: Salpigidis a destra, torello capace di arrivare alla conclusione soprattutto su sviluppo dell’azione dalla sinistra, e Georgiadis, mancino, rapido palla al piede, ma pericoloso soprattutto per i suoi inserimenti laterali oltre la linea dei difensori. E poi in mezzo l’ottimo Athanasiadis, cui si potrebbe affiancare nel corso della partita l’altro attaccante Giannou.

domenica 19 febbraio 2012

Cagliari-Udinese: Cagliari solido e veloce

Messaggero Veneto, 18 febbraio 2012
L'angolo del Tecnico
di Maurizio Trombetta

È un Cagliari che sembra aver trovato un soddisfacente equilibrio quello che si presenta adUdine per il posticipo serale di domani. È in pratica la prima delle “piccole” insieme a Palermo e Genoa in classifica, se per un attimo non consideriamo più tale la fantastica Udinese. I sardi hanno una continuità di rendimento e di gioco che si basa su uno “zoccolo duro” di giocatori, soprattutto dei reparti centrale e arretrato, sul quale è poi brava la società a inserire sempre qualche nuovo straniero specialmente nel reparto offensivo. Il modulo di gioco rimane pressoché invariato nonostante il grande alternarsi di allenatori a cui ci ha abituati il presidente Cellino. Un 4-3-2-1 che garantisce appunto una certa “continuità” del sistema di gioco che unito alla “anzianità di servizio” del gruppo storico di giocatori permette al Cagliari di non correre rischi eccessivi per la permanenza in serie A. Fase di non possesso. Pisano, Canini, Astori e Agostini hanno giocato così tante partite insieme da non avere certo problemi di adattamento. Certo l’assenza di capitan Conti porterà qualche squilibrio, ma l’eventuale accentramento di Naingolan al suo posto penso potrà portare anche un maggior apporto in fase di contrasto e di recupero palla. Sono tutti comunque bravi ad abbassarsi e a muoversi insieme con grande attenzione alle distanze i quattro difensori più i tre centrocampisti, di fatto i giocatori deputati al recupero palla. Fase di possesso. Conti squalificato e la quasi sicura assenza di Cossu rappresentano sicuramente un certo handicap per i sardi soprattutto nelle possibilità di sviluppo della manovra. Meno qualità nei ribaltamenti di fronte senza il lancio preciso del capitano e meno dribbling garantiti dal pericolosissimo trequartista. Ma Ballardini cercherà di sfruttare al massimo le doti offensive dei tre davanti, oltre alle grandi doti di inserimento di Ekdal e Dessena. Ibarbo nel quasi inedito ruolo di trequartista può diventare devastante se trova gli spazi per scatenare la sua impressionante potenza di corsa, soprattutto se può “galoppare” sulle fasce. E poi Pinilla appena arrivato e subito protagonista, capace di garantire gol da bomber di razza oltre alla capacità di muoversi su tutto il fronte d’attacco e uno tra Ribeiro Cardoso o Larrivey, entrambi attaccanti polivalenti, con meno gol nelle gambe rispetto al loro nuovo compagno di reparto, ma comunque di buon livello e in grado di integrarsi perfettamente con le sue caratteristiche di gioco.

giovedì 16 febbraio 2012

UDINESE-PAOK SALONICCO: GARCIA PEREZ IL MEDIANO BUTTAFUORI

Messaggero Veneto, 16 febbraio 2012
L'Angolo del Tecnico
di Maurizio Trombetta

Squadra tosta e con gli “attributi” questo Paok capace di qualificarsi al primo posto in un girone eliminatorio con Tottenham e Rubin Kazan, che riesce a coniugare con grande equilibrio il bel gioco assieme alle caratteristiche di un gruppo abbinate a un grande spirito di sacrificio. Allenatore. Sta facendo indubbiamente un gran bel lavoro il mister Boloni, allenatore rumeno approdato al Paok dopo aver fatto un’ottima carriera fra Francia, Portogallo e Belgio. E infatti la squadra è di stampo europeo, grande organizzazione in entrambe le fasi di gioco, sviluppo della manovra semplice, ma molto efficace, recupero palla di squadra collettivo ed equilibrato, ritmi di gioco alti e con buona continuità nell’arco dei 90’. Non ci sono grandi “fenomeni” in organico, ma la squadra c’è, (non si vince per caso in casa del Tottenham) e si vede nettamente la mano dell’allenatore. Sistema di gioco. Il Paok si dispone in campo con un 4-1-4-1 che si evidenzia soprattutto nella fase di non possesso, con la linea dei quattro centrocampisti che pressano molto alti e aggressivi, protetti dal “non bello”, ma efficacissimo Garcia Perez, mediano a far da schermo davanti alla difesa. In fase offensiva i greci si dispongono con un 4-2-3-1. Tutti fenomenali i difendenti nel non consentire le traiettorie di gioco in profondità con una costante pressione sul portatore di palla, ma comunque abili nel non farsi mai “saltare” nell’uno contro uno. Quando riconquistano palla sono tutti bravi a inserirsi al tiro, soprattutto Salpingiadis a destra e Fotakis al centro, con Athanasiadis pericoloso riferimento avanzato.

