sabato 3 marzo 2012

Rassegna stampa




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Complimenti al Mister per il nuovo incarico!

Maurizio Trombetta nuovo collaboratore della Prima Squadra

Udinese Calcio comunica di aver implementato l'organigramma dello staff della propria Prima Squadra con l'inserimento della figura professionale del Signor Maurizio Trombetta. Trombetta, in passato già "vice" di Francesco Guidolin e reduce dalle esperienze alla guida delle formazioni rumene del Cluj e del Targu Mures oltre che della Primavera della Reggina, ricoprirà, fin da oggi, il ruolo di Collaboratore Tecnico dell'allenatore bianconero.
www.udinese.it



martedì 28 febbraio 2012

I VALORI DI MISTER GUIDOLIN


Sono proprio contento della “Panchina d’oro” assegnata a Francesco Guidolin.

Perché c’ho lavorato insieme per quattro anni e conosco il valore dell’allenatore e dell’uomo, perché è strameritata visto i risultati della squadra e soprattutto il gran lavoro che sta svolgendo, perché è un “antidivo” e quindi il premio, più che al personaggio, è quasi sicuramente il frutto dei valori che riesce a trasmettere.

Cosa questa che piace molto a noi di Slowfootball…

Non si può certo dire che il suo sia un calcio “lento”, slow, vista l’intensità di gioco e la rapidità dello sviluppo dell’azione della sua “banda Bassotti”.

Però sono evidenti i valori di “appartenenza ai colori”, spirito di gruppo e di sacrificio per il compagno che ha trasmesso alla sua squadra, piena si di giocatori di qualità, ma tanto giovane e troppo spesso “in divenire” (per le continue cessioni dei “pezzi” migliori), per consentire una così incredibile continuità di rendimento.

Eppure l’Udinese è lì, ancora fra le prime dopo un anno e mezzo insieme a squadroni che hanno investimenti e organici nettamente superiori…

E sono contento che lo stia facendo ad Udine, in una Società e con un Presidente che sembrano fatti apposta per il suo carattere ed il suo modo di essere e di fare.

Ed in una terra come il Friuli nella quale, come lui stesso spesso dice, si riconosce pienamente per il carattere ed i “valori” della sua gente.

E allora Very Slowfootball People della settimana per Francesco “Checco” Guidolin, allenatore di origini venete, ma friulano di “sentimento”, amato dalla gente per la sua cultura del lavoro che così tanto apprezziamo noi friulani, ma anche per quell’orgoglio che dimostra nel portare i colori bianconeri dell’Udinese ai massimi livelli in Italia e nel mondo.

Maurizio Trombetta

www.mauriziotrombetta.blogspot.com

sabato 25 febbraio 2012

Bologna-Udinese: L’EQUILIBRIO LO DANNO I DUE MEDIANI

Messaggero Veneto, 25 febbraio 2012
L'angolo del Tecnico
di Maurizio Trombetta

Ha quattordici punti in classifica meno dell’Udinese il Bologna, ma ha anche una striscia positiva di tre pareggi e due vittorie nelle ultime cinque gare di campionato con uno “score” di sei gol fatti e uno solo subito, contro i sei fatti e otto subiti dell’Udinese nello stesso periodo, con tre sconfitte, una vittoria e un pareggio per i bianconeri. Attenzione, quindi, perché i rossoblù stanno attraversando un periodo particolarmente positivo frutto della quadratura del cerchio trovata da Pioli. La difesa a tre e gerarchie ben definite all’interno del gruppo soprattutto nel reparto avanzato, hanno permesso al tecnico di trovare il giusto equilibrio di squadra su cui si basa la continuità di rendimento di questo Bologna, ancora impegnatissimo a tenersi fuori dalla zona retrocessione. Sistema di gioco. Si dispone con un 3-4-2-1, ma è di fondamentale importanza la maniera in cui la squadra riesce a rimanere sempre corta e compatta nella fase di non possesso palla. Sempre grande pressione sul portatore di palla avversario a partire dai due trequartisti. Se riescono ad aggredire nella metàcampo avversaria le due linee di centrocampo e difesa salgono molto senza paura del lancio in profondità. Se devono difendersi nella loro metàcampo si abbassano a “fisarmonica”, sempre molto corti tra le linee, disponendosi praticamente con cinque difensori e due “mastini” come Mudingai e Perez preposti al recupero palla, basato sempre su un grande ed efficace pressing organizzato. Il difensore che esce dalla linea prosegue nella pressione sulla palla anche fino a metàcampo, togliendo così tempo e traiettorie per la giocata in profondità, rimanendo comunque “coperto” da quattro difensori e due centrocampisti difensivi. Giocatori fondamentali. Detto dei due mediani, essenziali per l’equilibrio e le distanze di tutta la squadra, risulta poi importantissimo Portanova, fondamentale riferimento di tutto il pacchetto dei tre centrali, capace di far rendere Raggi ed Antonsson anche oltre il loro reale valore. E poi Di Vaio e i due trequartisti, in pratica i tre giocatori che si occupano della fase offensiva, pericolosissimi quando possono agire in contropiede negli spazi. Il capitano Di Vaio abilissimo a “galleggiare” sulla linea dei difensori, ma senza mai dare punti di riferimento precisi (una specie di Di Natale per qualità di “invecchiamento” come i grandi vini), Ramirez, fenomenale il suo gol di tacco alla Fiorentina, potenzialità da campione vero e la curiosità di vedere il “gioiellino” Taidier al posto dello squalificato Diamanti.

