Messaggero Veneto, 28 settembre 2011
L'angolo del Tecnico
di Maurizio Trombetta
A Glasgow contro il mitico Celtic. Sembra quasi di andare a fare una partita di “ciapa no”, dove bisogna cercare di prendere il meno possibile. Udinese costretta a fare turn-over ai massimi livelli, forse addirittura senza attaccanti di ruolo, e loro con grossi problemi per infortuni soprattutto in difesa. Ma è pur sempre il secondo turno dell’Europa League e le motivazioni saranno comunque fortissime da entrambe le parti. Con l’aggiunta del fattore campo, cui anche i giocatori scozzesi fanno riferimento con grande enfasi nelle interviste pre-partita. La pressione cui cercano di sottoporre la squadra avversaria, che probabilmente giudicano giovane e senza grande esperienza internazionale, può anche essere letta come un sintomo di non piena fiducia nelle proprie forze. Sistema di gioco. La squadra si dispone in campo secondo un modulo 4-2-3-1 dimostrandosi formazione compatta e pragmatica, senza grandi individualità e assolutamente con poca fantasia. Contrariamente a quanto ci si aspetta, sviluppano la manovra con palla a terra. Usano la tipica palla lunga del calcio anglosassone quasi esclusivamente sul lato sinistro a cercare la testa, il fisico e la corsa del greco Samaras. Per il resto imbastiscono manovre in cui sembra addirittura che il dribbling sia vietato. Solo il prodotto del vivaio Forrest, esterno alto di destra, o il suo possibile sostituto Commons, si avventurano qualche volta nell’uno contro uno o in qualche accelerazione comunque in grado di creare pericoli. Il centrocampo è disposto a triangolo invertito, con due mediani di gran sostanza e dinamismo come Ledleye e Kayal (quest’ultimo con buon tiro e inserimenti palla al piede), più il coreano Ki Sunt Yong, altro centrocampista di buona tecnica e molta corsa, sempre pronto a smarcarsi per lo scambio nei piedi o ad inserirsi sulla corsa. Davanti l’unica punta Hooper, non proprio ottimi piedi, ma gran generosità e molto abile nei movimenti nello spazio, soprattutto in profondità sulle fasce. Fase di non possesso. Il Celtic è squadra comunque di buona stazza, recupera palla con un pressing collettivo di non grandissima intensità, ma continuo, organizzato e “pesante” nel lungo periodo. Restringono gli spazi di gioco con una pressione progressiva che gli permette di recuperare palla di reparto per poi ripartire in verticale. Guai a voler giocare nello stretto e per troppo tempo nello stesso settore. Bisogna farli avvicinare e poi cambiare il fronte di gioco per poter poi puntare nello spazio aperto i difensori alti e non certo rapidi. (www.mauriziotrombetta.blogspot.com) ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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mercoledì 28 settembre 2011
domenica 25 settembre 2011
CAGLIARI-UDINESE: È AL CENTRO L’ANIMA DEL CAGLIARI
Messaggero Veneto, 24 settembre 2011
L'angolo del Tecnico
di Maurizio Trombetta
Cambiano gli allenatori alla guida della squadra, ma rimane sempre lo stesso Cagliari. Pur non condividendo la facilità con cui Cellino sostituisce gli allenatori, bisogna ammettere che le scelte del presidente garantiscono comunque in qualche modo una certa continuità tecnica del progetto di gioco. Sicuramente dovuta al fatto che lo “zoccolo” del gruppo storico dei giocatori importanti rimane invariato, soprattutto per quello che riguarda le “fondamenta” della squadra, cioè difesa e centrocampo, permettendosi viceversa un maggior ricambio e rinnovamento di anno in anno nel reparto avanzato. Fase di possesso. Agazzi in porta deve ancora migliorare per garantire una regolarità di rendimento da Serie A, con davanti un gruppo granitico composto dai quattro difensori, i tre di centrocampo più il trequartista Cossu. Pisano, Astori, Canini e Agostini nella linea a quattro, con Biondini, Conti Nainngolan in mezzo. In queste prime tre partite di campionato hanno praticamente giocato sempre e solo loro. E da come si muovono in campo, distanze sempre cortissime fra le due linee, movimenti sincronizzati e coordinati in funzione delle diverse situazioni di gioco. Viene quasi da pensare che escano insieme anche a cena… sono davvero questi otto giocatori “l’anima” del Cagliari, quasi a prescindere dall’allenatore in panchina. Le due punte partecipano a questa fase quasi esclusivamente nel non consentire la verticalizzazione immediata ai difensori avversari. Fase di non possesso. Le due punte che in fase di costruzione della manovra si dispongono piatte, piuttosto larghe, si incrociano poco fungendo in pratica da punto di riferimento avanzato in fase di ripartenza una sul centro-destra e una sul centro-sinistra. Nenè è molto forte nel gioco aereo, ma anche con conclusioni al tiro spesso “velenose”, al suo fianco uno fra Larrivey e Thiago Ribeiro, quest’ultimo punta più di movimento ma che “vede” la porta. Pericoloso nelle conclusioni da fuori quando arriva a rimorchio capitan Conti, onnipresenti Biondini e Nainngolan sia in copertura che negli inserimenti, soprattutto palla al piede come a Palermo. L’ago della bilancia del gioco cagliaritano rimane comunque sempre Cossu. Il piccolo trequartista sardo sta ora giocando più centralmente con maggior possibilità quindi di arrivare alla conclusione per il gol, ma rimane comunque imprendibile le volte in cui spostandosi sulla trequarti laterale, riesce sempre a effettuare cross pericolosissimi e spesso mortiferi. (www.mauriziotrombetta.blogspot.com
PUBBLICATO DA MAURIZIO TROMBETTA A 12:01
L'angolo del Tecnico
di Maurizio Trombetta
Cambiano gli allenatori alla guida della squadra, ma rimane sempre lo stesso Cagliari. Pur non condividendo la facilità con cui Cellino sostituisce gli allenatori, bisogna ammettere che le scelte del presidente garantiscono comunque in qualche modo una certa continuità tecnica del progetto di gioco. Sicuramente dovuta al fatto che lo “zoccolo” del gruppo storico dei giocatori importanti rimane invariato, soprattutto per quello che riguarda le “fondamenta” della squadra, cioè difesa e centrocampo, permettendosi viceversa un maggior ricambio e rinnovamento di anno in anno nel reparto avanzato. Fase di possesso. Agazzi in porta deve ancora migliorare per garantire una regolarità di rendimento da Serie A, con davanti un gruppo granitico composto dai quattro difensori, i tre di centrocampo più il trequartista Cossu. Pisano, Astori, Canini e Agostini nella linea a quattro, con Biondini, Conti Nainngolan in mezzo. In queste prime tre partite di campionato hanno praticamente giocato sempre e solo loro. E da come si muovono in campo, distanze sempre cortissime fra le due linee, movimenti sincronizzati e coordinati in funzione delle diverse situazioni di gioco. Viene quasi da pensare che escano insieme anche a cena… sono davvero questi otto giocatori “l’anima” del Cagliari, quasi a prescindere dall’allenatore in panchina. Le due punte partecipano a questa fase quasi esclusivamente nel non consentire la verticalizzazione immediata ai difensori avversari. Fase di non possesso. Le due punte che in fase di costruzione della manovra si dispongono piatte, piuttosto larghe, si incrociano poco fungendo in pratica da punto di riferimento avanzato in fase di ripartenza una sul centro-destra e una sul centro-sinistra. Nenè è molto forte nel gioco aereo, ma anche con conclusioni al tiro spesso “velenose”, al suo fianco uno fra Larrivey e Thiago Ribeiro, quest’ultimo punta più di movimento ma che “vede” la porta. Pericoloso nelle conclusioni da fuori quando arriva a rimorchio capitan Conti, onnipresenti Biondini e Nainngolan sia in copertura che negli inserimenti, soprattutto palla al piede come a Palermo. L’ago della bilancia del gioco cagliaritano rimane comunque sempre Cossu. Il piccolo trequartista sardo sta ora giocando più centralmente con maggior possibilità quindi di arrivare alla conclusione per il gol, ma rimane comunque imprendibile le volte in cui spostandosi sulla trequarti laterale, riesce sempre a effettuare cross pericolosissimi e spesso mortiferi. (www.mauriziotrombetta.blogspot.com
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sabato 24 settembre 2011
VSP: Jovetic, tecnica, valori e semplicità
E’ Stevan Jovetic il “Very Slowfootball Person” della settimana, autore di una doppietta nel turno infrasettimanale della Fiorentina in casa contro il Parma. Giocatore giovane di gran talento che aveva già avuto modo di dimostrare le sue ottime doti realizzative quando, arrivato appena diciottenne in Italia, si era subito rivelato all’altezza sia del Campionato Italiano che della Champions.
E’ stato poi fermato da un grave infortunio al ginocchio che , fra interventi riabilitazioni e complicazioni varie lo ha tenuto lontano dai campi di gioco in pratica per tutta la stagione agonistica 20101 – 2011.
Non è una vera punta, ma corre e segna davvero tanto, con delle giocate che sono una vera delizia per gli occhi degli appassionati del bel calcio.
Come quella del suo secondo gol realizzato col Parma.