venerdì 10 febbraio 2012

UDINESE-MILAN: Se la difesa rossonera è col buco



Messaggero Veneto, 10 febbraio 2012
"L'angolo del tecnico"
di Maurizio Trombetta

Ancora uno scontro al vertice per l’Udinese nel turno casalingo contro il Milan, anche se entrambe le squadre stanno attraversando un periodo non particolarmente positivo. Decisamente peggiore per i rossoneri che attualmente, fra infortuni e squalifiche “pesanti”, hanno in pratica a disposizione “solo” una delle due formazioni di campioni di cui è composto il loro organico. Ovvero è sempre e comunque il Milan Campione d’Italia, (attenzione alla grande pericolosità della squadra di rango in difficoltà…), ma se consideri la formazione composta dagli “indisponibili”, beh allora ti viene da pensare: devo approfittarne! E per analizzare la situazione in casa Milan attuale basta considerare le dichiarazioni di Allegri dopo le sconfitte con Lazio e Juve di quest’ultimo periodo: manchiamo della necessaria “cattiveria”, dopo la sconfitta di Roma, e manchiamo di intensità e profondità, ieri dopo la partita di Coppa Italia. Dato per scontato che la carica agonistica al Friuli non mancherà, sulle altre oggettive difficoltà attuali, l’Udinese dovrà basare la sua partita per cercare di sfruttarne il conseguente vantaggio.

FASE DI NON POSSESSO PALLA: Difende troppo “basso” nella sua metàcampo, quasi davanti al limite dell’area, questo Milan, ed infatti ha già quasi lo stesso numero di gol subiti nell’intero campionato scorso. Manca il recupero palla in mezzo al campo per la innegabile difficoltà del reparto di centrocampo soprattutto per quanto riguarda le possibilità di ricambio. Meno corsa e quindi intensità di gioco anche nel pressing alto da cui una grande sofferenza per i contropiedi avversari. E poi i quattro dietro, se possono contare su Nesta e Thiago nelle migliori condizioni, possono “tenere” anche il Barca. Se malauguratamente uno dei due o peggio entrambi hanno problemi, il naturale sostituto Mexes, nonostante le grandi potenzialità, non è ancora in grado di fornire la stessa sicurezza difensiva, soprattutto sui palloni provenienti dalle fasce.

FASE DI POSSESSO PALLA: Anche qui è evidente la difficoltà dovuta alla carenza di corse negli spazi senza palla, quella che riusciva a garantire Boateng, tanto per capirci. Lo sviluppo della manovra si basa quindi prevalentemente sulle sovrapposizioni in fascia, dove la qualità dei giocatori attualmente a disposizione non è poi così fenomenale, oppure, fino ad ora, sulla palla ad Ibra “pivot” per l’inserimento dei centrocampisti. Fenomenale in questo Nocerino, ma l’impiego di Maxi Lopez, secondo me sarà lui il sostituto dello svedese, porterà probabilmente ad uno sviluppo della manovra preferibilemente con palla a terra. E poi attenzione che adesso in panchina c’è sempre un certo Inzaghi… www.mauriziotrombetta.blogspot.com

sabato 4 febbraio 2012

Fiorentina-Udinese: Equilibrio e fisicità per i viola

Messaggero Veneto, 4 febbraio 2012
"L'angolo del tecnico"
di Maurizio Trombetta

Trasferta difficile per l’Udinese a Firenze e non soltanto per le avverse condizioni metereologiche previste. Oltre alla minore possibilità di recupero per i friulani che hanno giocato il turno infrasettimanale, bisogna considerare anche il fatto che questa Fiorentina sembra avere trovato la giusta via dopo il cambio di allenatore dei mesi scorsi e soprattutto con la chiusura del mercato di gennaio. Anche i toscani, come ormai un numero sempre maggiore di squadre del campionato italiano, si dispongono ora in campo con tre difensori centrali, base sulla quale poi Delio Rossi riesce a sfruttare al meglio le qualità e caratteristiche dei giocatori a disposizione, un organico con individualità di valore assoluto. Il modulo adottato è il 3-5-1-1, come quello dell’Udinese, con la sostanziale differenza della “taglia” e stazza dei giocatori delle due squadre. I viola tutti più alti di statura e più di “peso”. Ritmo alto e intensità di gioco per metterli in difficoltà e non permettergli di sfruttare le loro altrettanto buone caratteristiche tecniche.

