lunedì 6 luglio 2009
Lunedì 5 luglio alle ore 23.00 in diretta il Mister su SkySport 1
Allenatori di Italia, Croazia, Slovenia e Austria si sono incontrati per un aggiornamento tecnico con Mister Trombetta
Com’è l’Italia vista dalla Romania? Come si gestisce una squadra multietnica? E quali sono i meccanismi che consentono a Davide di battere Golia? Questo e altro abbiamo chiesto all’allenatore di calcio Maurizio Trombetta (a Tolmezzo come relatore di un convegno internazionale) che alla guida di una squadra rumena – il Cluj – l’anno scorso espugnò lo stadio Olimpico battendo la Roma in Champions League.Il titolo più pittoresco fu del quotidiano Il Manifesto: “Del Cluj la Romania fece Trombetta”, spregiudicata manipolazione del dantesco“ed elli avea del cul fatto trombetta”. Eravamo alla fine dello scorso mese di settembre e Maurizio Trombetta, allenatore udinese di 46 anni, aveva appena vinto per 2 gol a 1 la partita di Champions League contro la Roma, alla guida di una squadra rumena sconosciuta ai più, il Cluj. Nella medesima competizione la sua banda multietnica seppe pareggiare con il Chelsea. Abbiamo approfittato della sua presenza a Tolmezzo, dove ha tenuto una lezione nell’ambito di un convegno internazionale organizzato dall’Associazione italiana allenatori calcio (Aiac) per intervistarlo.
Com’è l’Italia vista dalla Romania?
“Eh… diversa. Sono arrivato in Romania nel periodo in cui c’erano delle tensioni con Berlusconi che diceva al ministro rumeno: non vi vogliamo, mandiamo fuori i rumeni. Da lì le cose hanno un punto di osservazione completamente differente e poi quando fai l’esperienza di avere a che fare con un popolo molto simile a noi, e di brava gente, hai anche la base per poter sviluppare riflessioni meno scontate”.
Come sono i rumeni, visti da un’italiano che ha avuto l’opportunità di lavorarci assieme?
“La Romania è divisa in tre zone: Romania ungherese, Romania terra, quindi la parte di Bucarest, e Romania moldava, che sente l’influenza russa. Essendo stato nella Romania ungherese, dico che sono molto simili a noi, non solo simili all’italiano, ma specialmente al friulano. Quindi: gente alla mano, forse un po’ più disponibile di noi, nel senso che siamo più chiusi, e soprattutto lavoratori”.
Qual è il metodo migliore per gestire un gruppo multietnico?
“Capire le dinamiche di spogliatoio interne al gruppo e fornire delle gerarchie. Sono tutti giocatori che tratto alla stessa maniera, perché il mio è un giudizio tecnico, ma è anche vero che nel gruppo c’è chi comanda di più e quindi devi riuscire a intrattenere un rapporto più diretto con quei cinque/sei che sono dei leader per gli altri. In un gruppo multietnico devi individuare i leader di ciascun gruppo”.
Di quanti gruppi, suddivisi per aree geografiche di provenienza, era composta la sua squadra?
“Fondamentalmente quattro: rumeni, pochi; sudamericani di lingua spagnola; portoghesi e brasiliani; africani. Ho trovato una situazione abbastanza stabilita, essendo il terzo anno che tali gruppi erano presenti, un mix già stabilizzato, per cui non è stata difficile la gestione”.
Quali sono stati gli ingredienti di quello che possiamo definire il “sacco di Roma”?
“Senz’altro un mix abbastanza fortunato di: allenatore italiano, che quindi conosceva sia il modo di giocare della Roma che la situazione assolutamente non facile che la stessa Roma stava attraversando, tra infortuni, ritardo di preparazione e problemi societari; e la fortuna di un cambio di allenatore(Trombetta era subentrato da 12 giorni a Ioan Andone alla guida del Cluj. Ndr) che aveva dato risultati immediati – la prima partita in Romania vincemmo in rimonta – infondendo entusiasmo. Inoltre gli stimoli fenomenali per dei giocatori alla prima esperienza in Champions League ci hanno consentito di fare la partita perfetta e di riuscire a vincere una partita che non si sarebbe mai neppure potuto immaginare”.

Una delle chiavi che ci pare orientino il suo agire da allenatore, è la semplicità, cioè: se un giocatore ha troppe scelte di gioco, c’è il rischio che faccia confusione…
“ Si. Ma non solo il singolo giocatore, bensì la squadra, il gruppo. Cioè, ritengo che se hai la fortuna di lavorare con giocatori che hanno qualità, tecniche e tattiche, più schemi hai e più difficile è la cosa. Meglio trasmettere pochi concetti chiari, che valgono per tutti: questo permette a ciascuno di sfruttare le proprie qualità. Se invece su una qualità di base buona, aggiungi troppi particolari, rischi di fare peggio”.
Ultima domanda, tecnica: è possibile ancora innovare nel gioco del calcio?“Se sei capace di semplificare, secondo me innovi. Credo che inventare non si possa più, devi semplificare il più possibile. Più lo fai e più ottieni risultati”.