Movimento in verticale nel cuore della difesa avversaria, appena fuori area, per ricevere palla nei piedi, controllo morbido e perfetto, ma con palla che gli “rimane un po’ sotto”, immediato spostamento leggermente laterale con l’esterno dello stesso piede per scappare alla pressione dell’avversario che lo sta recuperando e praticamente sullo stesso passo, tocco preciso ancora col piede destro, senza lasciare nessun tempo di reazione al portiere colto in controtempo.
Tre tocchi di palla in spazi stretti e con una velocità di esecuzione tecnica della sequenza di azioni che portano al tiro vincente, di una difficoltà assoluta che lui riesce a rendere semplici e di una naturalezza fenomenale.
Un talento naturale supportato da doti anche fisiche fuori dal comune, ma che è evidentemente rimasto un ragazzo semplice e di forti valori, visto che alla fine della partita ha avuto la sensibilità di “dedicare” uno dei due gol che hanno rappresentato in pratica il suo ritorno al calcio giocato, al suo compagno di squadra Giardino vittima di un grave infortunio la giornata precedente.
Gesti tecnici sopraffini, valori positivi, uomo e ragazzo che rimane sé stesso nonostante il successo: Grande Jo-Jo (come lo chiamano Firenze) very slowfootball…!
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mercoledì 21 settembre 2011
Milan-Udinese:È UN DIAVOLO ANCORA SENZA GAMBE
Messaggero Veneto, 20 settembre 2011
L' angolo del Tecnico
di Maurizio Trombetta
È un Milan che sta giocando in maniera ancora troppo “tattica” rispetto a quelle che sono le enormi potenzialità del suo organico. Credo che sia quasi una scelta consapevole dovuta alla non ancora perfetta condizione atletica della squadra. Corre ancora poco, soprattutto davanti e in mezzo al campo la squadra di Allegri, per poter sfruttare appieno le fenomenali qualità tecniche dei suoi giocatori. E in più in questo momento non ha neanche la possibilità di ricorrere ai ricambi di qualità che la rosa gli permetterebbe. Da qui il ricorso ad alchimie tattiche come la difesa bassissima e raccolta concedendo un imbarazzante possesso palla contro il Barcellona, e il basso ritmo cercato di imporre allo strapotere dinamico del Napoli. Ma si tratta pur sempre della squadra Campione d’Italia. Fase di non possesso. Il 4-3-1-2 adottato non permette di riconquistare la palla con il filtro della linea di metacampo a cinque, come nel 4-3-3, ma obbliga i tre centrocampisti centrali e i quattro difensori a lavorare come un gruppo unico, lasciando di fatto spazi e tempi di giocata agli avversari nelle zone laterali del campo. Se i sette uomini deputati al recupero palla sono corti e stretti possono “resistere” anche al Barcellona stellare di Messi, viceversa se riesci a trovarli lunghi o sbilanciati, nemmeno la bravura di Nesta e Thiago Silva può fare miracoli. Neanche il rientro del trequartista a formare il rombo di centrocampo può far molto se non c’è l’adeguata pressione sul portatore di palla avversario, o se l’intera mediana si fa saltare da un solo uomo in ripartenza verticale come sul contropiede del secondo gol di Cavani a Napoli. Purtroppo per l’Udinese, le grandi squadre molto difficilmente incorrono nello stesso errore per due volte di seguito. Fase di possesso. Ancora più evidente e negativo in fase di sviluppo della manovra la mancanza di dinamismo dei rossoneri. Non ci sono le corse senza palla tanto care ad Allegri e necessarie a scardinare le difese avversarie. Tutti vogliono palla nei piedi e questo toglie pericolosità e verticalizzazioni non permettendo di avvalersi delle fantastiche doti tecniche dei pochi, ma pur sempre fenomenali avanti a disposizione. Risulta molto pericolosa la giocata centrale con le due punte e il trequartista vicini e sfalsati a cercarsi con finte, veli e scambi stretti per la finalizzazione. Ma se la difesa è sveglia e attenta a recuperare palla, da questa situazione possono partire contropiedi micidiali. (www.mauriziotrombetta.blogspot.com)
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L' angolo del Tecnico
di Maurizio Trombetta
È un Milan che sta giocando in maniera ancora troppo “tattica” rispetto a quelle che sono le enormi potenzialità del suo organico. Credo che sia quasi una scelta consapevole dovuta alla non ancora perfetta condizione atletica della squadra. Corre ancora poco, soprattutto davanti e in mezzo al campo la squadra di Allegri, per poter sfruttare appieno le fenomenali qualità tecniche dei suoi giocatori. E in più in questo momento non ha neanche la possibilità di ricorrere ai ricambi di qualità che la rosa gli permetterebbe. Da qui il ricorso ad alchimie tattiche come la difesa bassissima e raccolta concedendo un imbarazzante possesso palla contro il Barcellona, e il basso ritmo cercato di imporre allo strapotere dinamico del Napoli. Ma si tratta pur sempre della squadra Campione d’Italia. Fase di non possesso. Il 4-3-1-2 adottato non permette di riconquistare la palla con il filtro della linea di metacampo a cinque, come nel 4-3-3, ma obbliga i tre centrocampisti centrali e i quattro difensori a lavorare come un gruppo unico, lasciando di fatto spazi e tempi di giocata agli avversari nelle zone laterali del campo. Se i sette uomini deputati al recupero palla sono corti e stretti possono “resistere” anche al Barcellona stellare di Messi, viceversa se riesci a trovarli lunghi o sbilanciati, nemmeno la bravura di Nesta e Thiago Silva può fare miracoli. Neanche il rientro del trequartista a formare il rombo di centrocampo può far molto se non c’è l’adeguata pressione sul portatore di palla avversario, o se l’intera mediana si fa saltare da un solo uomo in ripartenza verticale come sul contropiede del secondo gol di Cavani a Napoli. Purtroppo per l’Udinese, le grandi squadre molto difficilmente incorrono nello stesso errore per due volte di seguito. Fase di possesso. Ancora più evidente e negativo in fase di sviluppo della manovra la mancanza di dinamismo dei rossoneri. Non ci sono le corse senza palla tanto care ad Allegri e necessarie a scardinare le difese avversarie. Tutti vogliono palla nei piedi e questo toglie pericolosità e verticalizzazioni non permettendo di avvalersi delle fantastiche doti tecniche dei pochi, ma pur sempre fenomenali avanti a disposizione. Risulta molto pericolosa la giocata centrale con le due punte e il trequartista vicini e sfalsati a cercarsi con finte, veli e scambi stretti per la finalizzazione. Ma se la difesa è sveglia e attenta a recuperare palla, da questa situazione possono partire contropiedi micidiali. (www.mauriziotrombetta.blogspot.com)
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domenica 18 settembre 2011
Udinese-Fiorentina:FA PAURA LA MEDIANA DEI VIOLA
Messaggero Veneto, 17 settembre 2011
L'angolo del Tecnivo
di Maurizio Trombetta
Tutt’altro che semplice o facile la partita di domenica in casa con la Fiorentina. È cambiata poco e bene la squadra rispetto all’anno scorso. Persi Mutu e Donadel, si è rinforzata con arrivi importanti come Lazzari, Kharja e Cassani, il recupero di Jovetic, ma anche e soprattutto con le riconferme di Gilardino e, sembra per il momento, di capitan Montolivo. Tutto ciò naturalmente ha permesso all’allenatore di poter lavorare sulla base di quanto costruito nell’anno precedente con gli evidenti vantaggi di avere un gruppo già forte ed unito. Difesa. Reparto affiatato e ben equilibrato, è stato rinforzato a destra con l’inserimento dell’azzurro Cassani, piedi da centrocampista, non grandissima velocità, ma senso della posizione e discreta attenzione in fase difensiva. In porta Boruc, dopo un campionato in Italia, è decisamente più affidabile. Al centro il duo Gamberini-Natali garantisce il giusto mix di reattività, potenza e stacco di testa con il primo e stazza, mestiere e un pizzico di cattiveria agonistica con l’ ex bianconero. A sinistra Pasqual risultadecisamente più importante in fase di spinta piuttosto che in contenimento. Centrocampo. Qualità, impatto fisico, corsa e tante alternative di alto livello per garantire un 4-3-3 in grado di comandare il gioco nell’arco di tutti i novanta minuti di gara. Questo è decisamente il reparto che fa maggior impressione. Attualmente stanno giocando Behrami, Montolivo e Lazzari, ma anche Kharja e Munari pronti a subentrare non scherzano. I bianconeri possono batterli solo con una grande rapidità di gioco, interscambi, un maggior dinamismo e ritmo qualità tipiche del calcio proposto da Guidolin. Attacco. Il 4-3-3 disegnato da Mihajlovic è atipico in fase di sviluppo del gioco con i due esterni “invertiti” e il centravanti più bravo nei movimenti in profondità che non a fare le sponde. Gilardino è comunque fenomenale nelle chiusure in area sui cross; a destra Cerci è bravo in fascia ma soprattutto pericolosissimo in fase di conclusione quando si accentra per calciare con il sinistro. Discorso a parte merita Jovetic, non ancora tornato ai livelli del pre-infortunio. Il montenegrino ha un talento fuori dal comune, parte da sinistra ma è libero di accentrarsi e di seguire il suo istinto. Questo gli permette di sfruttare a pieno le sue grandi doti dinamiche, e al contempo di liberare la fascia per i pericolosissimi inserimenti e cross di Pasqual. (www.mauriziotrombetta.blogspot.com) ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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L'angolo del Tecnivo