FASE DI NON POSSESSO PALLA: Gamberini, Natali e Nastasic con quest’ultimo che risulta ancora un po’ l’anello debole della catena. Classe ’93, proveniente dal Partizan Belgrado, paga attualmente il noviziato in Serie A, ma col prospetto di diventare uno dei migliori difensori del campionato. Il reparto è ben supportato sulle fasce da Cassani e Pasqual, più equilibrato a sinistra rispetto all’alternativa Vargas, mentre in mezzo Berami Montolivo e Lazzari, tre belle “bestie”, sono più portati a costruire piuttosto che distruggere.

FASE DI POSSESSO PALLA: Bravissimo come sempre Rossi a trovare gli equilibri di squadra, in particolare il modo di sfruttare al meglio le qualità dei suoi giocatori. Decisivo in questo senso l’arrivo di Amauri perfetto nel ruolo di unica punta a farsi il…”mazzo” su tutto il fronte d’attacco.

Questo agevola il naturale inserimento dei centrocampisti centrali; se l’Udinese si inserisce prevalentemente con gli esterni, nella Fiorentina il pericolo viene dalle mezzali Berami e Lazzari, adesso un po’ meno da Montolivo. Cassani a destra e Pasqual a sinistra forniscono un valido apporto di cross, soprattutto dalla trequarti. E poi c’è il “fenomeno” Jovetic. Trequartista con doti realizzative da grande attaccante. Quantità, qualità ed umiltà, fa gol in tutti i modi, soprattutto inserendosi sul centro-sinistra, giocatore da grandissimo club di livello internazionale. www.mauriziotrombetta.blogspot.com

mercoledì 1 febbraio 2012

Udinese-Lecce: attenti a Di Michele e Muriel

Messaggero Veneto, 31 gennaio 2012
L'angolo del Tecnico
di Maurizio Trombetta

Due vittorie e un pareggio negli ultimi tre turni di campionato sono la testimonianza che il Lecce ha trovato una regolarità di rendimento che la sta rilanciando in pieno nella lotta per non retrocedere. Gli ultimi arrivati Blasi e Miglionico, uomini di fiducia di Cosmi sia sotto il profilo prettamente tecnico che per l’aspetto caratteriale, hanno permesso di trovare i giusti equilibri di squadra e hanno portato il giusto grado di esperienza con quella che il tecnico umbro ha simpaticamente definito la loro «sana ignoranza». E poi la consapevolezza nei propri mezzi che solo i risultati riescono a portare, visto che questo Lecce in fin dei conti aveva sempre raccolto meno di quello che meritava in funzione di un gioco comunque buono e propositivo anche con l’allenatore precedente, quel Di Francesco che Cosmi ha volutamente ringraziato per l’eredità lasciatagli. Fase di non possesso. Il Lecce si difende con molti uomini e con le due linee di centrocampo e difesa pronte ad abbassarsi strette e compatte sul limite dell’area di rigore per ridurre gli spazi di gioco alla squadra avversaria. La rapidità dei movimenti di Totò e gli inserimenti senza palla dei centrocampisti, soaranno le armi che l’Udinese dovrà usare per mettere in difficoltà una linea di tre difensori centrali piuttosto lenta. La mancanza di Cuadrado squalificato, potrebbe portare allo spostamento in fascia di Oddo che, con il trio Tomovic, Miglionico, Diamutene (o Esposito), e Brivio a sinistra, formerebbe di fatto uno schieramento di cinque difensori. Giacomazzi, Obodo e Blasi dovrebbero essere i tre di centrocampo chiamati a fare filtro per cercare di recuperare palla e non lasciare pericolose linee di passaggio verticale ai centrocampisti friulani. Fase di non possesso. L’assenza di Cuadrado farà sicuramente perdere qualcosa in fase di ripartenze e anche e soprattutto di incursioni palla al piede sulla destra. Sempre pericolosi, invece, i rilanci dei centrocampisti non appena recuperata palla, nel settore di centro-sinistra dove uno a turno fra Muriel e Di Michele rimane sempre alto in linea con l’ultimo difensore, pronto a sfruttare la velocità di corsa nello spazio. Nello sviluppo della manovra Giacomazzi, ora più libero di giostrare da mezzala destra, ha la qualità tecnica e il carisma per fare il direttore d’orchestra, Di Michele è sempre pronto a colpire all’improvviso come una serpe velenosa. L’”udinese” Muriel, infine, sta dimostrando doti tecniche da attaccante di razza e una “maturità” davvero impressionante per la sua giovane età e relativa inesperienza di partite di alto livello. Sarà interessante vederlo all’opera contro i suoi futuri compagni. www.mauriziotrombetta.blogspot.com