giovedì 23 febbraio 2012

Il mister stasera a Sportissimo su Free

Dalle 19 la diretta su Free Tv (canale 17 e 612 del digitale terrestre) con ospite il mister Maurizio Trombetta

PAOK-UDINESE. IL VERO PAOK: PRESSING E RIPARTENZE

Messaggero Veneto, 23 febbraio 2012
L'angolo del Tecnico
di Maurizio Trombetta

Sarà una partita completamente diversa da quella dell’andata, la gara di ritorno in Grecia di questa sera. Non abbiamo ancora visto il vero Paok. Boloni ha pensato saggiamente di correre meno rischi possibile nella gara in trasferta, per potersela poi giocare al meglio in casa. Sapendo di avere qualcosa in meno come qualità di organico, anche di questa Udinese “incerottata”, cerca in ogni modo di limitare al massimo il “diretto” confronto tecnico-tattico dei giocatori in campo, per potersi poi avvantaggiare dei fattori esterni extra-campo come l’ambiente infuocato e una probabilmente maggiore capacità di sfruttare furbescamente situazioni agonistiche “calde” da parte dei loro giocatori. Bisogna riuscire a non cadere in questa “trappola”, sapendo fra l’altro che anche loro sono ridotti all’osso come organico, in pratica senza più possibilità di ricambi di qualità. Sistema di gioco. Pressing alto feroce e rapide e “geometriche” ripartenze che si sviluppano in profondità sulle fasce per concludersi con cross dal fondo per gli inserimenti dei quattro-cinque giocatori avanzati. Questo il vero Paok che non abbiamo visto al Friuli. Ma se mantengono il 4-2-3-1 adottato qui ad Udine, potrebbero correre più di qualche pericolo in contropiede. I pericoli maggiori saranno da parte dei due esterni di centrocampo: Salpigidis a destra, torello capace di arrivare alla conclusione soprattutto su sviluppo dell’azione dalla sinistra, e Georgiadis, mancino, rapido palla al piede, ma pericoloso soprattutto per i suoi inserimenti laterali oltre la linea dei difensori. E poi in mezzo l’ottimo Athanasiadis, cui si potrebbe affiancare nel corso della partita l’altro attaccante Giannou.

domenica 19 febbraio 2012

Cagliari-Udinese: Cagliari solido e veloce

Messaggero Veneto, 18 febbraio 2012
L'angolo del Tecnico
di Maurizio Trombetta

È un Cagliari che sembra aver trovato un soddisfacente equilibrio quello che si presenta adUdine per il posticipo serale di domani. È in pratica la prima delle “piccole” insieme a Palermo e Genoa in classifica, se per un attimo non consideriamo più tale la fantastica Udinese. I sardi hanno una continuità di rendimento e di gioco che si basa su uno “zoccolo duro” di giocatori, soprattutto dei reparti centrale e arretrato, sul quale è poi brava la società a inserire sempre qualche nuovo straniero specialmente nel reparto offensivo. Il modulo di gioco rimane pressoché invariato nonostante il grande alternarsi di allenatori a cui ci ha abituati il presidente Cellino. Un 4-3-2-1 che garantisce appunto una certa “continuità” del sistema di gioco che unito alla “anzianità di servizio” del gruppo storico di giocatori permette al Cagliari di non correre rischi eccessivi per la permanenza in serie A. Fase di non possesso. Pisano, Canini, Astori e Agostini hanno giocato così tante partite insieme da non avere certo problemi di adattamento. Certo l’assenza di capitan Conti porterà qualche squilibrio, ma l’eventuale accentramento di Naingolan al suo posto penso potrà portare anche un maggior apporto in fase di contrasto e di recupero palla. Sono tutti comunque bravi ad abbassarsi e a muoversi insieme con grande attenzione alle distanze i quattro difensori più i tre centrocampisti, di fatto i giocatori deputati al recupero palla. Fase di possesso. Conti squalificato e la quasi sicura assenza di Cossu rappresentano sicuramente un certo handicap per i sardi soprattutto nelle possibilità di sviluppo della manovra. Meno qualità nei ribaltamenti di fronte senza il lancio preciso del capitano e meno dribbling garantiti dal pericolosissimo trequartista. Ma Ballardini cercherà di sfruttare al massimo le doti offensive dei tre davanti, oltre alle grandi doti di inserimento di Ekdal e Dessena. Ibarbo nel quasi inedito ruolo di trequartista può diventare devastante se trova gli spazi per scatenare la sua impressionante potenza di corsa, soprattutto se può “galoppare” sulle fasce. E poi Pinilla appena arrivato e subito protagonista, capace di garantire gol da bomber di razza oltre alla capacità di muoversi su tutto il fronte d’attacco e uno tra Ribeiro Cardoso o Larrivey, entrambi attaccanti polivalenti, con meno gol nelle gambe rispetto al loro nuovo compagno di reparto, ma comunque di buon livello e in grado di integrarsi perfettamente con le sue caratteristiche di gioco.