di Maurizio Trombetta
Tutt’altro che semplice o facile la partita di domenica in casa con la Fiorentina. È cambiata poco e bene la squadra rispetto all’anno scorso. Persi Mutu e Donadel, si è rinforzata con arrivi importanti come Lazzari, Kharja e Cassani, il recupero di Jovetic, ma anche e soprattutto con le riconferme di Gilardino e, sembra per il momento, di capitan Montolivo. Tutto ciò naturalmente ha permesso all’allenatore di poter lavorare sulla base di quanto costruito nell’anno precedente con gli evidenti vantaggi di avere un gruppo già forte ed unito. Difesa. Reparto affiatato e ben equilibrato, è stato rinforzato a destra con l’inserimento dell’azzurro Cassani, piedi da centrocampista, non grandissima velocità, ma senso della posizione e discreta attenzione in fase difensiva. In porta Boruc, dopo un campionato in Italia, è decisamente più affidabile. Al centro il duo Gamberini-Natali garantisce il giusto mix di reattività, potenza e stacco di testa con il primo e stazza, mestiere e un pizzico di cattiveria agonistica con l’ ex bianconero. A sinistra Pasqual risultadecisamente più importante in fase di spinta piuttosto che in contenimento. Centrocampo. Qualità, impatto fisico, corsa e tante alternative di alto livello per garantire un 4-3-3 in grado di comandare il gioco nell’arco di tutti i novanta minuti di gara. Questo è decisamente il reparto che fa maggior impressione. Attualmente stanno giocando Behrami, Montolivo e Lazzari, ma anche Kharja e Munari pronti a subentrare non scherzano. I bianconeri possono batterli solo con una grande rapidità di gioco, interscambi, un maggior dinamismo e ritmo qualità tipiche del calcio proposto da Guidolin. Attacco. Il 4-3-3 disegnato da Mihajlovic è atipico in fase di sviluppo del gioco con i due esterni “invertiti” e il centravanti più bravo nei movimenti in profondità che non a fare le sponde. Gilardino è comunque fenomenale nelle chiusure in area sui cross; a destra Cerci è bravo in fascia ma soprattutto pericolosissimo in fase di conclusione quando si accentra per calciare con il sinistro. Discorso a parte merita Jovetic, non ancora tornato ai livelli del pre-infortunio. Il montenegrino ha un talento fuori dal comune, parte da sinistra ma è libero di accentrarsi e di seguire il suo istinto. Questo gli permette di sfruttare a pieno le sue grandi doti dinamiche, e al contempo di liberare la fascia per i pericolosissimi inserimenti e cross di Pasqual. (www.mauriziotrombetta.blogspot.com) ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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mercoledì 14 settembre 2011
Udinese-Rennes: RIPARTENZE FRANCESI DA SPEGNERE
Messaggero Veneto, 14 settembre 2011
L'angolo del tecnico
di Maurizio Trombetta
Si torna a giocare in Europa e l’Udinese trova subito il Rennes. Terza a parimerito con Lille, Psg e Tolosa nel campionato francese, con tre vittorie un pareggio e una sconfitta, viene dalla qualificazione dal turno preliminare contro la Stella Rossa. E già qui ha dimostrato una delle sue caratteristiche principali. È una squadra con gli attributi, capace di andare a vincere fuori casa nella gara di andata, ribaltando il risultato dopo essere passata in svantaggio. Non assolutamente facile farlo nella bolgia di Belgrado. Squadra fisica, come molte compagini che si incontrano a livello europeo, è capace di giocare un buon calcio elegante e tecnico, ma come molte squadre francesi lascia a volte u po’ a desiderare nella fase difensiva con un atteggiamento meno impenetrabile di quello che siamo abituati a vedere in Italia. Gioca un 4-2-3-1 piuttosto semplice e poco fantasioso e con le dovute attenzioni questa Udinese può farle male. Fase di “non possesso”. In porta c’è Costil, un “gatto” fra i pali, meno forte in uscita, strepitoso nell’ultima vittoria contro il Marsiglia. Linea a quattro ideale con Danze, Mangane, Kana Biyik e Theofhile Katherine: i due centrali grandi e forti sul gioco aereo potrebbero avere qualche difficoltà nel gioco palla a terra e scambi veloci. I due laterali, diligenti, ma non impenetrabili, vanno in difficoltà con lo scambio delle linee tra attaccanti e centrocampisti di cui i friulani sono maestri. A centrocampo M’Vila e uno tra Tettey e Mandjeck, due incontristi davanti alla difesa a dare protezione alla linea dei quattro e sempre pronti a recuperare palla in mezzo, la vera forza di questa squadra. Si basano decisamente più sulle ripartenze che sul gioco manovrato, i francesi. E questi sei giocatori, praticamente sempre sotto la linea della palla in fase difensiva, sono un ottimo trampolino di lancio. Fase di “possesso”. Pitroipa (può giocare sia a destra che a sinistra), Feret (trequartista di peso come faceva Zauli nel Vicenza di Guidolin) quasi una specie di regista avanzato, e Boukari a sinistra a formare il terzetto dietro all’unica punta, il venezuelano Montano. I due esterni, che in fase di non possesso si abbassano, diventano pericolosissimi quando intercettando palla sui passaggi laterali a cambiar gioco della squadra avversaria, fanno partire devastanti ripartente con conclusioni rapidissime. I francesi sfruttano molto bene la disposizione a rombo dei quattro davanti, a volte con scambio di posizione dei due centrali, fuori Montano dentro Feret, sempre con corse in verticale e inserimenti a seguire l’azione sulla fascia opposta dei due esterni. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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L'angolo del tecnico
di Maurizio Trombetta
Si torna a giocare in Europa e l’Udinese trova subito il Rennes. Terza a parimerito con Lille, Psg e Tolosa nel campionato francese, con tre vittorie un pareggio e una sconfitta, viene dalla qualificazione dal turno preliminare contro la Stella Rossa. E già qui ha dimostrato una delle sue caratteristiche principali. È una squadra con gli attributi, capace di andare a vincere fuori casa nella gara di andata, ribaltando il risultato dopo essere passata in svantaggio. Non assolutamente facile farlo nella bolgia di Belgrado. Squadra fisica, come molte compagini che si incontrano a livello europeo, è capace di giocare un buon calcio elegante e tecnico, ma come molte squadre francesi lascia a volte u po’ a desiderare nella fase difensiva con un atteggiamento meno impenetrabile di quello che siamo abituati a vedere in Italia. Gioca un 4-2-3-1 piuttosto semplice e poco fantasioso e con le dovute attenzioni questa Udinese può farle male. Fase di “non possesso”. In porta c’è Costil, un “gatto” fra i pali, meno forte in uscita, strepitoso nell’ultima vittoria contro il Marsiglia. Linea a quattro ideale con Danze, Mangane, Kana Biyik e Theofhile Katherine: i due centrali grandi e forti sul gioco aereo potrebbero avere qualche difficoltà nel gioco palla a terra e scambi veloci. I due laterali, diligenti, ma non impenetrabili, vanno in difficoltà con lo scambio delle linee tra attaccanti e centrocampisti di cui i friulani sono maestri. A centrocampo M’Vila e uno tra Tettey e Mandjeck, due incontristi davanti alla difesa a dare protezione alla linea dei quattro e sempre pronti a recuperare palla in mezzo, la vera forza di questa squadra. Si basano decisamente più sulle ripartenze che sul gioco manovrato, i francesi. E questi sei giocatori, praticamente sempre sotto la linea della palla in fase difensiva, sono un ottimo trampolino di lancio. Fase di “possesso”. Pitroipa (può giocare sia a destra che a sinistra), Feret (trequartista di peso come faceva Zauli nel Vicenza di Guidolin) quasi una specie di regista avanzato, e Boukari a sinistra a formare il terzetto dietro all’unica punta, il venezuelano Montano. I due esterni, che in fase di non possesso si abbassano, diventano pericolosissimi quando intercettando palla sui passaggi laterali a cambiar gioco della squadra avversaria, fanno partire devastanti ripartente con conclusioni rapidissime. I francesi sfruttano molto bene la disposizione a rombo dei quattro davanti, a volte con scambio di posizione dei due centrali, fuori Montano dentro Feret, sempre con corse in verticale e inserimenti a seguire l’azione sulla fascia opposta dei due esterni. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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domenica 11 settembre 2011
Lecce-Udinese: E' un Lecce ancora da costruire
Messaggero Veneto, 11 settembre 2011
L'angolo del Tecnico
di Maurizio Trombett