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sabato 28 gennaio 2012

Juventus-Udinese

Messaggero Veneto
27 gennaio 2012
L'angolo del Tecnico

Non credo sarà una gara così tanto “tattica” come quella di un mese fa al Friuli, lo scontro al vertice di sabato sera tra Juve ed Udinese. Penso che questa volta entrambe le squadre cercheranno di sfruttare al massimo le proprie capacità e qualità, piuttosto che pensare principalmente a limitare gli avversari. Purtroppo questa Juve in testa alla classifica del campionato corre, corre e corre come una provinciale, o meglio ancora, corre come questa fantastica Udinese. Sarà una partita che si decide veramente per la cura anche dei minimi dettagli. Credo in questo senso che i due tecnici cercheranno di basarsi sui rispettivi moduli di gioco preferiti, proprio per avere la maggior quantità di certezze di gioco possibile. Piccoli accorgimenti in funzione delle assenze di giocatori di fatto “insostituibili”, Pinzi per i friulani e Marchisio per la Juve, ma non stravolgimento della disposizione dei giocatori in campo. Non possesso palla. La miglior difesa del campionato (solo due gol subiti nelle ultime cinque gare) è il frutto di un atteggiamento difensivo di squadra davvero eccezionale. Pressing altissimo immediato una volta persa palla, per impedire pericolose ripartenze immediate, a cui fa seguito un ripiegamento corale di tutti i giocatori verso la propria porta sullo sviluppo dell’azione avversaria, per restringere spazi e tempi di gioco. Impressionante vedere come qualsiasi giocatore (Del Piero compreso, sia quando è in campo, sia probabilmente in panchina...), sia pronto a recuperare la posizione difensiva al di sotto della linea della palla. Atteggiamento di squadra al quale si aggiungono l’apporto individuale sulla linea difensiva di un Barzagli monumentale ed un Lichsteiner onnipresente. Possesso palla. Corse negli spazi e sfruttamento ai massimi livelli delle qualità e caratteristiche di ogni singolo giocatore. Queste due banali applicazioni di gioco, sono secondo me il “segreto” dell’altissimo rendimento della Juventus di Conte. Pirlo fa il Pirlo, regista, punto di riferimento del gioco e della squadra, Lichtsteiner fa la locomotiva sulla destra, Vidal, fortissimo, fa come Isla nell’Udinese e Giaccherini si adatterà al meglio a fare il Pepe o il Marchisio della situazione. Che potrebbero essere assenze importanti senz’altro, come quella eventuale di Vucinic vicino al polivalente Matri, ma quando il problema è se decidere di sostituirlo con Del Piero, Quagliarella o Borriello, beh, forse Conte sta un po’ meglio di Guidolin... (wwww.mauriziotrombetta.blogspot.com)


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Juventus-Udinese

Non credo sarà una gara così tanto “tattica” come quella di un mese fa al Friuli, lo scontro al vertice di sabato sera tra Juve ed Udinese. Penso che questa volta entrambe le squadre cercheranno di sfruttare al massimo le proprie capacità e qualità, piuttosto che pensare principalmente a limitare gli avversari. Purtroppo questa Juve in testa alla classifica del campionato corre, corre e corre come una provinciale, o meglio ancora, corre come questa fantastica Udinese. Sarà una partita che si decide veramente per la cura anche dei minimi dettagli. Credo in questo senso che i due tecnici cercheranno di basarsi sui rispettivi moduli di gioco preferiti, proprio per avere la maggior quantità di certezze di gioco possibile. Piccoli accorgimenti in funzione delle assenze di giocatori di fatto “insostituibili”, Pinzi per i friulani e Marchisio per la Juve, ma non stravolgimento della disposizione dei giocatori in campo. Non possesso palla. La miglior difesa del campionato (solo due gol subiti nelle ultime cinque gare) è il frutto di un atteggiamento difensivo di squadra davvero eccezionale. Pressing altissimo immediato una volta persa palla, per impedire pericolose ripartenze immediate, a cui fa seguito un ripiegamento corale di tutti i giocatori verso la propria porta sullo sviluppo dell’azione avversaria, per restringere spazi e tempi di gioco. Impressionante vedere come qualsiasi giocatore (Del Piero compreso, sia quando è in campo, sia probabilmente in panchina...), sia pronto a recuperare la posizione difensiva al di sotto della linea della palla. Atteggiamento di squadra al quale si aggiungono l’apporto individuale sulla linea difensiva di un Barzagli monumentale ed un Lichsteiner onnipresente. Possesso palla. Corse negli spazi e sfruttamento ai massimi livelli delle qualità e caratteristiche di ogni singolo giocatore. Queste due banali applicazioni di gioco, sono secondo me il “segreto” dell’altissimo rendimento della Juventus di Conte. Pirlo fa il Pirlo, regista, punto di riferimento del gioco e della squadra, Lichtsteiner fa la locomotiva sulla destra, Vidal, fortissimo, fa come Isla nell’Udinese e Giaccherini si adatterà al meglio a fare il Pepe o il Marchisio della situazione. Che potrebbero essere assenze importanti senz’altro, come quella eventuale di Vucinic vicino al polivalente Matri, ma quando il problema è se decidere di sostituirlo con Del Piero, Quagliarella o Borriello, beh, forse Conte sta un po’ meglio di Guidolin... (wwww.mauriziotrombetta.blogspot.com)


