Visualizzazione post con etichetta napoli. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta napoli. Mostra tutti i post

domenica 30 ottobre 2011

NAPOLI - UDINESE: RIPARTENZE ECCO IL PANE DI MAZZARRI

Messaggero Veneto, 25 ottobre 2011
"L'angolo del tecnico"
di Maurizio Trombetta

Napoli contro Udinese, in assoluto le due squadre più organizzate ed in forma di questo inizio stagione. Nessuno vorrebbe affrontarle in questo momento, per quanto sono toste, solide e forti. Probabilmente l’Udinese sta riuscendo attualmente ad “assorbire” meglio il turn-over “spinto” cui i due tecnici hanno deciso di far ricorso. In quest’ottica potrebbe risultare molto pesante per Mazzarri l’infortunio muscolare di Gargano. L’organico del Napoli ha probabilmente qualcosa in più soprattutto a livello qualitativo di giocatori già maturi, ma Guidolin sta riuscendo a mantenere un altissimo livello di prestazione nonostante la gioventù e relativa inesperienza dei giocatori a disposizione.

DIFESA: Qui per i partenopei, come per i friulani, le maggiori difficoltà con i ricambi di qualità. A Cagliari ha riposato Cannavaro ( e si è visto…), contro di noi il reparto sarà quello “titolarissimo”, con Campagnaro ed Aronica ai suoi fianchi. Impressionante quanto è sempre “corta” la squadra di Mazzarri. Nella fase di non possesso tutti, compresi i “fenomeni” davanti si abbassano per il recupero palla, con distanze davvero minime tra la linea di difesa ed il giocatore più avanzato, nell’ordine dei quaranta – cinquanta metri. Quando attaccano mantengono le stesse distanze con l’accompagnamento in avanti dei difensori, gli esterni che partecipano, i centrali che accorciano. Il che si potrebbe rivelare un punto debole in caso di palla persa, per la rapidità di Di Natale e per i molti metri a disposizione dietro le spalle che inevitabilmente una difesa così “alta” deve lasciare.

CENTROCAMPO: Credo sia davvero questo il reparto più “decisivo” di questa squadra. Innanzi tutto si muovono come un unico “blocco” nelle due fasi di gioco. Poi Hamsik e Lavezzi (o Cavani) si comportano come veri e propri centrocampisti nella fase di recupero palla. Ora, con la crescita di Zuniga sia a destra che a sinistra, hanno il ricambio di qualità sugli esterni. Da verificare il rendimento di Dzemaili al centro, finora poco utilizzato nel suo ruolo naturale, al fianco di Inler.

ATTACCO: Più che dei singoli mi piace parlare dei giocatori in generale che attaccano. Assolutamente “spaventosa” la corsa immediata in verticale ad aggredire gli spazi dei tre davanti una volta riconquistata palla. Micidiale il comportamento dei due esterni di centrocampo. Se uno va al cross (sempre teso e forte a cercare gli inserimenti degli attaccanti…tutti!), l’altro arriva sempre a chiusura sul secondo palo. www.mauriziotrombetta.blogspot.com

sabato 16 aprile 2011

Napoli-Udinese

Messaggero Veneto, 16 aprile 2011
L'angolo del tecnico
di Maurizio Trombetta

La bolgia dello stadio San Paolo e l'impressionante carica agonistica che la squadra partenopea riesce a trasferire sul campo di gioco nella difficilissima ma altrettanto affascinante trasferta di Napoli. Questo attende l'Udinese che ha già dimostrato di essere capace di tirare fuori il meglio proprio in situazioni così calde e stimolanti, un esempio su tutti il fantastico "massacro" del Milan, primo in classifica, al Meazza. E allora la devastante forza d'urto del Napoli attuale può fare meno paura. Perché nonostante l'ottima organizzazione della "macchina" messa a punto da Mazzarri, la gran qualità dei giocatori e l'entusiasmante momento che Napoli tutta sta vivendo, qualche spiraglio nel quale intrufolarsi per "rovinare la festa" c'è. Anche loro, come noi, sono capaci di esaltarsi con i ritmi forsennati di gioco. In particolare nelle situazioni di "transizione positiva" con il velocissimo ribaltamento dell'azione da passiva ad attiva alla ricerca dell'immediata conclusione a rete. Sicuramente le due squadre più "pestifere" del campionato nell'attuare il pressing per il recupero palla. Fase di non possesso. Contrasti, "rimbalzi"e soprattutto palle intercettate nella zona centrale del campo saranno decisive per l'andamento del match. Il Napoli è impressionante e quasi unico nella maniera di pressare. Non, come la maggior parte delle squadre, tutti dietro la linea della palla e movimenti a scalare in avanti. Si muovono quasi a "fisarmonica", con i difensori che si alzano cercando l'anticipo e gli attaccanti che pressano la palla con grandi rincorse a ritroso. Quasi una specie di "compressione" in mezzo al campo, nella quale si trovano a meraviglia centrocampisti recuperatori come Pazienza e uno fra Gargano o Yebda. Guai a farsi intrappolare li in mezzo, bisogna riuscire a sfruttare le rare situazioni di sbilanciamento, in cui la "fisarmonica" è leggermente troppo distesa, per potergli fare poi veramente "male" con le ripartenze. Fase di possesso. Quando recuperano palla con questa disposizione raccolta, sono poi fenomenali a "scoppiare" quasi come una bomba, con corse veloci in verticale dei tre fenomeni davanti e dei due "treni" laterali Maggio e Dossena. È difficile beccarli in contropiede. Sviluppano un gioco lineare con movimenti e passaggi semplici ed essenziali che, se sbagliati, consentono di perdere eventualmente palla sulla profondità. Le corse in profondità nei settori laterali dell'area di rigore dei due trequartisti Hamsik e Cavezzi, e gli inserimenti per il cross dei due esterni, sono in assoluto le situazioni di gioco più pericolose.