La voglia di ricominciare da zero in campionato dell’Udinese contro le tante incognite del Lecce. Ecco il tema dell’esordio in campionato dei bianconeri. È praticamente un cantiere aperto la squadra di Di Francesco con molti giocatori arrivati solo gli ultimi giorni di mercato e proprio per questoè oggettivamente difficile fare un’analisi tecnica dei giallorossi. Alla prima esperienza in Serie A, mister Di Francsco si affida a una disposizione 4-3-3 classica, con l’opportunità eventuale di virare su un 4-2-3-1, che gli consente comunque di sfruttare contemporaneamente l’amato gioco sulle fasce e le caratteristiche dei giocatori a disposizione. Attualmente il pacchetto difensivo è quello in maggior difficoltà. Nonostante il rinforzo di Oddo (comunque non un fenomeno in fase prettamente difensiva), l’indisponibilità dell’esperto Carrozzieri, potrebbe costringere il tecnico pugliese a ricorrere all’arretramento in difesa di Giacomazzi. La padronanza tecnico tattica del capitano, affiancato a uno fra Ferrario o Esposito, per dare maggiore sostanza alla coppia di centrali, altrimenti, forse un po’ troppo giovane e fragile. A sinistra Mesbha garantisce più spinta, ma meno copertura rispetto ad un eventuale utilizzo di Brivio. A centrocampo l’esperienza del “buon vecchio” Obodo (pensate solo ventotto anni…), cui affiancare probabilmente i giovani e più che promettenti Strasser e Bertolacci. Davanti Corvia come unico punto di riferimento avanzato, gran finalizzatore su palloni provenienti dalle fasce, insieme a Di Michele a sinistra. Proprio questa mancanza di sicurezze potrebbe rappresentare per il Lecce un eccezionale spinta motivazionale. (www.mauriziotrombetta.blogspot.com)
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L'angolo del Tecnico
di Maurizio Trombett
La voglia di ricominciare da zero in campionato dell’Udinese contro le tante incognite del Lecce. Ecco il tema dell’esordio in campionato dei bianconeri. È praticamente un cantiere aperto la squadra di Di Francesco con molti giocatori arrivati solo gli ultimi giorni di mercato e proprio per questoè oggettivamente difficile fare un’analisi tecnica dei giallorossi. Alla prima esperienza in Serie A, mister Di Francsco si affida a una disposizione 4-3-3 classica, con l’opportunità eventuale di virare su un 4-2-3-1, che gli consente comunque di sfruttare contemporaneamente l’amato gioco sulle fasce e le caratteristiche dei giocatori a disposizione. Attualmente il pacchetto difensivo è quello in maggior difficoltà. Nonostante il rinforzo di Oddo (comunque non un fenomeno in fase prettamente difensiva), l’indisponibilità dell’esperto Carrozzieri, potrebbe costringere il tecnico pugliese a ricorrere all’arretramento in difesa di Giacomazzi. La padronanza tecnico tattica del capitano, affiancato a uno fra Ferrario o Esposito, per dare maggiore sostanza alla coppia di centrali, altrimenti, forse un po’ troppo giovane e fragile. A sinistra Mesbha garantisce più spinta, ma meno copertura rispetto ad un eventuale utilizzo di Brivio. A centrocampo l’esperienza del “buon vecchio” Obodo (pensate solo ventotto anni…), cui affiancare probabilmente i giovani e più che promettenti Strasser e Bertolacci. Davanti Corvia come unico punto di riferimento avanzato, gran finalizzatore su palloni provenienti dalle fasce, insieme a Di Michele a sinistra. Proprio questa mancanza di sicurezze potrebbe rappresentare per il Lecce un eccezionale spinta motivazionale. (www.mauriziotrombetta.blogspot.com)
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mercoledì 24 agosto 2011
Champions League: Udinese-Arsenal. E' vietato subire un gol
Messaggero Veneto, 24 agosto 2011
L'angolo del Tecnico
di Maurizio Trombetta
L’Udinese è ancora pienamente in corsa per il passaggio del turno preliminare di Champions. Dopo il “primo tempo” della partita di andata è sotto di un gol, ma ha a disposizione 90’ per poter pareggiare ed eventualmente i supplementari per poter ribaltare il risultato a suo favore. Tutti noi abbiamo ben chiaro in mente le numerose occasioni da gol gettate al vento nella partita di andata, ma ciò che io personalmente considero l’episodio più importante è la parata miracolosa di Handanovich al novantesimo che ha evitato il 2 – 0. Dobbiamo far diventare decisivo questo “segnale” positivo che ha altrettanto valore di un gol segnato. Ma perché ciò avvenga è necessario non subire un altro gol nel match di ritorno. Questo, secondo me, il compito principale per gli uomini di Guidolin domani sera al Friuli. Obbiettivo assolutamente non facile, visto l’enorme potenziale offensivo del Arsenal, capace di esaltarsi in modo esponenziale quando può agire di rimessa, come il risultato di 1 – 0 dell’andata gli consente di poter fare.
TATTICA: Come dimostra la partita di andata, è possibile fare gol a questo Arsenal. La linea di difesa è decisamente al momento il reparto meno all’altezza degli inglesi. Già Koscienly e Vermalen centralmente con Sagna e Gibbs ai lati non si erano dimostrati proprio impenetrabili. I vari infortuni succedutisi dovrebbero costringere Wenger a schierare da destra a sinistra Jenkinson (classe ‘92), Vermalen, mancino di piede costretto a giocare sul centrodestra, Miquel, altro classe ’92, e Sagna sulla fascia opposta rispetto alla quale normalmente gioca. A centrocampo il solo Song ha caratteristiche da incontrista puro. Per contro però, dovessero veramente poter disporre di Nasri e Wilshire con Walcott e Gervinho sulle fasce dietro al capitano Van Persie, beh, bisogna essere ben consapevoli che la parola d’ordine in casa bianconera deve essere “primo non prenderle…”. Sono tutti fenomenali nello sviluppo della manovra in verticale con inserimenti da dietro dei centrocampisti devastanti, come quello di Ramsey in occasione del gol di Walcott. Sarà indispensabile restringere al massimo gli spazi sia in ampiezza che in profondità, per poter limitare il più possibile le loro enormi potenzialità sia tecniche che di velocità, continuando a “morderli” e ad assaltare, come abbiamo fatto magnificamente nella gara di andata. Avanti quindi col 4-4- 1-1 modellato sul loro 4-1-4-1, perché poi il gol lo possiamo trovare anche con il solo Di Natale davanti.
CONDIZIONE PSICO-FISICA: Siamo decisamente più piccoli e meno potenti di loro, ma anche meno pesanti e più rapidi nei movimenti, per cui, soprattutto in questo periodo della stagione, in grado di creargli notevoli difficoltà. Il match di Londra ha dimostrato che siamo più reattivi ed anche resistenti, per cui, a maggior ragione nel corso della partita e di eventuali prolungamenti, potremmo sfruttare questa nostra maggiore dinamicità di corsa. Enormemente più grave per loro essere eliminati dalla Champions al turno preliminare, il buon Mourinho direbbe che potrebbe diventare un’”ossessione”. Ma attenzione, squadre di questo calibro con simili campioni, proprio nei momenti decisivi e di maggior pericolo, sono in grado di assestare il colpo mortale.
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martedì 16 agosto 2011
Champions League: Arsenal-Udinese. e' vietato perdere palla in mezzo al campo
Messaggero Veneto, 15 agosto 2011
L'angolo del tecnico
di Maurizio Trombetta
L'angolo del tecnico
di Maurizio Trombetta
Finalmente la “musichetta” della Champions League. Di Natale e Pinzi sanno che carica riesce a dare e gli altri giocatori dell’Udinese se ne accorgeranno! L’Arsenal ha una familiarità infinitamente maggiore con questa competizione, ma stavolta rischia di sentirla riecheggiare solo in due occasioni nell’arco dell’intera stagione. Non è un caso se questa squadra, abituata nel corso dell’ultimo decennio a raggiungere spesso i quarti, quest’anno deve ricorrere a un pericoloso preliminare. La società è solida e tornerà a raggiungere i vertici del calcio europeo in futuro, ma attualmente Wenger, dovendo sostituire grandi campioni all’ultimo momento, si trova decisamente in difficoltà. Quando Fabregas, il tuo capitano ventiquattrenne sceglie di andarsene, beh qualche problema lo crea. Nastri e Clichy sono insostituibili nel breve periodo. Sistema di gioco. Palla a terra (non sembra neanche una squadra inglese), un’unica punta dietro la quale giocano un numero indefinito di giocatori offensivi, attaccanti e/o centrocampisti che siano, grandi corse e inserimenti senza palla, sfruttamento delle fasce laterali con gli esterni sia d’attacco che di difesa. Questi i concetti di gioco principali di Wenger che, su una base fissa di difesa a quattro, può disporre la squadra con il 4-2-3-1, ma secondo me, ancora più offensivamente, con un 4-1-4-1. Song quasi inamovibile davanti alla difesa, una specie di diga invalicabile, tutti gli altri a far gioco e a buttarsi dentro negli spazi. Rosicky un po’ più di Ramsey centralmente, Arshavin e la “scheggia” Gervinho ai lati. Il primo è più trequartista, giostra spesso a sinistra da dove tende ad accentrarsi per la conclusione e/o l’assist, l’altro più punta, una specie di Sanchez prima maniera. I due spesso si scambiano la fascia di competenza, dove, come non bastasse si inseriscono anche i terzini. Davanti Chamakh, meno tecnico ed elegante di Van Persie, ma in grado di garantire maggior movimento. Tattica. L’Arsenal è micidiale quando può sviluppare l’azione su palla riconquistata nella sua trequarti o a cavallo della metàcampo. Se trova spazi nei quali correre prima con gli attaccanti esterni, poi con i centrocampisti centrali e i terzini, diventa devastante. A centrocampo sarà fondamentale il comportamento degli uomini di Guidolin. Perdere palla in questo settore contro questa squadra e questi giocatori sarebbe pericolosissimo. Viceversa riuscire a venir fuori da questa prima fase di pressing dell’Arsenal, permetterebbe soluzioni di gioco importanti soprattutto sulle fasce dove i due esterni di difesa sono spesso troppo alti. Corretta la disposizione 4-1-4-1 o 4-4-1-1 di Guidolin, per coprirsi sulle fasce, da verificare i tempi di inserimento di Isla e Armero con il nuovo modulo e, ahime, l’assenza di un gestore di palla come Inler in mezzo al campo.