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sabato 21 gennaio 2012

Il mister Trombetta rescinde il contratto con la squadra rumena del Tg.Mures

Maurizio Trombetta ha rescisso consensualmente il contratto che lo legava alla squadra rumena del Fcm Tg.Mures.
Trombetta, terzo allenatore della squadra rumena nella corrente stagione, ha ottenuto 8 punti in 6 partite: due le partite vinte, due i pareggi, due le sconfitte con le prime della classe Rapid e Dinamo. Prima del suo arrivo la squadra aveva accumulato 8 punti in 12 gare ed era ultima in classifica.

Di seguito le Sue dichiarazioni ufficiali (conferenza stampa a Tirgu Mures, ore 11.00)


Sono molto dispiaciuto della rescissione consensuale del contratto di allenatore del Fcm Tg.Mures ma, dopo la terza volta che mi è stata proposta, ho dovuto "capire" che probabilmente era questa la soluzione migliore.
Come dice il proverbio: "non puoi stare io paradiso a dispetto dei santi"....
Non so se i dirigenti sono i Santi, e non so se Tg Mures è il Paradiso, ma io al FCM mi sono trovato molto bene fino alla fine del girone di andata.
Un saluto e un grande "in bocca al lupo", ("bafta multa" ) a tutti i ragazzi, un ringraziamento ai dirigenti che mi hanno dato fiducia ed a tutti i miei collaboratori che mi hanno contribuito al raggiungimento dei risultati conseguiti.
Naturalmente un saluto "foarte frumos" a tutti i tifosi che purtroppo non ho avuto il tempo di conoscere meglio: HAI FCM...!


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giovedì 24 novembre 2011

Messaggero Veneto, 24 novembre 2011: Intervista al Mister su Udinese-Roma


«Udinese, serve il turbo sulle ali»

Dalla Romania, dove lo chiamano ancora l’eroe di Roma, Trombetta consiglia come “pungere” i giallorossi.
DINE. A volte basta un’impresa, solo una singola impresa per farsi ricordare a lungo o per farsi scegliere ancora. Per il tecnico friulano Maurizio Trombetta quell’impresa fu firmata nei gironi di Champions League, il 23 settembre del 2008, quando alla guida del semisconosciuto Cluj andò a espugnare l’Olimpico giallorosso mettendo in grande difficoltà il collega Luciano Spalletti, appena sbarcato a Roma e considerato ai tempi un rivoluzionario in casa giallorossa, un po’ come lo è adesso Luis Enrique. Quella sera i campioni di Romania si imposero per 2-1 e da allora Trombetta viene chiamato “l’eroe di Roma” in Romania, dove il tecnico è da poco ritornato accettando una nuova avventura, guidare alla salvezza il modesto Targu Mures.
Trombetta, quali similitudini possono esserci tra quella Roma spallettiana affrontata allora e questa firmata Luis Enrique?
«L’accostamento riguarda la novità, la proposizione di idee calcistiche da sviluppare in maniera differente dal solito e quindi la necessità di avere tempo e risorse a disposizione. Allora noi allora affrontammo una Roma nuova e difficile da contenere soprattutto all’inizio, quando non si conoscevano le mosse di Spalletti, che propose Totti centravanti».
Un tecnico che aveva dato concretezza alla squadra, mentre la Roma di Luis Enrique conclude poco...
«È vero, la Roma di Spalletti arrivava da tutte le parti con sovrapposizioni sulle fasce e con i temuti inserimenti per via centrale. Quella Roma era più concreta e pericolosa di quella attuale».
Che lei giudica ancora inespressa?
«L’ultima volta che l’ho vista cominciava a piacermi. Ho visto l’impostazione data da Luis Enrique: doveva rifinire alcuni punti, come il possesso palla un po’ troppo rischioso in fase di ripartenza, ma si vedeva la scelta di un nucleo di sette, otto giocatori su cui far ruotare gli altri».
Pianjc, Gago e Lamela stanno facendo fare l’atteso salto di qualità.
«Sono tre nomi di giocatori che stanno facendo per la prima volta la serie A, e il fatto che facciano bene subito è sorprendente perché non è facile».
Trombetta, secondo lei qual è il punto debole della Roma di Luis Enrique?
«Il grandissimo possesso palla è un po’ eccessivo e può trovare difficoltà se non riesce a recuperare palla. Il loro gioco prevede massima partecipazione di tutti, anche dei difensori con la conseguenza di una linea molto alta che tende a lasciare campo scoperto».
Detta così potrebbe essere l’ideale per dell’Udinese.
«Infatti la squadra di Guidolin è brava a giocare sulle caratteristiche dell’avversario, a prendere le contromisure per poi a ripartire, soprattutto sulle ali, e se questa Roma non ha ancora trovato gli equilibri giusti l’Udinese potrebbe approfittarne».
Stefano Martorano