giovedì 16 febbraio 2012

UDINESE-PAOK SALONICCO: GARCIA PEREZ IL MEDIANO BUTTAFUORI

Messaggero Veneto, 16 febbraio 2012
L'Angolo del Tecnico
di Maurizio Trombetta

Squadra tosta e con gli “attributi” questo Paok capace di qualificarsi al primo posto in un girone eliminatorio con Tottenham e Rubin Kazan, che riesce a coniugare con grande equilibrio il bel gioco assieme alle caratteristiche di un gruppo abbinate a un grande spirito di sacrificio. Allenatore. Sta facendo indubbiamente un gran bel lavoro il mister Boloni, allenatore rumeno approdato al Paok dopo aver fatto un’ottima carriera fra Francia, Portogallo e Belgio. E infatti la squadra è di stampo europeo, grande organizzazione in entrambe le fasi di gioco, sviluppo della manovra semplice, ma molto efficace, recupero palla di squadra collettivo ed equilibrato, ritmi di gioco alti e con buona continuità nell’arco dei 90’. Non ci sono grandi “fenomeni” in organico, ma la squadra c’è, (non si vince per caso in casa del Tottenham) e si vede nettamente la mano dell’allenatore. Sistema di gioco. Il Paok si dispone in campo con un 4-1-4-1 che si evidenzia soprattutto nella fase di non possesso, con la linea dei quattro centrocampisti che pressano molto alti e aggressivi, protetti dal “non bello”, ma efficacissimo Garcia Perez, mediano a far da schermo davanti alla difesa. In fase offensiva i greci si dispongono con un 4-2-3-1. Tutti fenomenali i difendenti nel non consentire le traiettorie di gioco in profondità con una costante pressione sul portatore di palla, ma comunque abili nel non farsi mai “saltare” nell’uno contro uno. Quando riconquistano palla sono tutti bravi a inserirsi al tiro, soprattutto Salpingiadis a destra e Fotakis al centro, con Athanasiadis pericoloso riferimento avanzato.

venerdì 10 febbraio 2012

UDINESE-MILAN: Se la difesa rossonera è col buco



Messaggero Veneto, 10 febbraio 2012
"L'angolo del tecnico"
di Maurizio Trombetta

Ancora uno scontro al vertice per l’Udinese nel turno casalingo contro il Milan, anche se entrambe le squadre stanno attraversando un periodo non particolarmente positivo. Decisamente peggiore per i rossoneri che attualmente, fra infortuni e squalifiche “pesanti”, hanno in pratica a disposizione “solo” una delle due formazioni di campioni di cui è composto il loro organico. Ovvero è sempre e comunque il Milan Campione d’Italia, (attenzione alla grande pericolosità della squadra di rango in difficoltà…), ma se consideri la formazione composta dagli “indisponibili”, beh allora ti viene da pensare: devo approfittarne! E per analizzare la situazione in casa Milan attuale basta considerare le dichiarazioni di Allegri dopo le sconfitte con Lazio e Juve di quest’ultimo periodo: manchiamo della necessaria “cattiveria”, dopo la sconfitta di Roma, e manchiamo di intensità e profondità, ieri dopo la partita di Coppa Italia. Dato per scontato che la carica agonistica al Friuli non mancherà, sulle altre oggettive difficoltà attuali, l’Udinese dovrà basare la sua partita per cercare di sfruttarne il conseguente vantaggio.

FASE DI NON POSSESSO PALLA: Difende troppo “basso” nella sua metàcampo, quasi davanti al limite dell’area, questo Milan, ed infatti ha già quasi lo stesso numero di gol subiti nell’intero campionato scorso. Manca il recupero palla in mezzo al campo per la innegabile difficoltà del reparto di centrocampo soprattutto per quanto riguarda le possibilità di ricambio. Meno corsa e quindi intensità di gioco anche nel pressing alto da cui una grande sofferenza per i contropiedi avversari. E poi i quattro dietro, se possono contare su Nesta e Thiago nelle migliori condizioni, possono “tenere” anche il Barca. Se malauguratamente uno dei due o peggio entrambi hanno problemi, il naturale sostituto Mexes, nonostante le grandi potenzialità, non è ancora in grado di fornire la stessa sicurezza difensiva, soprattutto sui palloni provenienti dalle fasce.

FASE DI POSSESSO PALLA: Anche qui è evidente la difficoltà dovuta alla carenza di corse negli spazi senza palla, quella che riusciva a garantire Boateng, tanto per capirci. Lo sviluppo della manovra si basa quindi prevalentemente sulle sovrapposizioni in fascia, dove la qualità dei giocatori attualmente a disposizione non è poi così fenomenale, oppure, fino ad ora, sulla palla ad Ibra “pivot” per l’inserimento dei centrocampisti. Fenomenale in questo Nocerino, ma l’impiego di Maxi Lopez, secondo me sarà lui il sostituto dello svedese, porterà probabilmente ad uno sviluppo della manovra preferibilemente con palla a terra. E poi attenzione che adesso in panchina c’è sempre un certo Inzaghi… www.mauriziotrombetta.blogspot.com