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giovedì 26 maggio 2011
Udinese in Champions!
Messaggero Veneto, 25 maggio 2011
L'angolo del tecnico
di Maurizio Trombetta

È fatta! Il sogno si è avverato. Mancano ancora le due partite del preliminare per partecipare alla vera Champions League, ma squadra, staff tecnico e giocatori, si sono ampiamente meritati questo fenomenale primo traguardo con il lavoro di nove mesi. E chi si è guadagnato e sudato il quarto posto con una crescita continua e impressionante nel corso di 38 partite del campionato italiano garantisce un'ottima base anche per il superamento dello "scoglio" del preliminare. Società. Non l'ho menzionata apposta perchè sta lavorando per questo obbiettivo da 25 anni. La sua crescita costante e la sempre maggiore "saggezza" di patron Pozzo rappresentano la migliore garanzia per il tifoso friulano. L'Udinese, anche in funzione della precedente esperienza in Champions di sei anni fa, avrà grande forza e capacità di valutazione per non rischiare le disavventure toccate quest'anno alla Sampdoria. Allenatore. Anche qui come esperienza non siamo male. Guidolin faceva, e bene, la Coppa delle Coppe già da giovane con il Vicenza. Poi ha fatto un Campionato in Francia e ripetute esperienze europee sia a Udine che a Bologna. Mi sento di paragonare la differenza fra la Uefa e la Champions League a quella fra la B e la Serie A: un altro mondo! Bene, Guidolin con il suo staff di primissimo livello ha già dimostrato (campionato di B vinto e poi subito molto bene in Serie A) di essere una garanzia di crescita costante. Squadra. «Ci vuole un fisico bestiale...» dice la canzone. Ho potuto provare nella mia esperienza di Champions rumena l'importanza dell'aspetto fisico in questa competizione d'elite. Il Milan, che la vuole vin ere, dice che ha bisogno di aumentare i "muscoli" della squadra... L'Udinese avrà sicuramente bisogno di aggiungere un po' di centimetri, soprattutto nell'ambito dell'intero organico, ma in quanto a potenza muscolare, intesa come velocità e forza di corsa, è già al top. Non a caso già quest'anno i "piccoletti" (o le frecce come le chiama Checco) hanno fatto molto bene, anche e soprattutto, con le squadre italiane da Champions come Milan, Inter, Juve e anche Roma e Lazio. In più c'è sempre l'esempio e lo stimolante e orgoglioso riferimento del fantastico Barcellona dei piccoli Xavi, Messi, Iniesta che con tecnica e organizzazione di gioco dominano in Europa e nel mondo. L'organizzazione di gioco e l'applicazione tecnico-tattica dello sviluppo della manovra ad altissima velocità dimostrati già quest'anno saranno l'arma fondamentale anche per la prossima Champions League. Ultimo passo. A maggior ragione nel fondamentale preliminare di agosto sarà un vantaggio potersi basare su una mentalità e conoscenze di gioco già acquisite e metabolizzate. Perchè poi nel caso di approdo alla fase a gironi - quella della musichetta che mette i brividi - non ci sarà più tempo e spazio per allenarsi. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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L'angolo del tecnico
di Maurizio Trombetta

È fatta! Il sogno si è avverato. Mancano ancora le due partite del preliminare per partecipare alla vera Champions League, ma squadra, staff tecnico e giocatori, si sono ampiamente meritati questo fenomenale primo traguardo con il lavoro di nove mesi. E chi si è guadagnato e sudato il quarto posto con una crescita continua e impressionante nel corso di 38 partite del campionato italiano garantisce un'ottima base anche per il superamento dello "scoglio" del preliminare. Società. Non l'ho menzionata apposta perchè sta lavorando per questo obbiettivo da 25 anni. La sua crescita costante e la sempre maggiore "saggezza" di patron Pozzo rappresentano la migliore garanzia per il tifoso friulano. L'Udinese, anche in funzione della precedente esperienza in Champions di sei anni fa, avrà grande forza e capacità di valutazione per non rischiare le disavventure toccate quest'anno alla Sampdoria. Allenatore. Anche qui come esperienza non siamo male. Guidolin faceva, e bene, la Coppa delle Coppe già da giovane con il Vicenza. Poi ha fatto un Campionato in Francia e ripetute esperienze europee sia a Udine che a Bologna. Mi sento di paragonare la differenza fra la Uefa e la Champions League a quella fra la B e la Serie A: un altro mondo! Bene, Guidolin con il suo staff di primissimo livello ha già dimostrato (campionato di B vinto e poi subito molto bene in Serie A) di essere una garanzia di crescita costante. Squadra. «Ci vuole un fisico bestiale...» dice la canzone. Ho potuto provare nella mia esperienza di Champions rumena l'importanza dell'aspetto fisico in questa competizione d'elite. Il Milan, che la vuole vin ere, dice che ha bisogno di aumentare i "muscoli" della squadra... L'Udinese avrà sicuramente bisogno di aggiungere un po' di centimetri, soprattutto nell'ambito dell'intero organico, ma in quanto a potenza muscolare, intesa come velocità e forza di corsa, è già al top. Non a caso già quest'anno i "piccoletti" (o le frecce come le chiama Checco) hanno fatto molto bene, anche e soprattutto, con le squadre italiane da Champions come Milan, Inter, Juve e anche Roma e Lazio. In più c'è sempre l'esempio e lo stimolante e orgoglioso riferimento del fantastico Barcellona dei piccoli Xavi, Messi, Iniesta che con tecnica e organizzazione di gioco dominano in Europa e nel mondo. L'organizzazione di gioco e l'applicazione tecnico-tattica dello sviluppo della manovra ad altissima velocità dimostrati già quest'anno saranno l'arma fondamentale anche per la prossima Champions League. Ultimo passo. A maggior ragione nel fondamentale preliminare di agosto sarà un vantaggio potersi basare su una mentalità e conoscenze di gioco già acquisite e metabolizzate. Perchè poi nel caso di approdo alla fase a gironi - quella della musichetta che mette i brividi - non ci sarà più tempo e spazio per allenarsi. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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domenica 22 maggio 2011
Udinese-Milan:VAN BOMMEL PIU' DECISIVO ANCHE DI IBRA
L' angolo del Tecnico
Messaggero Veneto, 21 maggio 2011
di Maurizio Trombetta
Meglio di così non si poteva immaginare, né sperare. Ultima in casa contro il Milan già Campione d'Italia e la necessità anche di un solo punto per il raggiungimento del fantastico traguardo Champions. Ma questo Milan ha già dimostrato di non soffrire troppo il clima festaiolo battendo 4-1 il Cagliari dopo aver "saltellato" con i propri tifosi, sul pullman per andare allo stadio. Quindi potrebbe anche essere stato assorbito il carico di lavoro supplementare per i rinnovi contrattuali (su e giù per le scale della sede rossonera...) da parte di parecchi giocatori. A parte gli scherzi, grande attenzione e applicazione a ogni piccolo dettaglio, come sempre per i giocatori bianconeri, per non farsi sorprendere dall'enorme potenziale offensivo rossonero. Fase di non possesso. Miglior difesa del campionato e solo sette gol subiti nel girone di ritorno...! Beh, ricordando le parole di Allegri dopo il 4-4 dell'andata, credo che una piccola parte di merito vada anche agli uomini di Guidolin e a quella partita. Da li in poi la squadra tutta ha cambiato registro in fase di recupero palla, subendo in generale molto di meno. A questo si aggiunge un Abbiati super con tre-quattro interventi nel corso del campionato che sono valsi la differenza di punti con la seconda. Infine Van Bommel (già solo il nome mette soggezione...) in grado di fornire il necessario equilibrio nel fondamentale ruolo di mediano davanti alla difesa di una squadra schierata con il 4-3-1-2. Secondo me l'acquisto in assoluto più determinante di tutta la stagione, anche più di Ibra o Cavani per il Napoli, per dire. La sua costante presenza in campionato ha permesso di non soffrire anche quando il Milan non ha potuto schierare l'imbattibile duo difensivo Nesta e Thiago Silva... Fase di possesso. Considerando il gran numero e la gran qualità dei giocatori d'attacco, da sottolineare il turn-over quasi sistematico che si è potuto verificare nel reparto avanzato. O una gran programmazione, invidiabile e pressoché perfetta, da parte di tutto lo staff tecnico, sanitario e disciplinare... o quel pizzico di fortuna comunque indispensabile per la conquista di uno scudetto. Non sarebbe stato facile gestire una situazione con Ibra, Pato, Robinho, Cassano, Inzaghi, Seedorfe Pirlo tutti in gran forma. Fondamentali poi per lo sviluppo della manovra con la disposizione 4-3-1-2 le corse senza palla di Boateng e/o Robinho nel ruolo di trequartista.