giovedì 17 novembre 2011

sabato 12 novembre 2011

Maurizio Trombetta è il nuovo allenatore del FCM Targu Mures (Romania)

Maurizio Trombetta è tornato in panchina. Il tecnico friulano ha infatti accettato l’offerta del Targu Mures, squadra di serie A rumena che si ritrova al penultimo posto in classifica dopo 7 giornate. L’obiettivo, ovviamente, è quello di centrare la salvezza. Dopo l’ottima Champions league disputata nel campionato 2008-2009 sulla panchina del Cfr Cluj (riuscì a guidare i suoi al successo per 1-2 sul campo della Roma e pareggiò 0-0 con il Chelsea salendo alla ribalta internazionale) l'allenatore udinese torna in Transilvania con uno staff tutto italiano: il suo vice è Alessandro Zaninelli (già con lui a Cluj) e il preparatore atletico Michele Bon.
In bocca al lupo Mister!

venerdì 4 novembre 2011

ATLETICO MADRID-UDINESE: TURAN-SUAREZ ATTENTI A QUEI DUE

Un pareggio, una pesante sconfitta e una netta vittoria nei tre turni di Liga che sono stati giocati in dieci giorni dall’Aletico tra le due partite contro l’Udinese. I biancorossi dimostrano di essere evidentemente una squadra ancora alla ricerca di una propria forte identità. Nella partita persa con l’Atletic Bilbao sono stati capaci di prendere tre gol in dieci minuti. Un po’ come successo qui ad Udine dove, dopo aver condotto il gioco per buona parte della partita, hanno preso due reti negli ultimi sei minuti di gioco. Ottima squadra con elementi di valore assoluto e con una impostazione forte e definita nelle due fasi di gioco, l’Atletico Madrid evidenzia ancora una certa mancanza di equilibrio nella capacità di reagire alle situazioni critiche della partita. Difetto che si nota di meno nelle gare interne dove riescono solitamente a imporsi agli avversari con una costante e crescente pressione di squadra e di pubblico. Aspetto fisico-atletico. È squadra tosta che cerca di imporre la sua fisicità a maggior ragione quando gioca in casa. Tra l’altro in Europa il contatto fisico viene valutato diversamente rispetto ai campionati nazionali e di questo l’Udinese dovrà tenerne conto. Soprattutto i centrocampisti centrali cercano il recupero palla a pressione sui giocatori avversari con contrasti di forza che li portano anche a volte a falli da ammonizione. Fenomenale in questo Mario Suarez: non ha giocato qui ad Udine, ma credo dirigerà le operazioni in mezzo al campo a Madrid, soprattutto nella fase di riconquista della palla. Essendo decisamente inferiori a loro per “chili” e stazza fisica dei giocatori, dovremo essere naturalmente più bravi a sfruttare le nostre maggiori doti di agilità e velocità di corsa e di gioco. Aspetto tecnico-tattico. Rapidità di manovra con scambi stretti alternati a cambi di gioco, per sfuggire al pressing fisico, organizzato e di squadra dell’Atletico Madrid. Questo il necessario atteggiamento per non consentire loro un recupero palla in zona avanzata, situazione dalla quale possono poi innescare il loro grande potenziale di giocatori d’attacco. Fondamentale in questo senso per gli spagnoli Arda Turan, il giocatore turco che non era presente all’andata: esterno di centrocampo, gioca prevalentemente a sinistra, possiede grandi qualità offensive, è abile e pericoloso sia nell’uno contro uno che negli assist da fondo campo, ma con una quantità di movimento e una capacità di recupero della posizione e della palla davvero impressionante. Si completa a meraviglia con Diego, lasciando così “solo” il compito di fare gol al pericolosissimo “bomber” Falcao, di cui ad Udine abbiamo visto solo un parente lontano… (www.mauriziotrombetta.blogspot.com)