sabato 4 febbraio 2012

Fiorentina-Udinese: Equilibrio e fisicità per i viola

Messaggero Veneto, 4 febbraio 2012
"L'angolo del tecnico"
di Maurizio Trombetta

Trasferta difficile per l’Udinese a Firenze e non soltanto per le avverse condizioni metereologiche previste. Oltre alla minore possibilità di recupero per i friulani che hanno giocato il turno infrasettimanale, bisogna considerare anche il fatto che questa Fiorentina sembra avere trovato la giusta via dopo il cambio di allenatore dei mesi scorsi e soprattutto con la chiusura del mercato di gennaio. Anche i toscani, come ormai un numero sempre maggiore di squadre del campionato italiano, si dispongono ora in campo con tre difensori centrali, base sulla quale poi Delio Rossi riesce a sfruttare al meglio le qualità e caratteristiche dei giocatori a disposizione, un organico con individualità di valore assoluto. Il modulo adottato è il 3-5-1-1, come quello dell’Udinese, con la sostanziale differenza della “taglia” e stazza dei giocatori delle due squadre. I viola tutti più alti di statura e più di “peso”. Ritmo alto e intensità di gioco per metterli in difficoltà e non permettergli di sfruttare le loro altrettanto buone caratteristiche tecniche.

FASE DI NON POSSESSO PALLA: Gamberini, Natali e Nastasic con quest’ultimo che risulta ancora un po’ l’anello debole della catena. Classe ’93, proveniente dal Partizan Belgrado, paga attualmente il noviziato in Serie A, ma col prospetto di diventare uno dei migliori difensori del campionato. Il reparto è ben supportato sulle fasce da Cassani e Pasqual, più equilibrato a sinistra rispetto all’alternativa Vargas, mentre in mezzo Berami Montolivo e Lazzari, tre belle “bestie”, sono più portati a costruire piuttosto che distruggere.

FASE DI POSSESSO PALLA: Bravissimo come sempre Rossi a trovare gli equilibri di squadra, in particolare il modo di sfruttare al meglio le qualità dei suoi giocatori. Decisivo in questo senso l’arrivo di Amauri perfetto nel ruolo di unica punta a farsi il…”mazzo” su tutto il fronte d’attacco.

Questo agevola il naturale inserimento dei centrocampisti centrali; se l’Udinese si inserisce prevalentemente con gli esterni, nella Fiorentina il pericolo viene dalle mezzali Berami e Lazzari, adesso un po’ meno da Montolivo. Cassani a destra e Pasqual a sinistra forniscono un valido apporto di cross, soprattutto dalla trequarti. E poi c’è il “fenomeno” Jovetic. Trequartista con doti realizzative da grande attaccante. Quantità, qualità ed umiltà, fa gol in tutti i modi, soprattutto inserendosi sul centro-sinistra, giocatore da grandissimo club di livello internazionale. www.mauriziotrombetta.blogspot.com

mercoledì 1 febbraio 2012

Udinese-Lecce: attenti a Di Michele e Muriel

Messaggero Veneto, 31 gennaio 2012
L'angolo del Tecnico
di Maurizio Trombetta

Due vittorie e un pareggio negli ultimi tre turni di campionato sono la testimonianza che il Lecce ha trovato una regolarità di rendimento che la sta rilanciando in pieno nella lotta per non retrocedere. Gli ultimi arrivati Blasi e Miglionico, uomini di fiducia di Cosmi sia sotto il profilo prettamente tecnico che per l’aspetto caratteriale, hanno permesso di trovare i giusti equilibri di squadra e hanno portato il giusto grado di esperienza con quella che il tecnico umbro ha simpaticamente definito la loro «sana ignoranza». E poi la consapevolezza nei propri mezzi che solo i risultati riescono a portare, visto che questo Lecce in fin dei conti aveva sempre raccolto meno di quello che meritava in funzione di un gioco comunque buono e propositivo anche con l’allenatore precedente, quel Di Francesco che Cosmi ha volutamente ringraziato per l’eredità lasciatagli. Fase di non possesso. Il Lecce si difende con molti uomini e con le due linee di centrocampo e difesa pronte ad abbassarsi strette e compatte sul limite dell’area di rigore per ridurre gli spazi di gioco alla squadra avversaria. La rapidità dei movimenti di Totò e gli inserimenti senza palla dei centrocampisti, soaranno le armi che l’Udinese dovrà usare per mettere in difficoltà una linea di tre difensori centrali piuttosto lenta. La mancanza di Cuadrado squalificato, potrebbe portare allo spostamento in fascia di Oddo che, con il trio Tomovic, Miglionico, Diamutene (o Esposito), e Brivio a sinistra, formerebbe di fatto uno schieramento di cinque difensori. Giacomazzi, Obodo e Blasi dovrebbero essere i tre di centrocampo chiamati a fare filtro per cercare di recuperare palla e non lasciare pericolose linee di passaggio verticale ai centrocampisti friulani. Fase di non possesso. L’assenza di Cuadrado farà sicuramente perdere qualcosa in fase di ripartenze e anche e soprattutto di incursioni palla al piede sulla destra. Sempre pericolosi, invece, i rilanci dei centrocampisti non appena recuperata palla, nel settore di centro-sinistra dove uno a turno fra Muriel e Di Michele rimane sempre alto in linea con l’ultimo difensore, pronto a sfruttare la velocità di corsa nello spazio. Nello sviluppo della manovra Giacomazzi, ora più libero di giostrare da mezzala destra, ha la qualità tecnica e il carisma per fare il direttore d’orchestra, Di Michele è sempre pronto a colpire all’improvviso come una serpe velenosa. L’”udinese” Muriel, infine, sta dimostrando doti tecniche da attaccante di razza e una “maturità” davvero impressionante per la sua giovane età e relativa inesperienza di partite di alto livello. Sarà interessante vederlo all’opera contro i suoi futuri compagni. www.mauriziotrombetta.blogspot.com