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Messaggero Veneto, 21 maggio 2011
di Maurizio Trombetta
Meglio di così non si poteva immaginare, né sperare. Ultima in casa contro il Milan già Campione d'Italia e la necessità anche di un solo punto per il raggiungimento del fantastico traguardo Champions. Ma questo Milan ha già dimostrato di non soffrire troppo il clima festaiolo battendo 4-1 il Cagliari dopo aver "saltellato" con i propri tifosi, sul pullman per andare allo stadio. Quindi potrebbe anche essere stato assorbito il carico di lavoro supplementare per i rinnovi contrattuali (su e giù per le scale della sede rossonera...) da parte di parecchi giocatori. A parte gli scherzi, grande attenzione e applicazione a ogni piccolo dettaglio, come sempre per i giocatori bianconeri, per non farsi sorprendere dall'enorme potenziale offensivo rossonero. Fase di non possesso. Miglior difesa del campionato e solo sette gol subiti nel girone di ritorno...! Beh, ricordando le parole di Allegri dopo il 4-4 dell'andata, credo che una piccola parte di merito vada anche agli uomini di Guidolin e a quella partita. Da li in poi la squadra tutta ha cambiato registro in fase di recupero palla, subendo in generale molto di meno. A questo si aggiunge un Abbiati super con tre-quattro interventi nel corso del campionato che sono valsi la differenza di punti con la seconda. Infine Van Bommel (già solo il nome mette soggezione...) in grado di fornire il necessario equilibrio nel fondamentale ruolo di mediano davanti alla difesa di una squadra schierata con il 4-3-1-2. Secondo me l'acquisto in assoluto più determinante di tutta la stagione, anche più di Ibra o Cavani per il Napoli, per dire. La sua costante presenza in campionato ha permesso di non soffrire anche quando il Milan non ha potuto schierare l'imbattibile duo difensivo Nesta e Thiago Silva... Fase di possesso. Considerando il gran numero e la gran qualità dei giocatori d'attacco, da sottolineare il turn-over quasi sistematico che si è potuto verificare nel reparto avanzato. O una gran programmazione, invidiabile e pressoché perfetta, da parte di tutto lo staff tecnico, sanitario e disciplinare... o quel pizzico di fortuna comunque indispensabile per la conquista di uno scudetto. Non sarebbe stato facile gestire una situazione con Ibra, Pato, Robinho, Cassano, Inzaghi, Seedorfe Pirlo tutti in gran forma. Fondamentali poi per lo sviluppo della manovra con la disposizione 4-3-1-2 le corse senza palla di Boateng e/o Robinho nel ruolo di trequartista.
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domenica 15 maggio 2011
Chievo-Udinese: CON PIOLI GRAN CUORE E DUTTILITA'
Messaggero Veneto, 14 maggio 2011
L'angolo tecnico
di Maurizio Trombetta
Lo ha detto Rigoni subito dopo la partita pareggiata 2-2 in rimonta a Torino contro la Juve: «Questa squadra non molla mai». Le infinitamente maggiori motivazioni dell'Udinese contro il "marchio di fabbrica" del Chievo che ha appena raggiunto il traguardo della salvezza con due giornate di anticipo. Un gruppo di giovani di belle speranze (e comunque con buona qualità), inseriti su una base di giocatori del gruppo storico con il giusto "carattere", e alcuni elementi di esperienza e sostanza pescati soprattutto in Francia. Soluzione 1: 5-4-1. Credo che con l'Udinese il tecnico veneto Pioli sceglierà questa disposizione, come contro la Juve, per molteplici motivi. Innanzi tutto sfrutterebbe al meglio le caratteristiche dei giocatori. Sulle corsie esterne Sardo o Frey a destra e Jokic a sinistra non sono grandissimi difensori e rendono di più quando possono spingere su tutta la fascia. La disposizione a tre centrale permette di mascherare la lentezza di movimento dello sloveno Cesar e allo stesso tempo rafforza una coppia di difensori centrali, Andreolli e Mantovani, che senza l'aggiunta del terzo uomo, fornisce non troppe garanzie. In pratica, in fase di non possesso palla, l'uscita sistematica di uno dei tre centrali in marcatura sulla seconda punta avversaria permette comunque di mantenere una linea di difesa schierata a quattro. Con la protezione aggiuntiva di due mediani come Fernandez e Rigoni con buonissima qualità, ma soprattutto di grande sostanza. Questa disposizione potrebbe essere l'unica in grado di limitare la devastante forza della "ritrovata" Udinese sia centralmente (Sanchez), sia sulle fasce. Su questa base difensiva il Chievo poi si appoggia nelle ripartenze sui velocissimi movimenti del "grande vecchio" Pellissier, al quale si aggiunge spesso il potenzialmente fortissimo Constant (soprattutto quando parte palla al piede), e uno fra Moscardelli e Tureau. Soluzione 2: 4-3-1-2. Questo è un atteggiamento decisamente più spavaldo, ma che rischia di sguarnire la linea difensiva che potrebbe trovarsi scoperta, lasciando cioè una eccessiva profondità di gioco per gli inserimenti da dietro dei friulani. La difesa scalerebbe verso sinistra con Mantovani esterno, l'inserimento di un trequartista come Bogliacino porterebbe ad uno sviluppo della manovra più per vie centrali, con la partecipazione di un centrocampista in più in fase di conclusione. Da rilevare inoltre che un attaccante troppo vicino a Pellissier ne limiterebbe la pericolosità, devastante quando ha la possibilità di muoversi in profondità su tutto il fronte d'attacco
giovedì 12 maggio 2011
sabato 7 maggio 2011
Udinese-Lazio: piu' sostanza che fronzoli dove c'e' Reja
Messaggero Veneto, 7 maggio 2011
L'angolo del tecnico
di Maurizio Trombetta
Udinese e Lazio si giocano il quarto posto in classifica a tre giornate dal termine del campionato. Scontro diretto che nessuno avrebbe potuto prevedere così determinante in funzione Champions a inizio torneo. All'andata avevo apprezzato la squadra di Reja per l'equilibrio che dimostrava in campo, ora per rendere l'idea la definirei una squadra compatta, razionale, quasi "tedesca". Meno fronzoli e forse qualità nelle giocate, ma pochi concetti di gioco, ben chiari e con grande disponibilità di applicazione da parte di tutto il gruppo. Fase di non possesso. Disposizione 4-2-3-1 con i due centrali di centrocampo che si abbassano molto sulla linea dei difensori. Credo che Brocchi tornerà al centro per dare sostanza, polmoni e contrasto in mezzo al campo, con uno fra Matuzalem o Bresciano al suo fianco a fare l'organizzatore di gioco al posto dello squalificato Ledesma. L'ordine per questi sei giocatori del pacchetto arretrato, è quello di non farsi saltare facilmente dall'avversario o da una palla filtrante, temporeggiare, e permettere così il recupero in fase difensiva anche delle tre mezzepunte. Qui si nota assolutamente la compattezza della squadra che si muove unita arretrando o avanzando insieme in funzione del movimento della palla da parte degli avversari. Il recupero della palla viene effettuato "di squadra" con l'unica eccezione per la prima punta che non partecipa alla riconquista. Fase di possesso. La squadra predilige l'azione manovrata, forse ora addirittura un po' troppo lenta nella fase di costruzione dell'azione. Una volta riconquistata palla un mediano si abbassa subito mettendosi a disposizione della linea di difesa per "l'uscita" in fase di spinta di uno dei due difensori laterali (soprattutto molto bene a destra Lichsteiner). Gli altri centrocampisti si smarcano con movimenti alternati (corto-lungo), per ricevere palla, prevalentemente incontro, sviluppando poi la manovra in profondità tramite degli scambi o passaggi in diagonale sulle fasce. Anche in fase di sviluppo la squadra mantiene un atteggiamento compatto senza mai sbilanciarsi, spingendo alternativamente su entrambe le fasce e mantenendo sempre la sicurezza difensiva in caso di palla persa. Sempre pericolosi i cambi di gioco con inserimenti per la conclusione dal settore opposto a quello di sviluppo del gioco. Prima punta Zarate, il più in forma di tutti attualmente, sempre in movimento per cercare la conclusione personale e/o lasciare lo spazio per i pericolosi inserimenti di Hernanes e Floccari.
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L'angolo del tecnico
di Maurizio Trombetta
Udinese e Lazio si giocano il quarto posto in classifica a tre giornate dal termine del campionato. Scontro diretto che nessuno avrebbe potuto prevedere così determinante in funzione Champions a inizio torneo. All'andata avevo apprezzato la squadra di Reja per l'equilibrio che dimostrava in campo, ora per rendere l'idea la definirei una squadra compatta, razionale, quasi "tedesca". Meno fronzoli e forse qualità nelle giocate, ma pochi concetti di gioco, ben chiari e con grande disponibilità di applicazione da parte di tutto il gruppo. Fase di non possesso. Disposizione 4-2-3-1 con i due centrali di centrocampo che si abbassano molto sulla linea dei difensori. Credo che Brocchi tornerà al centro per dare sostanza, polmoni e contrasto in mezzo al campo, con uno fra Matuzalem o Bresciano al suo fianco a fare l'organizzatore di gioco al posto dello squalificato Ledesma. L'ordine per questi sei giocatori del pacchetto arretrato, è quello di non farsi saltare facilmente dall'avversario o da una palla filtrante, temporeggiare, e permettere così il recupero in fase difensiva anche delle tre mezzepunte. Qui si nota assolutamente la compattezza della squadra che si muove unita arretrando o avanzando insieme in funzione del movimento della palla da parte degli avversari. Il recupero della palla viene effettuato "di squadra" con l'unica eccezione per la prima punta che non partecipa alla riconquista. Fase di possesso. La squadra predilige l'azione manovrata, forse ora addirittura un po' troppo lenta nella fase di costruzione dell'azione. Una volta riconquistata palla un mediano si abbassa subito mettendosi a disposizione della linea di difesa per "l'uscita" in fase di spinta di uno dei due difensori laterali (soprattutto molto bene a destra Lichsteiner). Gli altri centrocampisti si smarcano con movimenti alternati (corto-lungo), per ricevere palla, prevalentemente incontro, sviluppando poi la manovra in profondità tramite degli scambi o passaggi in diagonale sulle fasce. Anche in fase di sviluppo la squadra mantiene un atteggiamento compatto senza mai sbilanciarsi, spingendo alternativamente su entrambe le fasce e mantenendo sempre la sicurezza difensiva in caso di palla persa. Sempre pericolosi i cambi di gioco con inserimenti per la conclusione dal settore opposto a quello di sviluppo del gioco. Prima punta Zarate, il più in forma di tutti attualmente, sempre in movimento per cercare la conclusione personale e/o lasciare lo spazio per i pericolosi inserimenti di Hernanes e Floccari.