Francesco Brollo
giovedì 2 luglio 2009
Mister Trombetta relatore al convegno internazionale dell'Associazione Italiana Allenatori a Tolmezzo (Ud)
Un relatore d’eccezione per il convegno organizzato dalla sezione carnica dell’Associazione italiana allenatori di calcio. Sarà Maurizio Trombetta, ex mister del Cluj reduce dalla prestigiosa esperienza in Champions League (una vittoria sulla Roma guidata da Spalletti e un pari con il Chelsea di Scolari) a parlare di “Sviluppo del sistema di gioco, trasmissione della palla attraverso i triangoli”. L’appuntamento, promosso dall’Aiac con il patrocinio del Comune di Tolmezzo e la locale società militante in Eccellenza, è fissato per il 4 luglio, a partire dalle 9.45, presso lo stadio comunale tolmezzino di via Val di Gorto. L’incontro, aperto a tutti, è inserito all’interno del tradizionale appuntamento internazionale che prevede la presenza di allenatori provenienti da Austria, Slovenia e Croazia. Dopo l’apertura dei lavori, il programma si snoderà dalle 10 alle 13 in tre sessioni teoriche e pratiche (per informazioni, si può inviare un’e-mail all’indirizzo aiac.carnia@libero.it).In attesa di sentirlo dibattere sull’argomento, Il Friuli ha cercato di capire quale potrà essere il futuro dell’ex tecnico del Sevegliano.Daniele Micheluz
lunedì 15 giugno 2009
Real o Manchester : chi ha fatto l'affare?

Corriere dello Sport - 13 giugno 09
Maurizio Trombetta (allenatore)
«Se Pellegrini trova il sistema giusto...»
Triestina Channel
giovedì 11 giugno 2009
Corriere dello Sport - 10 giugno 2009

mercoledì 3 giugno 2009
Intervista al mister pubblicata sulla Gazzetta dello Sport rumena


02.06.2009 RAZVAN ROTARU
Tactica antrenorilor » MaurizioTrombetta: "Cu Roma şi Chelsea am jucat aproape perfect" (www.gsp.ro)
- Come avete preparato la partita con la Roma all'Olimpico? E quella con il Chelsea?
- Siete un allenatore difensivo?
- Che fa oggi Maurizio Trombetta?
şi română, dar română ştiu deja...
- Qualche parole sull'ultima finale della Champions League?
- Dopo la breve esperienza di una stagione al CFR, potete dare una pagella al nostrocampionato romeno?
- Qual'e la vostra squadra italiana di cuore?
venerdì 15 maggio 2009
IL PICCOLO - 15 maggio 2009

| Trombetta, dal Sevegliano alla Champions League |
| Bella esperienza allenare in Romania... |
14 maggio 20009 - Il Personaggio
Intervista di Cinzia SaccomanniChe bilancio traccia dei suoi cinque anni a Bologna?
Un bilancio assolutamente positivo. Il primo anno c’è stata qualche difficoltà a salvarsi, ma poi il proseguo è stato ottimo, con la possibilità anche di arrivare in Europa. C’è il ricordo assolutamente negativo della sconfitta a Brescia, quando dal quarto posto scendemmo al settimo. Certo una retrocessione è più dolorosa anche per la società, perdere la serie A è devastante, ma quella sconfitta è una delusione grandissima che mi porterò dentro per sempre. Un altro ricordo negativo, che avrebbe potuto invece essere positivo, è stato il 2-1 con cui abbiamo perso con la Juve: vincere sarebbe stato un godimento totale per quello che per Bologna vuol dire battere la Juventus. Una vittoria sarebbe stata fenomenale, sarebbe rimasta nella storia.
E i ricordi più belli?
Quella era una squadra che faceva gioco, aveva delle caratteristiche importanti, faceva pressing, aveva ritmi altissimi. Nel finale di stagione poi calava sempre un po’, e questo ha fatto sì che poi non ci sono stati quei risultati importanti che invece potevano esserci. Di positivo c’è comunque l’esperienza che ho fatto, la crescita anche a livello personale.
Com’è essere il vice di Guidolin? Che rapporto c’era tra voi due?
Un ottimo rapporto, di collaborazione e di aiuto nello svolgere il lavoro. Rispetto a Galeone, Guidolin è uno che lavora un po’ di più in prima persona. Comunque in entrambi i casi sono stati anni importanti e di grande crescita.
Veniamo al presente e a Bologna-Lecce di domenica prossima. Innanzitutto: chi tra le due squadre ci arriva meglio?
Io credo che per il Bologna la rimonta di domenica scorsa a Torino sia stata importante: è rimasta viva, mantenendo a un punto il distacco dal Torino. Penso che questo aspetto sia particolarmente importante, soprattutto per una squadra che fin qui ha dimostrato di non essere particolarmente forte dal punto di vista caratteriale. Il pareggio in rimonta di domenica può essere un’iniezione di fiducia decisiva, forse più del fatto stesso che il Bologna giocherà la partita in casa.
Giocare al Dall’Ara permetterà però di essere davanti al proprio pubblico e i tifosi si stanno mobilitando parecchio per essere più vicini che mai alla squadra…
Certo, infatti. Io conosco bene il pubblico bolognese, so quanto può servire e il calore che può dare in certi momenti.
Quanto conta preparare partite come questa dal punto di vista tecnico-tattico e quanto conta prepararle dal punto di vista psicologico?
Anche la tattica deve ovviamente essere curata, ma è evidente che in questi casi l’aspetto psicologico è quello preponderante. Percentualmente, una particolare attenzione va rivolta proprio a questo aspetto. Dipende poi ovviamente sempre dalle situazioni, ma in questi casi lavorare sulla testa dei giocatori è più importante del lavoro sul campo, per farli arrivare alla partita nelle migliori condizioni possibile.