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sabato 28 gennaio 2012

Juventus-Udinese

Messaggero Veneto
27 gennaio 2012
L'angolo del Tecnico

Non credo sarà una gara così tanto “tattica” come quella di un mese fa al Friuli, lo scontro al vertice di sabato sera tra Juve ed Udinese. Penso che questa volta entrambe le squadre cercheranno di sfruttare al massimo le proprie capacità e qualità, piuttosto che pensare principalmente a limitare gli avversari. Purtroppo questa Juve in testa alla classifica del campionato corre, corre e corre come una provinciale, o meglio ancora, corre come questa fantastica Udinese. Sarà una partita che si decide veramente per la cura anche dei minimi dettagli. Credo in questo senso che i due tecnici cercheranno di basarsi sui rispettivi moduli di gioco preferiti, proprio per avere la maggior quantità di certezze di gioco possibile. Piccoli accorgimenti in funzione delle assenze di giocatori di fatto “insostituibili”, Pinzi per i friulani e Marchisio per la Juve, ma non stravolgimento della disposizione dei giocatori in campo. Non possesso palla. La miglior difesa del campionato (solo due gol subiti nelle ultime cinque gare) è il frutto di un atteggiamento difensivo di squadra davvero eccezionale. Pressing altissimo immediato una volta persa palla, per impedire pericolose ripartenze immediate, a cui fa seguito un ripiegamento corale di tutti i giocatori verso la propria porta sullo sviluppo dell’azione avversaria, per restringere spazi e tempi di gioco. Impressionante vedere come qualsiasi giocatore (Del Piero compreso, sia quando è in campo, sia probabilmente in panchina...), sia pronto a recuperare la posizione difensiva al di sotto della linea della palla. Atteggiamento di squadra al quale si aggiungono l’apporto individuale sulla linea difensiva di un Barzagli monumentale ed un Lichsteiner onnipresente. Possesso palla. Corse negli spazi e sfruttamento ai massimi livelli delle qualità e caratteristiche di ogni singolo giocatore. Queste due banali applicazioni di gioco, sono secondo me il “segreto” dell’altissimo rendimento della Juventus di Conte. Pirlo fa il Pirlo, regista, punto di riferimento del gioco e della squadra, Lichtsteiner fa la locomotiva sulla destra, Vidal, fortissimo, fa come Isla nell’Udinese e Giaccherini si adatterà al meglio a fare il Pepe o il Marchisio della situazione. Che potrebbero essere assenze importanti senz’altro, come quella eventuale di Vucinic vicino al polivalente Matri, ma quando il problema è se decidere di sostituirlo con Del Piero, Quagliarella o Borriello, beh, forse Conte sta un po’ meglio di Guidolin... (wwww.mauriziotrombetta.blogspot.com)


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Juventus-Udinese

Non credo sarà una gara così tanto “tattica” come quella di un mese fa al Friuli, lo scontro al vertice di sabato sera tra Juve ed Udinese. Penso che questa volta entrambe le squadre cercheranno di sfruttare al massimo le proprie capacità e qualità, piuttosto che pensare principalmente a limitare gli avversari. Purtroppo questa Juve in testa alla classifica del campionato corre, corre e corre come una provinciale, o meglio ancora, corre come questa fantastica Udinese. Sarà una partita che si decide veramente per la cura anche dei minimi dettagli. Credo in questo senso che i due tecnici cercheranno di basarsi sui rispettivi moduli di gioco preferiti, proprio per avere la maggior quantità di certezze di gioco possibile. Piccoli accorgimenti in funzione delle assenze di giocatori di fatto “insostituibili”, Pinzi per i friulani e Marchisio per la Juve, ma non stravolgimento della disposizione dei giocatori in campo. Non possesso palla. La miglior difesa del campionato (solo due gol subiti nelle ultime cinque gare) è il frutto di un atteggiamento difensivo di squadra davvero eccezionale. Pressing altissimo immediato una volta persa palla, per impedire pericolose ripartenze immediate, a cui fa seguito un ripiegamento corale di tutti i giocatori verso la propria porta sullo sviluppo dell’azione avversaria, per restringere spazi e tempi di gioco. Impressionante vedere come qualsiasi giocatore (Del Piero compreso, sia quando è in campo, sia probabilmente in panchina...), sia pronto a recuperare la posizione difensiva al di sotto della linea della palla. Atteggiamento di squadra al quale si aggiungono l’apporto individuale sulla linea difensiva di un Barzagli monumentale ed un Lichsteiner onnipresente. Possesso palla. Corse negli spazi e sfruttamento ai massimi livelli delle qualità e caratteristiche di ogni singolo giocatore. Queste due banali applicazioni di gioco, sono secondo me il “segreto” dell’altissimo rendimento della Juventus di Conte. Pirlo fa il Pirlo, regista, punto di riferimento del gioco e della squadra, Lichtsteiner fa la locomotiva sulla destra, Vidal, fortissimo, fa come Isla nell’Udinese e Giaccherini si adatterà al meglio a fare il Pepe o il Marchisio della situazione. Che potrebbero essere assenze importanti senz’altro, come quella eventuale di Vucinic vicino al polivalente Matri, ma quando il problema è se decidere di sostituirlo con Del Piero, Quagliarella o Borriello, beh, forse Conte sta un po’ meglio di Guidolin... (wwww.mauriziotrombetta.blogspot.com)