domenica 30 ottobre 2011

UDINESE - PALERMO: C'E' UNA DIFESA ANCORA DA SISTEMARE

Messaggero Veneto, 29 ottobre 2011
"L'angolo del tecnico"
di Maurizio Trombetta

Ha solo due punti in meno dell’Udinese il Palermo che arriva al Friuli domenica. E a dire il vero avrà anche un giorno e mezzo di recupero in meno dopo il turno infrasettimanale. Però a differenza dei friulani ha vinto, e questo solitamente rende meno pesante assorbire la fatica. In più non giocando in Europa l’accumulo di stanchezza psico-fisica è minore rispetto ai bianconeri. Un solo pareggio senza aver mai segnato fuori casa e quattro vittorie su quattro partite in casa. Ma il vero problema per il Palermo è quello di una difesa non ancora all’altezza delle aspettative di Zamparini che, battendo già da lungo tempo su questo tasto, ha già cambiato tre o quattro allenatori…

FASE DI NON POSSESSO PALLA: Ben conscio dell’importanza del numero dei gol subiti per la squadra, il giovanissimo Mangia sta lavorando molto su questo aspetto alla ricerca del miglior assetto e dei giocatori più adatti allo scopo. L’ultimo e forse più importante accorgimento è quello del ritorno al suo ruolo naturale di centrocampista sul centrodestra di Migliaccio. Questo gli permette di proporre un rombo di centrocampo composto da tre incontrasti di sostanza, Barreto vera e propria “diga” in mezzo, Acquah anche corsa ed inserimenti a sinistra, dietro ad un trequartista. Forse la squadra difende ancora un po’ troppo “bassa”, ma così facendo si crea ampi spazi per il contropiede in avanti. Oltre a ciò la linea dei tre centrocampisti che si abbassa molto, permette alla coppia di difensori centrali Silvestre e Cetto, forti e di stazza, ma un po’ lenti, di non soffrire negli spazi ampi. I due esperti argentini garantiscono rendimento e sostanza a tutto il reparto completato a destra dal più difensivo Pisano ed a sinistra dal fluidificante Balzaretti.

FASE DI POSSESSO PALLA: Lo sviluppo della manovra risulta organizzato e sempre equilibrato. Difficilissimo vedere la squadra sbilanciata anche mentre attacca. Spinge naturalmente di più a sinistra dove il costante inserimento di Balzaretti accompagna gli spunti di Ilicic, trequartista mancino di gran corsa e tiro da fuori, cui piace partire proprio da quella fascia. In alternativa Zahavi, neoacquisto israeliano dalla “verticalizzazione” immediata. Senza l’infortunato Pinilla la coppia d’attacco dovrebbe essere formata da Hernandez e Miccoli, entrambi gran controllo di palla in corsa e tiro rapido e preciso. Gli avanti rosanero si cercano molto con sponde di un attaccante incontro per gli inserimenti dell’altra punta e del trequartista. www.mauriziotrombetta.blogspot.

NAPOLI - UDINESE: RIPARTENZE ECCO IL PANE DI MAZZARRI

Messaggero Veneto, 25 ottobre 2011
"L'angolo del tecnico"
di Maurizio Trombetta

Napoli contro Udinese, in assoluto le due squadre più organizzate ed in forma di questo inizio stagione. Nessuno vorrebbe affrontarle in questo momento, per quanto sono toste, solide e forti. Probabilmente l’Udinese sta riuscendo attualmente ad “assorbire” meglio il turn-over “spinto” cui i due tecnici hanno deciso di far ricorso. In quest’ottica potrebbe risultare molto pesante per Mazzarri l’infortunio muscolare di Gargano. L’organico del Napoli ha probabilmente qualcosa in più soprattutto a livello qualitativo di giocatori già maturi, ma Guidolin sta riuscendo a mantenere un altissimo livello di prestazione nonostante la gioventù e relativa inesperienza dei giocatori a disposizione.