Il Bologna sinora ha dato il meglio di sé quando ha potuto agire di rimessa e non ha dovuto ‘fare’ la partita. Domenica che gara dobbiamo attenderci?
Al Lecce un pareggio non serve a nulla, e per il Bologna può essere un vantaggio. Dovrà essere una partita di grande dedizione e sofferenza. Non sarà, probabilmente, una gara bella e divertente, in questi casi è quasi impossibile a meno che non si metta bene fin dall’inizio. Non sarà dunque una gara spettacolare, ma credo che certamente i tifosi del Bologna barattino volentieri lo spettacolo con la vittoria.
Il Bologna è stato protagonista di vittorie importanti, ad esempio quella con la Sampdoria o il Genoa, e di sconfitte altrettanto pesanti, come Siena e Reggina. Lei come spiega questi alti e bassi?
La sensazione che ho avuto io dall’esterno è quella di una certa fragilità dal punto di vista caratteriale. Ho visto il Bologna contro l’Udinese, una sconfitta che non meritava assolutamente, e poi contro la Sampdoria. Ecco, qui devo dire che, pur vincendo in maniera netta forse ha raccolto più di quanto meritava. Il Bologna è andato in vantaggio e poi ha potuto agire di rimessa, ma dal punto di vista del gioco mi aveva convinto molto di più ad Udine. Oltre a problemi strutturali, quindi di rosa, forse anche dal punto di vista caratteriale c’è qualche carenza.
Osvaldo secondo lei può essere uno dei protagonisti di questo finale di stagione?
Osvaldo a me è sempre piaciuto, bisogna ora vedere, dal punto di vista fisico, quanto ha recuperato dall’infortunio. Domenica è stato decisivo nell’azione del rigore, lui è comunque uno di quei giocatori con il gol nel sangue e che, con un guizzo, può risolvere la partita.
E nel suo presente e nel suo futuro che cosa c’è?
Nel mio presente tanto studio, aggiornamenti e tante partite seguite sia in Italia che all’estero per essere sempre più preparato. Per il mio futuro, per ora, solamente qualche chiacchiera.
All’estero, comunque, lei ha già avuto un’esperienza.
Sì, e infatti per il mio futuro qualche opportunità si potrebbe concretizzare proprio all’estero. Giudico quella che ho fatto in Romania un’ottima esperienza formativa, per questo mi sento di consigliare un’esperienza fuori dall’Italia anche ai miei colleghi. A mio avviso sbaglia chi non vuole prendere in considerazione simili opportunità, un allenatore italiano all’estero può avere davvero grandi occasioni.
(In foto: Maurizio Trombetta, nello stadio romeno del CFR Cluj)
martedì 14 aprile 2009
Il mister stasera ospite a TeleNordest!
giovedì 26 marzo 2009
lunedì 16 marzo 2009
Il mister online sulla web tv pnbox
domenica 15 marzo 2009
Domenica 15 marzo, Maurizio Trombetta a Trieste a Telequattro
venerdì 13 marzo 2009
Londra : Chelsea e West Ham osservati speciali dal mister

Un'intensa settimana dedicata ad osservare da vicino il lavoro di due bravi allenatori di livello internazionale come Hiddink e Zola che ben stanno facendo nella Premiere League.
mercoledì 25 febbraio 2009
Mister Trombetta intervistato da Radio Kiss Kiss
Radio Kiss Kissvenerdì 20 febbraio 2009
Ospiti di gente unica...Il Friuli Venezia Giulia alla Bit di Milano. Mister Trombetta fra gli ospiti
lunedì 16 febbraio 2009
Conferenza di Maurizio Trombetta per gli allenatori triestini
lunedì 9 febbraio 2009
L'occhio dell'ex
L’OCCHIO DELL’EX Trombetta:
«L’intesa fra Osvaldo e Di Vaio c’è Si sono molto cercati» UDINE (a.m./ass) -
Il mister ospite a Telequattro
Lunedì, 9 febbraio, alle 18.30 Maurizio Trombetta sarà ospite della trasmissione Supercalcio- Udinese condotta da Monica Valendino, su Telequattro.
giovedì 5 febbraio 2009
Mister Maurizio Trombetta in Tv
giovedì 15 gennaio 2009
"CFR mi-a intrat la inimă şi nu voi mai antrena nicio altă echipă din România"
Credo che la gara con il Panduri sia stata determinante nella decisione di Muresan. Dopo un pareggio a Galati, ho parlato con il Presidente
Ho avuto un grande rapporto con i giocatori in questi cinque mesi, ieri ho visto alcuni di loro allo stadio. Ho detto loro di giocare e vincere il titolo, indipendentemente da chi è l'allenatore. I giocatori sono di alta qualità, perché solo tali giocatori di calcio potrebbero avere giocato sei partite in Champions League alla pari con i più esperti avversari. Qu
Il mio contratto? Termina a fine stagione e il regolamento non mi permette di allenare in Romania.
Qualora il mio contratto venisse rescisso potrei allenare all'estero e ovviamente anche in Italia. Ad ogni modo non si porrebbe il problema perchè non allenerei più nessuna squadra rumena che non fosse il Cfr Cluj. I colori granata li porto nel cuore e nell'anima e, ripeto, non potrei mai allenare un'altra formazione rumena che non fosse quella del Cluj. Mi sono trovato molto bene a Cluj, con la gente di Cluj e con la società che oramai si è fatta conoscere in Europa e si è dunque meritata rispetto e considerazione da parte del mondo calcistico internazionale.