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sabato 21 gennaio 2012

Il mister Trombetta rescinde il contratto con la squadra rumena del Tg.Mures

Maurizio Trombetta ha rescisso consensualmente il contratto che lo legava alla squadra rumena del Fcm Tg.Mures.
Trombetta, terzo allenatore della squadra rumena nella corrente stagione, ha ottenuto 8 punti in 6 partite: due le partite vinte, due i pareggi, due le sconfitte con le prime della classe Rapid e Dinamo. Prima del suo arrivo la squadra aveva accumulato 8 punti in 12 gare ed era ultima in classifica.

Di seguito le Sue dichiarazioni ufficiali (conferenza stampa a Tirgu Mures, ore 11.00)


Sono molto dispiaciuto della rescissione consensuale del contratto di allenatore del Fcm Tg.Mures ma, dopo la terza volta che mi è stata proposta, ho dovuto "capire" che probabilmente era questa la soluzione migliore.
Come dice il proverbio: "non puoi stare io paradiso a dispetto dei santi"....
Non so se i dirigenti sono i Santi, e non so se Tg Mures è il Paradiso, ma io al FCM mi sono trovato molto bene fino alla fine del girone di andata.
Un saluto e un grande "in bocca al lupo", ("bafta multa" ) a tutti i ragazzi, un ringraziamento ai dirigenti che mi hanno dato fiducia ed a tutti i miei collaboratori che mi hanno contribuito al raggiungimento dei risultati conseguiti.
Naturalmente un saluto "foarte frumos" a tutti i tifosi che purtroppo non ho avuto il tempo di conoscere meglio: HAI FCM...!


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giovedì 24 novembre 2011

Messaggero Veneto, 24 novembre 2011: Intervista al Mister su Udinese-Roma


«Udinese, serve il turbo sulle ali»

Dalla Romania, dove lo chiamano ancora l’eroe di Roma, Trombetta consiglia come “pungere” i giallorossi.
DINE. A volte basta un’impresa, solo una singola impresa per farsi ricordare a lungo o per farsi scegliere ancora. Per il tecnico friulano Maurizio Trombetta quell’impresa fu firmata nei gironi di Champions League, il 23 settembre del 2008, quando alla guida del semisconosciuto Cluj andò a espugnare l’Olimpico giallorosso mettendo in grande difficoltà il collega Luciano Spalletti, appena sbarcato a Roma e considerato ai tempi un rivoluzionario in casa giallorossa, un po’ come lo è adesso Luis Enrique. Quella sera i campioni di Romania si imposero per 2-1 e da allora Trombetta viene chiamato “l’eroe di Roma” in Romania, dove il tecnico è da poco ritornato accettando una nuova avventura, guidare alla salvezza il modesto Targu Mures.
Trombetta, quali similitudini possono esserci tra quella Roma spallettiana affrontata allora e questa firmata Luis Enrique?
«L’accostamento riguarda la novità, la proposizione di idee calcistiche da sviluppare in maniera differente dal solito e quindi la necessità di avere tempo e risorse a disposizione. Allora noi allora affrontammo una Roma nuova e difficile da contenere soprattutto all’inizio, quando non si conoscevano le mosse di Spalletti, che propose Totti centravanti».
Un tecnico che aveva dato concretezza alla squadra, mentre la Roma di Luis Enrique conclude poco...
«È vero, la Roma di Spalletti arrivava da tutte le parti con sovrapposizioni sulle fasce e con i temuti inserimenti per via centrale. Quella Roma era più concreta e pericolosa di quella attuale».
Che lei giudica ancora inespressa?
«L’ultima volta che l’ho vista cominciava a piacermi. Ho visto l’impostazione data da Luis Enrique: doveva rifinire alcuni punti, come il possesso palla un po’ troppo rischioso in fase di ripartenza, ma si vedeva la scelta di un nucleo di sette, otto giocatori su cui far ruotare gli altri».
Pianjc, Gago e Lamela stanno facendo fare l’atteso salto di qualità.
«Sono tre nomi di giocatori che stanno facendo per la prima volta la serie A, e il fatto che facciano bene subito è sorprendente perché non è facile».
Trombetta, secondo lei qual è il punto debole della Roma di Luis Enrique?
«Il grandissimo possesso palla è un po’ eccessivo e può trovare difficoltà se non riesce a recuperare palla. Il loro gioco prevede massima partecipazione di tutti, anche dei difensori con la conseguenza di una linea molto alta che tende a lasciare campo scoperto».
Detta così potrebbe essere l’ideale per dell’Udinese.
«Infatti la squadra di Guidolin è brava a giocare sulle caratteristiche dell’avversario, a prendere le contromisure per poi a ripartire, soprattutto sulle ali, e se questa Roma non ha ancora trovato gli equilibri giusti l’Udinese potrebbe approfittarne».
Stefano Martorano