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lunedì 2 maggio 2011
Il film del campionato
Dal blog del Guerin Sportivo
2 maggio 2011
http://blog.guerinsportivo.it/
Il Milan è a un solo punto dallo scudetto, l’Inter vince, in extremis, sul campo del Cesena, ma abbandona i sogni scudetto, anche se ritarda la festa dei cugini rossoneri.
A San Siro, l’undici allenato da Massimiliano Allegri vince per 1 – 0 contro il Bologna, alla quinta sconfitta consecutiva, e si cuce sempre più il tricolore sul petto. La capolista guadagna altri tre punti, ma gioca una partita non certo brillante. Molte le occasioni gol mancate, ma al settimo minuto Flamini mette al sicuro il risultato. I rossoblù di Malesani provano ad agguantare il pareggio con Gimenez e Britos, ma Abbiati si oppone. Il Milan resiste e al fischio finale, il Meazza esplode in un tripudio che prelude al trionfo finale: il Diavolo, a tre turni dalla fine del campionato e ad otto punti di vantaggio sull’Inter, è ad un solo punto dal Paradiso.La Fiorentina, al Franchi, travolge l’Udinese per 5 – 2. I friulani, così, vedono allontanarsi il quarto posto. I viola passano in vantaggio al nono minuto con un gran tiro di sinistro di Vargas e al 21esimo, è D’Agostino a raddoppiare. I bianconeri accorciano le distanze, al 29esimo, con Pinzi, ma, al 51esimo, è ancora D’Agostino a firmare il vantaggio della formazione di casa. Asamoah, al 57esimo, firma il 3 a 2, ma è Cerci l’uomo partita che segna una strepitosa doppietta, la seconda in una settimana, e sancisce la festa viola e l’affondo dell’undici di Guidolin.Molte emozioni e sei gol nella sfida salvezza tra Sampdoria e Brescia che termina in parità per 3 – 3. Primo tempo equilibrato senza reti, accade tutto nella ripresa. Al 50esimo, apre le marcature Eder per le rondinelle, Pozzi, al 55esimo, pareggia, poi Caracciolo segna al 57esimo e Tissone al 63esimo. Sul 2 a 2, non è ancora finita: a segno Caracciolo per l’undici di Inchini, all’84esimo, ma sei minuti dopo, Mannini chiude definitivamente i conti.
Per il Brescia molto rammarico, serie cadetta vicina e un solo punto, nonostante il vantaggio ripetutosi per tre volte. Punto alquanto inutile anche per i blucerchiati che si avvicinano sempre di più alla retrocessione.Sorride il Catania che batte per 2 – 0 il Cagliari e guadagna tre punti d’oro per la permanenza nella massima serie. Silvestre porta in vantaggio i siciliani al 35esimo e quattro minuti dopo, ci pensa Bergessio a bissare e a far salire i rosazzurri a 40 punti in classifica.Al Tardini, un super Parma manda ko il Palermo per 3 – 1 e si avvicina alla salvezza. I gialloblu avanti con Dzemaili che ribatte in porta il rinvio di Sirigu, si portano sul doppio vantaggio con Modesto al 18esimo e Candreva firma il tris nel finale. Inutile il gol del momentaneo 2 – 1 dell’undici allenato da Delio Rossi, firmato da Pastore.A tre giornate dal termine, il Chievo è quasi salvo. L’undici di Pioli, al Bentegodi, passa per 1 – 0 sul Lecce e sale a 42 punti. L’uomo partita è Rigoni che gonfia la rete dopo aver ribattuto una respinta di Rosati.
Il Lecce prova a cercare il pari con Corvi e Chevanton, ma non riesce nell’impresa. Per i giallorossi restare in A diventa quasi un miraggio, essendo terz’ultimi in classifica e rischiando non poco.L’Inter e Pazzini, nell’anticipo del sabato, rimandano la festa del Milan. Sul campo del Cesena, i romagnoli passano in vantaggio, all’undicesimo del secondo tempo, con Budan. I nerazzurri sembrano avvicinarsi alla sconfitta, ma nella zona recupero accade l’incredibile: Pazzini, neo entrato, segna al 91esimo e replica al 95esimo e regala la vittoria ai nerazzurri. Cesena beffato e secondo posto quasi sicuro per l’undici di Leonardo.Anche il Napoli è in piena zona Champions: al San Paolo, Hamsik è il giustiziere del Genoa che perde per 1 – 0.Nel posticipo serale della domenica di campionato, la Roma esce vittoriosa dalla sfida contro il retrocesso Bari per 3 – 2. I giallorossi conquistano i tre punti e sono a un solo punto dal quarto posto, ora occupato dalla Lazio che lunedì sera se la dovrà vedere con la Juventus.
I biancorossi passano in vantaggio, al 25esimo, con Bentivoglio che dagli undici metri non sbaglia. Cinque minuti più tardi, Totti pareggia su punizione, ma il Bari, al 41esimo, torna in vantaggio con il gol di Huseklepp. Nella ripresa, ancora a segno, al 57esimo, il capitano giallorosso che al 78esimo sbaglia dagli undici metri e spedisce la palla sul palo. E’ Rosi che regala la vittoria all’undici capitolino con il gol messo a segno al 95esimo. Espulsi De Rossi, Perrotta e Glik. Francesco Totti con la doppietta contro i pugliesi supera Roberto Baggio (205) nella classifica dei marcatori più prolifici della serie A, attestandosi a quota 206 e festeggia il record con la maglietta “The King of Rome is not dead” ovvero “Il Re di Roma non è morto”.La classifica: Milan 77, Inter 69, Napoli 68, Lazio 60, Roma 59, Udinese 59, Juventus 53, Palermo 50, Fiorentina 49, Genoa 45, Cagliari 44, Chiedo 42, Parma 41, Catania 40, Bologna 40 Cesena 37, Sampdoria 36, Lecce 35, Brescia 31, Bari 21 (retrocesso in serie B).Il prossimo turno potrebbe regalare il tricolore al Milan, impegnato all’Olimpico contro la Roma (sabato alle ore 20.45), il Palermo se la vedrà con il Bari ( sabato ore 18), domenica alle 15 si giocheraà Bologna – Parma, Brescia – Catania, Cagliari – Cesena, Inter – Fiorentina, Lecce – Napoli, Udinese – Lazio. Posticipo serale, il derby di Marassi tra Genoa e Sampdoria (ore 20.45). La Juventus sarà chiamata, lunedì alle ore 20.45, all’esame Chievo.
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2 maggio 2011
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Il Milan è a un solo punto dallo scudetto, l’Inter vince, in extremis, sul campo del Cesena, ma abbandona i sogni scudetto, anche se ritarda la festa dei cugini rossoneri.
A San Siro, l’undici allenato da Massimiliano Allegri vince per 1 – 0 contro il Bologna, alla quinta sconfitta consecutiva, e si cuce sempre più il tricolore sul petto. La capolista guadagna altri tre punti, ma gioca una partita non certo brillante. Molte le occasioni gol mancate, ma al settimo minuto Flamini mette al sicuro il risultato. I rossoblù di Malesani provano ad agguantare il pareggio con Gimenez e Britos, ma Abbiati si oppone. Il Milan resiste e al fischio finale, il Meazza esplode in un tripudio che prelude al trionfo finale: il Diavolo, a tre turni dalla fine del campionato e ad otto punti di vantaggio sull’Inter, è ad un solo punto dal Paradiso.La Fiorentina, al Franchi, travolge l’Udinese per 5 – 2. I friulani, così, vedono allontanarsi il quarto posto. I viola passano in vantaggio al nono minuto con un gran tiro di sinistro di Vargas e al 21esimo, è D’Agostino a raddoppiare. I bianconeri accorciano le distanze, al 29esimo, con Pinzi, ma, al 51esimo, è ancora D’Agostino a firmare il vantaggio della formazione di casa. Asamoah, al 57esimo, firma il 3 a 2, ma è Cerci l’uomo partita che segna una strepitosa doppietta, la seconda in una settimana, e sancisce la festa viola e l’affondo dell’undici di Guidolin.Molte emozioni e sei gol nella sfida salvezza tra Sampdoria e Brescia che termina in parità per 3 – 3. Primo tempo equilibrato senza reti, accade tutto nella ripresa. Al 50esimo, apre le marcature Eder per le rondinelle, Pozzi, al 55esimo, pareggia, poi Caracciolo segna al 57esimo e Tissone al 63esimo. Sul 2 a 2, non è ancora finita: a segno Caracciolo per l’undici di Inchini, all’84esimo, ma sei minuti dopo, Mannini chiude definitivamente i conti.