Special Thanks to Zoli and Andy Cantor!
mercoledì 14 gennaio 2009
Press Conference/presei la conferinţa: 15.01.2009 Hotel Rimini (Cluj)
>> Maurizio Trombetta invită reprezentanţii presei la conferinţa de presă ce va avea loc 15.01.2009, 12:00. Locatie: Hotel Rimini Plaza (Cluj) .giovedì 8 gennaio 2009
News: Da Cluj la conferenza stampa del Mister giovedì 15 gennaio
giovedì 11 dicembre 2008
Gli auguri del Mister!
"Prima di partire per le vacanze voglio cogliere l'occasione per ringraziare tutti i sostenitori del CFR, tutti coloro che hanno lavorato con me e per me! I miei migliori auguri di Buone Feste e un pensiero speciale da parte mia e da tutto il mio staff, perchè possiate tutti trascorrere un felice Natale."
Per la stampa: il mister terrà una conferenza stampa formale la settimana prossima.
martedì 9 dicembre 2008
Esce dall'avventura di Champions a testa alta la squadra rumena di mister Trombetta.

Chelsea-Cluj 2-1Con onore la squadra rumena abbandona la Champions League
Per vedere l'intervista post partita clicca qui
Gazzetta dello Sport - 10 dicembre 2008
Entra Drogba e doma il Cluj La squadra di Scolari soffre, ma vince 2-1 grazie a un gioiello dell' ivoriano
Ferrovieri
Ci credono anche i «ferrovieri» del Cluj, che partono sicuri sui binari disposti da Maurizio Trombetta. Bella organizzazione, pressing incisivo, e contropiede sempre pronto. Il Chelsea non gradisce, non riesce a distendersi, s' inabissa nella mediocrità di una gelida melina. Troppo facile da prevedere e da controllare. Con un occhio al punteggio di Roma- Bordeaux, Scolari predica pazienza, nonostante i brividi dalle parti di Cech. La prima occasione del match è di Pereira, intercettato in tuffo. Per la prima del Chelsea passa quasi mezz' ora, e Joe Cole butta via l' invito di Ballack. Ci vuole un regalo per sbloccare i Blues, quando Ballack rovina a terra appena sfiorato da Trica, pure ammonito. La punizione di Deco piomba nel vuoto di una difesa distratta, e nemmeno Kalou può sbagliare l' aggancio per l' 1-0. Come a Roma, il Cluj restituisce il colpo alla ripresa, una delizia l' assist di Panin, imparabile l' appostamento di Yssouf Koné sul secondo palo. Per i Blues sull' orlo di una crisi di nervi il tranquillante arriva subito dall' Olimpico, con l' 1-0 di Brighi che allontana lo spettro del Bordeaux. Drogba-moment Scolari si decide a schiodare Drogba, che gli spiega in 6' che non valeva la pena aspettare tanto: Mikel per Joe Cole che la mette dove la chiede il bomber, per il 2-1 in controtempo. Il modo migliore per mettere nella giusta luce la storia dell' incontro al ristorante di Fulham Road con Marco Branca, messaggero di Moratti e Mourinho. Con il centro al Cluj sono 19 i suoi gol di Champions per il Chelsea, uno più di Frank Lampard, l' altro oggetto del desiderio di Mou. Con Anelka è tutt' altro che un idillio: appena Drogba è entrato, s' è subito immusonito. Didier Drogba, 30 anni, parte dalla panchina: poi entra per Kalou e segna il gol vittoria, 1ª rete stagionale in Champions
CHELSEA 2 CLUJ 1
PRIMO TEMPO 1-0 MARCATORI Kalou (CH) al 40' p.t., Y. Koné (CL) al 10' , Drogba (CH) al 26' s.t. CHELSEA (4-5-1) Cech 6; Bosingwa 6,5, Alex 6, Terry 6, A. Cole 6; J. Cole 6 (dal 29' s.t. Belletti 6), Ballack 6, Mikel 6 (dal 43' s.t. Bridge s.v.), Deco 6,5, Kalou 6 (dal 20' s.t. Drogba 6,5); Anelka 5,5.PANCHINA Cudicini, Ivanovic, Ferreira, Stoch. ALLENATORE Scolari 6. CLUJ (4-2-3-1) Nuno Claro 7; Panin 6,5, Cadù 6, Alcantara 7, Alvaro Pereira 6,5; Dani 6, Muresan 6,5; Dubarbier 6 (dal 15' s.t. E. Koné 6), Trica 6 (dal 27' s.t. Peralta 6), Juan Culio 6,5; Y. Koné 6,5. PANCHINA Hirschfeld, Sanchez Prette, Deac, De Sousa, Diego Ruiz. ALLENATORE Trombetta 6,5.
ARBITRO Frojdfeldt (Svezia) 6. AMMONITI Mikel (CH) e Belletti (CH) per gioco scorretto; Trica (CL) e Juan Culio (CL) per gioco scorretto. NOTE spettatori 41.060. Tiri in porta 8-2. Tiri fuori 7-6. Fuorigioco 2-1. Angoli 2-5. Recuperi 2' p.t., 4' s.t.