giovedì 17 novembre 2011

sabato 12 novembre 2011

Maurizio Trombetta è il nuovo allenatore del FCM Targu Mures (Romania)

Maurizio Trombetta è tornato in panchina. Il tecnico friulano ha infatti accettato l’offerta del Targu Mures, squadra di serie A rumena che si ritrova al penultimo posto in classifica dopo 7 giornate. L’obiettivo, ovviamente, è quello di centrare la salvezza. Dopo l’ottima Champions league disputata nel campionato 2008-2009 sulla panchina del Cfr Cluj (riuscì a guidare i suoi al successo per 1-2 sul campo della Roma e pareggiò 0-0 con il Chelsea salendo alla ribalta internazionale) l'allenatore udinese torna in Transilvania con uno staff tutto italiano: il suo vice è Alessandro Zaninelli (già con lui a Cluj) e il preparatore atletico Michele Bon.
In bocca al lupo Mister!

venerdì 4 novembre 2011

ATLETICO MADRID-UDINESE: TURAN-SUAREZ ATTENTI A QUEI DUE

Un pareggio, una pesante sconfitta e una netta vittoria nei tre turni di Liga che sono stati giocati in dieci giorni dall’Aletico tra le due partite contro l’Udinese. I biancorossi dimostrano di essere evidentemente una squadra ancora alla ricerca di una propria forte identità. Nella partita persa con l’Atletic Bilbao sono stati capaci di prendere tre gol in dieci minuti. Un po’ come successo qui ad Udine dove, dopo aver condotto il gioco per buona parte della partita, hanno preso due reti negli ultimi sei minuti di gioco. Ottima squadra con elementi di valore assoluto e con una impostazione forte e definita nelle due fasi di gioco, l’Atletico Madrid evidenzia ancora una certa mancanza di equilibrio nella capacità di reagire alle situazioni critiche della partita. Difetto che si nota di meno nelle gare interne dove riescono solitamente a imporsi agli avversari con una costante e crescente pressione di squadra e di pubblico. Aspetto fisico-atletico. È squadra tosta che cerca di imporre la sua fisicità a maggior ragione quando gioca in casa. Tra l’altro in Europa il contatto fisico viene valutato diversamente rispetto ai campionati nazionali e di questo l’Udinese dovrà tenerne conto. Soprattutto i centrocampisti centrali cercano il recupero palla a pressione sui giocatori avversari con contrasti di forza che li portano anche a volte a falli da ammonizione. Fenomenale in questo Mario Suarez: non ha giocato qui ad Udine, ma credo dirigerà le operazioni in mezzo al campo a Madrid, soprattutto nella fase di riconquista della palla. Essendo decisamente inferiori a loro per “chili” e stazza fisica dei giocatori, dovremo essere naturalmente più bravi a sfruttare le nostre maggiori doti di agilità e velocità di corsa e di gioco. Aspetto tecnico-tattico. Rapidità di manovra con scambi stretti alternati a cambi di gioco, per sfuggire al pressing fisico, organizzato e di squadra dell’Atletico Madrid. Questo il necessario atteggiamento per non consentire loro un recupero palla in zona avanzata, situazione dalla quale possono poi innescare il loro grande potenziale di giocatori d’attacco. Fondamentale in questo senso per gli spagnoli Arda Turan, il giocatore turco che non era presente all’andata: esterno di centrocampo, gioca prevalentemente a sinistra, possiede grandi qualità offensive, è abile e pericoloso sia nell’uno contro uno che negli assist da fondo campo, ma con una quantità di movimento e una capacità di recupero della posizione e della palla davvero impressionante. Si completa a meraviglia con Diego, lasciando così “solo” il compito di fare gol al pericolosissimo “bomber” Falcao, di cui ad Udine abbiamo visto solo un parente lontano… (www.mauriziotrombetta.blogspot.com)

domenica 30 ottobre 2011

UDINESE - PALERMO: C'E' UNA DIFESA ANCORA DA SISTEMARE

Messaggero Veneto, 29 ottobre 2011
"L'angolo del tecnico"
di Maurizio Trombetta

Ha solo due punti in meno dell’Udinese il Palermo che arriva al Friuli domenica. E a dire il vero avrà anche un giorno e mezzo di recupero in meno dopo il turno infrasettimanale. Però a differenza dei friulani ha vinto, e questo solitamente rende meno pesante assorbire la fatica. In più non giocando in Europa l’accumulo di stanchezza psico-fisica è minore rispetto ai bianconeri. Un solo pareggio senza aver mai segnato fuori casa e quattro vittorie su quattro partite in casa. Ma il vero problema per il Palermo è quello di una difesa non ancora all’altezza delle aspettative di Zamparini che, battendo già da lungo tempo su questo tasto, ha già cambiato tre o quattro allenatori…