DIFESA: Qui per i partenopei, come per i friulani, le maggiori difficoltà con i ricambi di qualità. A Cagliari ha riposato Cannavaro ( e si è visto…), contro di noi il reparto sarà quello “titolarissimo”, con Campagnaro ed Aronica ai suoi fianchi. Impressionante quanto è sempre “corta” la squadra di Mazzarri. Nella fase di non possesso tutti, compresi i “fenomeni” davanti si abbassano per il recupero palla, con distanze davvero minime tra la linea di difesa ed il giocatore più avanzato, nell’ordine dei quaranta – cinquanta metri. Quando attaccano mantengono le stesse distanze con l’accompagnamento in avanti dei difensori, gli esterni che partecipano, i centrali che accorciano. Il che si potrebbe rivelare un punto debole in caso di palla persa, per la rapidità di Di Natale e per i molti metri a disposizione dietro le spalle che inevitabilmente una difesa così “alta” deve lasciare.

CENTROCAMPO: Credo sia davvero questo il reparto più “decisivo” di questa squadra. Innanzi tutto si muovono come un unico “blocco” nelle due fasi di gioco. Poi Hamsik e Lavezzi (o Cavani) si comportano come veri e propri centrocampisti nella fase di recupero palla. Ora, con la crescita di Zuniga sia a destra che a sinistra, hanno il ricambio di qualità sugli esterni. Da verificare il rendimento di Dzemaili al centro, finora poco utilizzato nel suo ruolo naturale, al fianco di Inler.

ATTACCO: Più che dei singoli mi piace parlare dei giocatori in generale che attaccano. Assolutamente “spaventosa” la corsa immediata in verticale ad aggredire gli spazi dei tre davanti una volta riconquistata palla. Micidiale il comportamento dei due esterni di centrocampo. Se uno va al cross (sempre teso e forte a cercare gli inserimenti degli attaccanti…tutti!), l’altro arriva sempre a chiusura sul secondo palo. www.mauriziotrombetta.blogspot.com

domenica 23 ottobre 2011

UDINESE-NOVARA: MACCHINA ANCORA IN RODAGGIO

Messaggero Veneto, 22 ottobre 2011
L'angolo del Tecnico
di Maurizio Trombetta

Il Novara, proveniente da due promozioni consecutive dalla Prima Divisione alla Serie A, sta scontando più di quel che merita il “noviziato” nella massima serie. Probabilmente sta pagando in maniera eccessiva la naturale difficoltà di inserimento dei molti giocatori nuovi “di categoria” necessari ad innalzare il livello qualitativo della squadra, unita ad una certa inesperienza del gruppo storico proveniente dalle serie minori. Non si può pretendere in Serie A il fantastico Novara dallo strapotere di gioco collettivo dell’anno scorso. Tesser lo sa e non appena avrà trovato il giusto equilibrio nell’inserimento dei nuovi in funzione del “telaio” esistente, sarà in grado di dare fastidio a molte squadre. Difesa. Nonostante gli innesti di Paci e Dellafiore il livello qualitativo del reparto non è ancora sufficiente. Ora il tecnico si trova a dover fare i conti anche con parecchie assenze e infortuni che lo costringono ad adottare soluzioni di fortuna. Probabilmente Della fiore, difensore centrale a sinistra al posto di Gemiti, con due centrali con caratteristiche troppo “uguali” come Paci e Centurioni, a destra Morganella, giovane di prospettiva ancora un po’ acerbo per la serie A. Centrocampo. Stesso schema di un anno fa – tre centrocampisti più un trequartista –, quasi gli stessi interpreti. Porcari (o Marianini) a destra, Rigoni a sinistra, Pinardi (o Mazzarani) a fare il vertice alto del “rombo” di metàcampo. Il solo Radovanovic, più incontrista che regista, a cercare di dare sostanza e presenza fisica in mezzo, ma che deve ancora crescere per potersi imporre a questi livelli. È un reparto che nella categoria inferiore dettava legge, adesso mi sembra un po’ troppo poco fisico e non abbastanza tecnico da imporre il gioco. Attacco. È questo il reparto dove sono stati apportati i maggiori cambiamenti e che infatti non sta ancora rendendo secondo le potenzialità. Oltretutto qui si notano le maggiori difficoltà nei meccanismi e sincronismi di gioco. Le punte si muovono ancora un po’ troppo singolarmente e con iniziative personali. Manca il gioco collettivo con i bei movimenti coordinati cui ci aveva abituato il Novara di Tesser. Per il momento giocano prevalentemente Morimoto e Meggiorini entrambi veloci e pericolosi nelle conclusioni a rete. Credo che quando Jeda (finora sempre subentrato), riuscirà a meritarsi un posto da titolare, Tesser potrà trovare la quadratura del cerchio per sfruttare le doti realizzative delle altre punte, compresi Granoche e Rubino.