IN CAMPO Salomon Kalou Segna la prima rete in Champions League con la maglia del Chelsea in questa stagione
Yssouf Konè L' ivoriano del Cluj nel 2001 fu portato a Lecce dal ds Corvino ma non superò le visite mediche. Non ripete il gol dell' ultimo turno in Premier col Bolton, ma contribuisce al successo
Chelsea - Cfr Cluj . La conferenza stampa prepartita.
venerdì 5 dicembre 2008
Conferenza stampa del mister: Bilancio positivo per il Cluj alla fine del girone d'andata
Con la partita vinta contro il Gaz Metan, si è dunque concluso il girone d'andata della Liga 1 (che in Romania è quasi un campionato a parte visto che fanno una pausa di ben 2 mesi) ossia della Serie A rumena. Bilancio positivo per mister Trombetta che si porta al terzo posto in classifica, a 6 punti dalla capolista. Ora prima della lunga sosta invernale l' ultimo appuntamento sarà con il Chelsea a Londra il 9 dicembre.
Dal 1 settembre e cioè da quando è subentrato il tecnico friulano, il Cfr Cluj, allora undicesimo in classifica con 8 punti, ha guadagnato 5 punti sulle prime della classe.
Punti preziosi guadagnati su Steaua, Rapid, Urziceni e Timisoara (squadra quest'ultima che sarebbe in testa se non gli fosse stata attribuita una penalizzazione di 6 punti) Ha solo perso un punto con la Dinamo. Da non sottovalutare il fatto che tutte le prime in classifica non hanno giocato in Champions League.
Parla il mister: "Sono orgoglioso del lavoro fatto e della fiducia che mi hanno dato il Presidente Muresan e il proprietario Pazkany che ringrazio per aver creduto in me. Sono altrettanto orgoglioso dei miei ragazzi e felice di come la squadra si è presentata per la prima volta sul palcoscenico europeo. Abbiamo dimostrato di saper giocare un buon calcio, ci siamo fatti conoscere, apprezzare e rispettare. Sono anche soddisfatto perchè diversi giocatori sono riusciti per la prima volta a raggiungere sia la convocazione nelle rispettive nazionali (i rumeni Muresan e Panin, ma anche per la prima volta l'uruguaiano Perreira, e E.Kone...) sia a farsi apprezzare da molti club. Una presentazione al mondo calcistico europeo di ottima qualità e non solo per la squadra ma anche per la città di Cluj e della sua gente."
martedì 2 dicembre 2008
Cfr Cluj - Gas Metan 2-1

Ricordiamo la bella vittoria sulla Roma, il pareggio con il Chelsea e purtroppo le sconfitte con Bordeaux e Roma in casa il 26 novembre scorso. Partite tutte ben giocate al massimo delle loro possibilità, certo la Romania può essere orgogliosa di avere una squadra che ha fatto parlare di sè in positivo per l'ottimo gioco mostrato in campo a prescindere dai risultati.
Prima di mandare tutti in vacanza per un mese, alla società rumena tocca ancora un impegno di non poco conto, a Londra contro i ragazzi di Scolari (9 dicembre).
Non sarà facile dopo questo finale di campionato tutto in salita come era prevedibile per una squadra di provincia che si è trovata catapultata in un'avventura più grande di quello che poteva immaginare...
I ragazzi della Ferrovia dovranno comunque onorare la maglia che indossano e cercare ugualmente di mettere in campo tutto l'orgoglio e la passione per far bene anche con il Chelsea.
giovedì 27 novembre 2008
Champions League: Cluj-Roma 1-3
Intervista del Mister : Clicca quiLE PAGELLE
CLUJ
PERALTA 5,5 Surgelato, non riesce ad entrare in partita.
IL MIGLIORE : DUBARBIER 6,5
STANCIOIU 5 La Roma tira tre volte e lui non la becca mai. Vorrà dire qualcosa? Inutile il guizzo finale su Vucinic.
PANIN 5,5 Non cerca mai le avventure facili. Gioca con lo spirito del ragioniere: tutto calcoli e distintivo.
CADÙ 6 Non è un fenomeno, ma conosce il mestiere.
DE SOUSA GALIASSI 5 Il punto debole della difesa romena. Lento e macchinoso.
PEREIRA 6 Satanasso della fascia sinistra. Il gol del Cluj è merito suo. Sostiene molto, copre meno.
JUAN CULIO 6 Ora quaggiù lo chiamano il Che: conferma le cose belle dell' andata. In Italia lo stanno seguendo. Nervoso, cala nel s.t..
MURESAN 6,5 Fermo da dieci giorni, ma con il fisico che si ritrova se la cava. Nel mirino degli osservatori italiani.
DANI 5,5 Baptista si vede poco eEsterno di qualità e quantità, bravo chi lo ha scoperto in Argentina. Si fa male, esce. Da prendere e portare in Italia.
E. KONÉ 5,5 Entra quando il concerto è finito e i suonatori se ne vanno.
TRICA 5 Il gol che sbaglia andrebbe punito con dieci minuti da trascorrere in mutande al freddo di Cluj (Deach sv).
Y. KONÉ 6,5 Divora due gol, al terzo tentativo non sbaglia. Tecnica limitata, ma il fisico crea problemi alla Roma.
ALL. TROMBETTA 6 Prepara bene la gara. Scelte giuste. Non è colpa sua se gli attaccanti si mangiano i gol e il portiere non para.
MEXES FARO DELLA DIFESA,
DE ROSSI NON TRADISCE MAI
L' ALLENATORE Spalletti Con il Cluj ha completato il viaggio, prima di dolore, poi di rinascita. La scelta di cambiare il modulo è probabilmente la svolta della stagione. Bravo, ha pescato la formula migliore per risalire in campionato e andare avanti anche in Champions.