FASE DI NON POSSESSO PALLA: Ben conscio dell’importanza del numero dei gol subiti per la squadra, il giovanissimo Mangia sta lavorando molto su questo aspetto alla ricerca del miglior assetto e dei giocatori più adatti allo scopo. L’ultimo e forse più importante accorgimento è quello del ritorno al suo ruolo naturale di centrocampista sul centrodestra di Migliaccio. Questo gli permette di proporre un rombo di centrocampo composto da tre incontrasti di sostanza, Barreto vera e propria “diga” in mezzo, Acquah anche corsa ed inserimenti a sinistra, dietro ad un trequartista. Forse la squadra difende ancora un po’ troppo “bassa”, ma così facendo si crea ampi spazi per il contropiede in avanti. Oltre a ciò la linea dei tre centrocampisti che si abbassa molto, permette alla coppia di difensori centrali Silvestre e Cetto, forti e di stazza, ma un po’ lenti, di non soffrire negli spazi ampi. I due esperti argentini garantiscono rendimento e sostanza a tutto il reparto completato a destra dal più difensivo Pisano ed a sinistra dal fluidificante Balzaretti.

FASE DI POSSESSO PALLA: Lo sviluppo della manovra risulta organizzato e sempre equilibrato. Difficilissimo vedere la squadra sbilanciata anche mentre attacca. Spinge naturalmente di più a sinistra dove il costante inserimento di Balzaretti accompagna gli spunti di Ilicic, trequartista mancino di gran corsa e tiro da fuori, cui piace partire proprio da quella fascia. In alternativa Zahavi, neoacquisto israeliano dalla “verticalizzazione” immediata. Senza l’infortunato Pinilla la coppia d’attacco dovrebbe essere formata da Hernandez e Miccoli, entrambi gran controllo di palla in corsa e tiro rapido e preciso. Gli avanti rosanero si cercano molto con sponde di un attaccante incontro per gli inserimenti dell’altra punta e del trequartista. www.mauriziotrombetta.blogspot.

NAPOLI - UDINESE: RIPARTENZE ECCO IL PANE DI MAZZARRI

Messaggero Veneto, 25 ottobre 2011
"L'angolo del tecnico"
di Maurizio Trombetta

Napoli contro Udinese, in assoluto le due squadre più organizzate ed in forma di questo inizio stagione. Nessuno vorrebbe affrontarle in questo momento, per quanto sono toste, solide e forti. Probabilmente l’Udinese sta riuscendo attualmente ad “assorbire” meglio il turn-over “spinto” cui i due tecnici hanno deciso di far ricorso. In quest’ottica potrebbe risultare molto pesante per Mazzarri l’infortunio muscolare di Gargano. L’organico del Napoli ha probabilmente qualcosa in più soprattutto a livello qualitativo di giocatori già maturi, ma Guidolin sta riuscendo a mantenere un altissimo livello di prestazione nonostante la gioventù e relativa inesperienza dei giocatori a disposizione.

DIFESA: Qui per i partenopei, come per i friulani, le maggiori difficoltà con i ricambi di qualità. A Cagliari ha riposato Cannavaro ( e si è visto…), contro di noi il reparto sarà quello “titolarissimo”, con Campagnaro ed Aronica ai suoi fianchi. Impressionante quanto è sempre “corta” la squadra di Mazzarri. Nella fase di non possesso tutti, compresi i “fenomeni” davanti si abbassano per il recupero palla, con distanze davvero minime tra la linea di difesa ed il giocatore più avanzato, nell’ordine dei quaranta – cinquanta metri. Quando attaccano mantengono le stesse distanze con l’accompagnamento in avanti dei difensori, gli esterni che partecipano, i centrali che accorciano. Il che si potrebbe rivelare un punto debole in caso di palla persa, per la rapidità di Di Natale e per i molti metri a disposizione dietro le spalle che inevitabilmente una difesa così “alta” deve lasciare.

CENTROCAMPO: Credo sia davvero questo il reparto più “decisivo” di questa squadra. Innanzi tutto si muovono come un unico “blocco” nelle due fasi di gioco. Poi Hamsik e Lavezzi (o Cavani) si comportano come veri e propri centrocampisti nella fase di recupero palla. Ora, con la crescita di Zuniga sia a destra che a sinistra, hanno il ricambio di qualità sugli esterni. Da verificare il rendimento di Dzemaili al centro, finora poco utilizzato nel suo ruolo naturale, al fianco di Inler.

ATTACCO: Più che dei singoli mi piace parlare dei giocatori in generale che attaccano. Assolutamente “spaventosa” la corsa immediata in verticale ad aggredire gli spazi dei tre davanti una volta riconquistata palla. Micidiale il comportamento dei due esterni di centrocampo. Se uno va al cross (sempre teso e forte a cercare gli inserimenti degli attaccanti…tutti!), l’altro arriva sempre a chiusura sul secondo palo. www.mauriziotrombetta.blogspot.com