sabato 27 novembre 2010

Udinese-Napoli: intensità e velocità

Messaggero Veneto - Sport
sabato, 27 novembre 2010
L'angolo del tecnico
di Maurizio Trombetta


Il Napoli terzo in classifica e che non ha giocato durante la settimana, il Napoli con il miglior rendimento in assoluto fuori casa, e dei cinque punti rimediati nei secondi tempi delle partite sin qui giocate. Difficile che il mio amico Walter Mazzarri, trovi anche solo uno spunto per “piangere” (come credo faccia un po’ troppo spesso…) in vista della partita di Udine. Un lungo elenco di qualità che rendono la squadra partenopea, disposta con un 3-4-3 definito sempre più a immagine e somiglianza del suo allenatore, un test a mio avviso ancora più difficile ed impegnativo della trasferta di Roma. Penso che questo Napoli sia l’unica squadra in Italia in grado di competere con l’Udinese di Guidolin per quanto riguarda intensità di gara e accelerazioni di gioco. A parità di alto ritmo di gioco delle squadre in campo, credo poi che l’Udinese possa attualmente vantare qualcosa in più a livello di ricambi con giocatori di qualità, da sfruttare nel corso della gara.
DIFESA Sicuramente pesante l’assenza di capitan Cannavaro, la disposizione a tre con Santacroce, Cribari e Campagnaro, potrebbe mancare un po’ di peso e sostanza nel duo di centrodestra. Movimenti dei tre a scappare fino a che non viene ricomposta la linea a cinque, con l’abbassamento dei due esterni di centrocampo. In situazione di superiorità numerica, invece, i difensori escono aggressivi sulla punta che viene incontro, con la sicurezza comunque della copertura a quattro.
CENTROCAMPO Qui c’è il “fulcro” della squadra che permette di caricare a molla l’enorme potenziale dell’attacco. In fase di non possesso grande pressione sulla palla con Gargano e Pazienza (o Yebda) abilissimi a scalare in avanti in zona centrale, coadiuvati in questa azione dalle corse in recupero (sempre!) di due fra le tre punte. Lateralmente Maggio a destra e Dossena a sinistra completano l’opera in fase di recupero, per poi partire come veri e propri “treni” con scatti anche di quaranta metri per ricevere palla in fascia. Impressionante come una volta riconquistata palla, i movimenti di tutti i giocatori e le traiettorie di palla siano quasi esclusivamente in verticale.
ATTACCO Curioso definire in numeri l’attacco del Napoli. Può essere rappresentato da tutte le combinazioni possibili fra 0 e 3… Nessuno che dà un punto di riferimento unico avanzato, e comunque non centrale (Cavani preferibilmente sul centro destra, Lavezzi o Hamsik a sinistra), tutti e 3 capaci di giocare da trequartista o seconda punta e comunque di ripiegare a centrocampo in fase di non possesso, rendendosi così meno marcabili in fase di ripartenza. Poi Lavezzi è devastante per quantità e qualità con palla al piede, (credo che Guidolin si riferisca a qualcosa di simile quando prevede un futuro da “numero 1” di “el Nino” come trequartista). Hamsik è il campione mondiale di verticalizzazioni con tempi di inserimento “a rimorchio” fantastici. Cavani è dotato di una progressione e di doti realizzative di livello assoluto.