Doni, Cassetti, Mexes, Juan, Tonetto, Taddei
Il primo tempo è un inno alla sofferenza, soprattutto nelle chiusure. Nella ripresa riesce a trovare tempi e posizione. Deve solo abituarsi al nuovo ruolo. Nei primi minuti il Cluj gli arriva da tutte le parti. Ma lui tiene botta, fa una paratona, ne azzecca un' altra, incolpevole nel gol. Ogni tanto si appisola sulla riga di porta. Il guardiano del faro della difesa. Un recupero da manuale su Dubarbier, la presenza costante in un primo tempo da ballo. La Nazionale l' ha tranquillizzato. Voto al merito. Soffre la prestanza fisica di Koné e il terreno ghiacciato. Surgelato nel primo tempo dove sbaglia parecchio. Nella ripresa ritorna a buoni livelli. Dubarbier gli fa ballare la mazurka. Taddei non lo assiste, ma lui ci mette del suo. In attacco però avvia l' azione del primo gol. Ripresa decisamente più tranquilla per lui. Maniche corte e niente calzamaglia, abituato alla bora della sua Trieste per lui il gelo di Cluj è una passeggiata. Non è però serata di grazia, sbaglia troppo.
De Rossi Perrotta Baptista Totti Vucinic
La punizione è un gioiello. Ma non finisce qui: inventa assist, dà il via all' azione del terzo gol. Gioca di fino in un terreno dove è più facile pattinare. Il primo gol di Brighi ha il suo timbro. Solo lui poteva lanciarsi su quel pallone, trovarlo e crossarlo al centro. Un' incursione alla Perrotta, ha il copyright. (Pizarro sv)Nel primo tempo cerca di prendere a sportellate la difesa del Cluj, ma sbatte solo la testa. Nel secondo tempo anche lui migliora. Con Totti si diverte. Non tradisce mai, ha una costanza di rendimento impressionante. Fa la diga e nei momenti più caotici dà ordine e sicurezza. Nella ripresa cerca anche di andare all' assalto. Sfiora due volte il gol in dieci minuti. In quello spicchio di tempo fa capire che anche lui sta attraversando un momento da sballo. Una risorsa per la Roma. reti europee per capitan Totti (1 centro stagionale); 70 le gare in Coppa per il capitano giallorosso . Surgelato nel primo tempo dove sbaglia parecchio. Nella ripresa ritorna a buoni livelli. Dubarbier gli fa ballare la mazurka. Taddei non lo assiste, ma lui ci mette del suo. In attacco però avvia l' azione del primo gol. Ripresa decisamente più tranquilla per lui. Maniche corte e niente calzamaglia, abituato alla bora della sua Trieste per lui il gelo di Cluj è una passeggiata. Non è però serata di grazia, sbaglia troppo.
ROMA CI SIAMO
TRAVOLGE IL CLUJ L' EROE E' BRIGHI ANCORA LUI: 2 GOL ORA LA QUALIFICAZIONE È VICINISSIMA NON BISOGNA SBAGLIARE GARA COL BORDEAUX TOTTI CONFERMA IL SUO RECUPERO: A SEGNO
Due gol di Brighi, uno di Totti, cioè la sintesi di questa prima parte di stagione. L' uomo che ha trascinato la rimonta con la sua anima forte e umile e il capitano che ha segnalato la guarigione della squadra, con lampi di bellezza. Dopo il cucchiaio di Lecce, ha ritrovato anche la punizione-gol. Tre gol al Cluj per vendicare lo sgarbo di Roma, che aveva fatto temere l' addio anticipato al sogno di giocarsi la finale in casa. Ora invece la Roma è sicura di passare agli ottavi come prima se batterà il Bordeaux. Ma è anche vero che il pareggio dei francesi vieta ai giallorossi l' opzione della sconfitta, mentre se il Chelsea avesse vinto ieri, alla Roma sarebbe bastata anche una sconfitta 2-0, per qualificarsi. Dettagli L' importante è che la Roma sia padrona del suo destino e abbia ritrovato le cose che cercava: vittorie, morale, Totti. Ora sarà più facile rincorrere anche in campionato. Roma gelata Con Vucinic (raffreddato) e Pizarro (ginocchio) in panca, Spalletti conferma Taddei in mediana e restituisce Perrotta (vertice del rombo) al prediletto ruolo di trequartista. Fa un freddo becco, sotto zero, sei giallorossi in calzamaglia. La prima impressione è questa: Roma congelata. In 8' il caldissimo Cluj raccoglie 4 angoli e 3 tiri. Doni deve sbrinarsi in volo per intercettare il diagonale di Koné (6' ). Bloccato al centro con i tosti Dani-Muresan, il centrocampo rumeno si sprigiona in fascia con le accelerazioni di Culio e Dubarbier. Attivissimo soprattutto l' argentino che anima la prima parte del match e s' infila spesso a sinistra, anche perché Taddei deve ancora rifinire la sua nuova vita in mediana e non sempre è tempestivo nell' assistenza al sofferente Cassetti. Brividi, insomma, e non solo di gelo. Ci vuole l' uomo della sofferenza, l' antibiotico più efficace nella recente malattia giallorossa: Matteo Brighi. E' lui (senza calzamaglia!) che si allunga fino alla linea di porta per spingere in rete un bel cross di Perrotta, penetrato profondo a destra. La magica punizione all' incrocio di Totti (23' ), che ritrova il gol in Champions dopo 14 mesi, accende un sole caraibico nel cuore della Roma. La chiave Questo devono fare i giallorossi: contenere senza abbassarsi troppo, vigilando bene le fasce, e ripartire spesso, perché la difesa di Trombetta mostra evidenti segni di fragilità e si intimidisce quando la qualità altrui si sviluppa. Lo rifarà nella ripresa per blindare il risultato, ancora con l' ottimo Brighi. Cluj avvilito Ma subito dopo il 2-0, la Roma si gode troppo il nuovo sole caraibico e permette all' orgoglioso Cluj di rientrare in partita. La banda Trombetta fa poche cose, ma bene: corre in fascia, cerca le due punte che s' incrociano veloci. La Roma permette troppo. L' incursione di Pereira che affonda indisturbato a sinistra (ancora...) e crea il gol di Koné (30' ) segnala un debito di tensione. Lo stesso Koné potrebbe pareggiare. La difesa sbanda, meno male che è solidissimo Mexes. Un nuovo spavento a inizio ripresa (ancora Koné) consiglia alla Roma di alzarsi. Cresce Baptista, Totti detta con bella ispirazione e innesca il 3-1. Perso Dubarbier, l' orgoglio del buon Cluj si spegne. Vucinic potrebbe dilagare. Basta così. Ora il gelo chi lo sente più?
martedì 25 novembre 2008
Cluj-Roma: la conferenza stampa del mister
Vigilia di Cluj-Roma
Gazzetta dello sport - 25 novembre 2008
Clicca qui per il video
Tecnici da esportazione
di Malcom Pagani
Esclusi dai viziosi giri dei procuratori, gli allenatori meno pubblicizzati sono emigrati all’estero: Albania, Indonesia, Iran, Mali. Dovunque ci sia lavoro, i neo disoccupati si lanciano, osservando mondi unici.

Il telefono nell’angolo, silenzioso. Il ricordo dell’ultimo successo che ingiallisce dietro la cornice. Viaggiano perchè a volte è l’unica soluzione. Dimenticati dai procuratori o semplicemente disoccupati, gli allenatori italiani di retroguardia hanno studiato. Albania,Costa D’Avorio, Indonesia, Iran, Mali. La carta geografica degli ingaggi possibili, è un mappamondo da girare a caso. Solo camminando tutta la notte verso il giorno,si incontra la luce. Con un cognome da film di Totò e una carriera da eterno gregario, Maurizio Trombetta da Udine si è scoperto diverso a 46 anni. Ha inseguito ledistanze, ritrovandosi in Transilvania. Lontano da omologhi come Capello, Trapattoni o Zola. Da Cluj-Napoca, 300.000 abitanti,lampi di medievale bellezza, domanisfiderà la Roma in Champions.All’andata, con la sua banda di argentini, brasiliani e portoghesi, «parlo inglese, spagnolo, e soprattutto italiano» gelò l’Olimpico. Tra poche ore sarà più dura. «Ma qualchesperanza la covo,potremmo ancora stupire». Dopo il trionfo, lo festeggiarono coniando neologismi.«Magul Trombetta», un tipo a proprio agio con le magìe. «Ma il pallone inganna - ride - domani potrei diventare “stupidul” in unsoffio».Dopo un decennio nascosto all’ombradi Guidolin e Galeone «i due estremi: l’organizzazione maniacale di Francesco e la geniale pazzia di Giovanni» e una fugace esperienza nel dilettantismo con il Sevegliano, ilparadiso ha smesso di farsi attendere. «Volevo ballare da solo. Mi hanno chiamato, ho riflettuto e poi ho detto di sì. Se non sei sul carro che conta, guadagnare uno spazio è difficile». Con sè ha trascinato nell’avventura un’indimenticabile figurina degli‘80, Alessandro Zaninelli. Il portiere del Catanzaro, l’ex sindacalista con la barba che a Montichiari, finoall’altro ieri, annaspava tra gli allievi. «Per la prima volta ho assaporato il lusso di poter creare un mio staff». Lui, “Zana”, si è sentito come in un libro di Kerouac. «Andiamo. Sì, madove? Non lo so ma dobbiamo andare » e lo ha raggiunto in 48ore. L’esperienza ad Est, li ha arricchiti. «Qui mi sono sentito emigrante e ho capito una volta di più quanto sia scioccogiudicare con le lenti del preconcetto. Riconosco nei rumeni alcune peculiaritàdei friulani. Lavorano fin da giovani, come facevamo noi. Gente in gamba, seria, leale». Argomenti che ritornano nei racconti salgariani di Romano Mattè, 69 anni e trasvolateoceaniche come bicchieri d’acqua. Tre anni in Indonesia a cavallo dei ‘90 e poi il Mali in Africa, nel nuovomillennio. Oltre le dolcezze dell’Harry’s Bar,Mattè ha visto altro. «Mi imbarcai permettere la giusta distanza tra me e il dolore provocato dalla morte di mia moglie. In 6.000 chilometri,le amarezze si diluiscono. Dei soldi non mi importava niente. Dimenticavo di ritirare lo stipendio ma ero adorato, perchè mi ponevo con rispetto e studiavo le usanze locali.Ho sempre creduto che i miei giocatori fossero il risultato di secoli di storia, cultura e tradizione. Volevo cogliere l’anima delle persone». Operazioneriuscita. «Quando rimisi Ho sempre creduto che i miei giocatori fossero il risultato di secoli di storia, cultura e tradizione. Volevo coglierel’anima delle persone». Operazione riuscita. «Quando rimisi piede in Italia, ero di nuovo pronto a vivere e amare. Portai professionalità e concretezza. Un’organizzazione del lavoro che a molti fornì poi l’occasionedi procedere per contoproprio». Mattè rifiuta di considerare il calcio solo un gioco. «È il distillato della società, un’evoluzione continua, la proiezionedi comesiamo e di cosa diventeremo ».Dell’immensità africana, gli è rimasto addosso un particolare. «Sa qual’è l’ingiuria più scandalosa? Ignorare le intelligenze presenti inquell’area. Ragazzi che comprendono in 15 giorni, quello che un italiano impara in tre mesi». Fuori dal giro giusto era anche l’attuale osservatoredel Bologna Giovanni Mei. Per insegnare, si spostò a Teheran. Tecnico del Saipa tra il 2003 e il 2005.«Per decidere, mi diedero due ore. Respirai e mi ritrovai in Iran. Tensionie pericoli reali ma anche la felicità di poter essere davvero utile e il piacere dell’altrui riconoscenza.Ero stancodi accettare compromessi in serie C, tra presidenti cialtroni e squadre modeste». Questione di carattere. «Ingoiare le angherie, mi nauseava». Persepolis, allora. «Percapire l’indole degli abitanti, non sarebbe bastata un’esistenza. C’era una sorpresa al minuto».Ora che la normalità somiglia a una prigione,evadere è una tentazione. Un’improvvisa attesa, la propensione a spiccare il volo.
«Rispetto alla gara d’andata,per battere la Roma ci vorrebbeun miracolo. Io ci credo, la miamultinazionale è in grado dicompiere l’impresa, Certamentenon partiamo sconfitti».
I piccoli miracoli del Cluj...
Gazzetta dello Sport - 24 novembre 2008CLUJ (Romania) Gli scheletri delle tribune sopravvivono tra macerie di mattoni e seggiolini divelti, accatastati come vecchi rifiuti. Dietro una curva immaginaria, un container, una roulotte e la terra perforata dalle scavatrici: stanno costruendo l'ennesimo centro commerciale. Dall'altra parte, il profilo di un laghetto ghiacciato. Un cane randagio abbaia, le strade sono una poltiglia di fango. L'unica macchia di verde è il campo, dove Maurizio Trombetta alle 11.30 ha fatto partire l'allenamento del Cluj. "Sono sceso a dare un'occhiata alle nove. Dopo la neve della notte temevo problemi. Invece, tutto ok". Sono i piccoli miracoli del Cluj. Gioca in Champions e si allena in un impianto che sembra sopravvissuto ad un bombardamento. Fa un freddo boia, zero gradi, ma all'alba si viaggiava a meno tre. I giocatori sono intabarrati nelle tute. Gli ivoriani soffrono, ma nascondono le loro pene. In campo si corre. Il Cluj è in salute. "Siamo una delle squadre più resistenti del calcio romeno", dice Trombetta, che ha trascinato quaggiù un'équipe italiana di specialisti dello sport per valutare la forma dei giocatori: test di Bosco, prove di corsa, misurazione della massa grassa. Trombetta ha cambiato anche la dieta: "Si mangia pasta prima e dopo le gare. Abbiamo selezionato i dolci. Prima era un disastro".
Trombetta fa Totti Torello, partita, poi il gruppo viene diviso. Attaccanti e centrocampisti lavorano con il "vice" Zaninelli, ex portiere di Catanzaro, Avellino e un passaggio nella Roma. Trombetta cura la difesa. Urla: "La Roma oggi (ieri, ndr) gioca a Lecce, dove fa caldo. Il freddo è un nostro alleato". Poi mima Totti: "Va incontro al pallone e rovescia il gioco con un tocco. Dovete impedirglielo". Totti è il suo incubo: "Anche al dieci per cento è decisivo. Ma ora mi sembra quasi al top". Nel pomeriggio, vedrà Lecce-Roma e i timori aumenteranno: "La Roma è in ripresa. Brutta storia".
Culio L'argentino sta meglio. "Il flessore non mi dà fastidio. Le cure funzionano. Domani (oggi, ndr) faccio l'ecografia. Se sarà negativa, gioco". Culio parla all'ingresso dello stadio, fresco di restauro. C'è la bacheca con i trofei e il modello di una locomotiva, simbolo del Cluj. Alle pareti, le foto della vittoria a Roma e il tabellone dell'Olimpico, con nomi e minuti dei gol: 17' Panucci 27' e 49' Culio. "La serata più importante della mia carriera", sospira l'argentino. Per la Roma, una delle peggiori della sua storia.
venerdì 21 novembre 2008
domenica 16 novembre 2008
Niente male Ce-Fe-Rè! Arges battuto con due gol!
giovedì 13 novembre 2008
Coppa di Romania: il Cfr Cluj elimina lo Sportul Studentesc e accede ai quarti
Sportul Studentesc - Cfr Cluj 1 - 0Sportul Studenţesc: Niculescu - Irimia, Lung, Ghinga, Patriche - Nicola, Postolache, Varga(C), Lungu, Ferfelea - Curelea. Antrenor: Adrian Falub
CFR Cluj: Nuno Claro - Toma, Cadu(C), Alcantara, Panin - Mureşan, Peralta - Dubarbier, Sanchez Prette, Culio (Y.Konè 2t)- Oberman (Trica 2t). Antrenor: Maurizio Trombetta
domenica 9 novembre 2008
Fc Brasov - Cfr Cluj 1-1
Due i gol annullati agli amaranto di mister Trombetta e da segnalare anche due pali (Kone e Obermann) e altre grandi occasioni....che ahimè sono rimaste solo occasioni.