Per il Brescia molto rammarico, serie cadetta vicina e un solo punto, nonostante il vantaggio ripetutosi per tre volte. Punto alquanto inutile anche per i blucerchiati che si avvicinano sempre di più alla retrocessione.Sorride il Catania che batte per 2 – 0 il Cagliari e guadagna tre punti d’oro per la permanenza nella massima serie. Silvestre porta in vantaggio i siciliani al 35esimo e quattro minuti dopo, ci pensa Bergessio a bissare e a far salire i rosazzurri a 40 punti in classifica.Al Tardini, un super Parma manda ko il Palermo per 3 – 1 e si avvicina alla salvezza. I gialloblu avanti con Dzemaili che ribatte in porta il rinvio di Sirigu, si portano sul doppio vantaggio con Modesto al 18esimo e Candreva firma il tris nel finale. Inutile il gol del momentaneo 2 – 1 dell’undici allenato da Delio Rossi, firmato da Pastore.A tre giornate dal termine, il Chievo è quasi salvo. L’undici di Pioli, al Bentegodi, passa per 1 – 0 sul Lecce e sale a 42 punti. L’uomo partita è Rigoni che gonfia la rete dopo aver ribattuto una respinta di Rosati.
Il Lecce prova a cercare il pari con Corvi e Chevanton, ma non riesce nell’impresa. Per i giallorossi restare in A diventa quasi un miraggio, essendo terz’ultimi in classifica e rischiando non poco.L’Inter e Pazzini, nell’anticipo del sabato, rimandano la festa del Milan. Sul campo del Cesena, i romagnoli passano in vantaggio, all’undicesimo del secondo tempo, con Budan. I nerazzurri sembrano avvicinarsi alla sconfitta, ma nella zona recupero accade l’incredibile: Pazzini, neo entrato, segna al 91esimo e replica al 95esimo e regala la vittoria ai nerazzurri. Cesena beffato e secondo posto quasi sicuro per l’undici di Leonardo.Anche il Napoli è in piena zona Champions: al San Paolo, Hamsik è il giustiziere del Genoa che perde per 1 – 0.Nel posticipo serale della domenica di campionato, la Roma esce vittoriosa dalla sfida contro il retrocesso Bari per 3 – 2. I giallorossi conquistano i tre punti e sono a un solo punto dal quarto posto, ora occupato dalla Lazio che lunedì sera se la dovrà vedere con la Juventus.
I biancorossi passano in vantaggio, al 25esimo, con Bentivoglio che dagli undici metri non sbaglia. Cinque minuti più tardi, Totti pareggia su punizione, ma il Bari, al 41esimo, torna in vantaggio con il gol di Huseklepp. Nella ripresa, ancora a segno, al 57esimo, il capitano giallorosso che al 78esimo sbaglia dagli undici metri e spedisce la palla sul palo. E’ Rosi che regala la vittoria all’undici capitolino con il gol messo a segno al 95esimo. Espulsi De Rossi, Perrotta e Glik. Francesco Totti con la doppietta contro i pugliesi supera Roberto Baggio (205) nella classifica dei marcatori più prolifici della serie A, attestandosi a quota 206 e festeggia il record con la maglietta “The King of Rome is not dead” ovvero “Il Re di Roma non è morto”.La classifica: Milan 77, Inter 69, Napoli 68, Lazio 60, Roma 59, Udinese 59, Juventus 53, Palermo 50, Fiorentina 49, Genoa 45, Cagliari 44, Chiedo 42, Parma 41, Catania 40, Bologna 40 Cesena 37, Sampdoria 36, Lecce 35, Brescia 31, Bari 21 (retrocesso in serie B).Il prossimo turno potrebbe regalare il tricolore al Milan, impegnato all’Olimpico contro la Roma (sabato alle ore 20.45), il Palermo se la vedrà con il Bari ( sabato ore 18), domenica alle 15 si giocheraà Bologna – Parma, Brescia – Catania, Cagliari – Cesena, Inter – Fiorentina, Lecce – Napoli, Udinese – Lazio. Posticipo serale, il derby di Marassi tra Genoa e Sampdoria (ore 20.45). La Juventus sarà chiamata, lunedì alle ore 20.45, all’esame Chievo.
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Fiorentina-Udinese: Attenzione a Mutu e Montolivo
Messaggero Veneto, 30 aprile 2011
L'angolo del Tecnico
di Maurizio Trombetta
L'angolo del Tecnico
di Maurizio Trombetta
Delicatissima trasferta a Firenze per l’Udinese. Più per le numerose assenze in casa bianconera che per l’effettiva pericolosità di questa Fiorentina, comunque reduce da una vittoria esterna a Cagliari. Stagione assolutamente deludente per la squadra viola, soprattutto in funzione dell’ottimo organico a disposizione. Ottima qualità generale della rosa con il giusto mix fra giovani talenti e giocatori di esperienza, ma evidentemente ancora più difficile del previsto il cambio di guida tecnica dopo gli ultimi anni di Prandelli. Mihajlovic si è trovato a combattere con un rendimento troppo altalenante di giocatori importanti. La mancanza nello stesso ruolo di Jovetic per infortunio e di Mutu ha per esempio fortemente condizionato il rendimento dell’intera squadra togliendole certezze ed entusiasmo. Continue variazione di moduli e di formazione la rendono una squadra ancora “indefinita”, anche se ora il tecnico serbo sembra orientato ad usufruire di una disposizione di basecon il 4-3-2-1.
Difesa. Tra i pali c’è Boruc, capace di interventi prodigiosi ma anche di amnesie incredibili. Quasi scolastica la linea a quattro davanti a lui. Sta migliorandoin fase difensivaDeSilvestri a destra, garantendo comunque con il terzino sinistro Pasqual grande spinta su entrambe le fasce. In mezzo il conosciuto e sempre affidabile Koldrup insieme ad un Gamberini che se si conferma su questi livelli può tornare a far parte del giro della Nazionale.
Centrocampo. Qui Mihajlovic è in grado di mischiare un po’ le carte. Quasi sicuramente disposizione a tre: quella in grado di garantire il maggior equilibrio è composta dal trio Behrami, Donadel e Montolivo. Corsa e strapotere fisico dello svizzero sulla destra, contrasto ed esperienza in mezzo, grandi doti tecniche con pericolosità anche in fase di conclusioni con Montolivo sulla sinistra. Da centrale ha tutto per diventare il migliore del ruolo in assoluto, ma finora non è ancora riuscito a dimostrarlo nelle duefasi di gioco.
Attacco. Sicuri Mutu e Gilardino, uno fra Cerci e Vargas. Il peruviano, che può giocare solo a sinistra (fenomenale nel cross in corsa e pericoloso nelle conclusioni anche da molto lontano), porterebbe quasi ad una disposizione a quattro di centrocampo con Mutu a giostrare nella sua posizione ideale di seconda. Cerci tatticamente è più disciplinato e garantirebbe maggior copertura. Sempre importante la “presenza” come unico riferimento avanzato di Gilardino, da verificare “l’umore” con cui si presenterà in campo Mutu, in grado di risolvere la partita da solo, come pure di far giocare la propria squadra in dieci…
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sabato 23 aprile 2011
Udinese-Parma: il pericolo arrivera' dalle punte
Messaggero Veneto, 22 aprile 2011
L' angolo del tecnico
di Maurizio Trombetta
L' angolo del tecnico
di Maurizio Trombetta
È ancora un po' in divenire il Parma di Colomba, incoraggiato e facilitato dall'importante successo sull'Inter. Il morale rinfrancato e un'ulteriore settimana di lavoro consentiranno al tecnico subentrato da solo due partite, di poter migliorare feeling e conoscenza del gruppo e di poter trasmettere idee e concetti di gioco sempre più approfonditi. Subito individuati gli uomini chiave e la loro disposizione in campo. Schema di base è il 4-4-1-1: le caratteristiche dei giocatori a disposizione consigliano e comunque permettono una naturale grande attenzione e disponibilità nella fase di non possesso palla. Il Parma cercherà sicuramente di impostare la partita come l'Udinese ha fatto a Napoli. Dovranno essere molto attenti e intelligenti i bianconeri a non permetterglielo. Difesa. Sembra essere questo il reparto più deficitario. Paletta e Lucarelli formano una coppia centrale non di primissimo livello. Zaccardo a destra è quasi un difensore centrale aggiunto, Gobbi a sinistra fludifica di più. La linea si muove comunque con attenzione rimanendo sempre stretta e compatta, di fatto sempre piuttosto corta sul reparto di centrocampo. Centrocampo. Qui il fulcro, la base e in pratica la chiave di volta della squadra di Colomba. Quando si può avvelere del duo centrale formato da Dzemaili e capitan Morrone, il reparto garantisce filtro, contrasto, corsa di primo livello. Sorprendentemente pericoloso (solo per chi non lo conosce abbastanza bene) il capitano in fase di inserimento, soprattutto senza palla. Il reparto sarà completato a destra da Valliani e Modesto a sinistra. Su questa fascia l'allenatore ha fatto un piccolo capolavoro. Facendo giocare in coppia due esterni poco difensivi come Gobbi e Modesto, ne limita di fatto le carenze in fase di contenimento, esaltandone quelle offensive. Attacco. La disponibilità al sacrificio di Amauri unita al comportamento quasi da centrocampista di Giovinco fanno veramente venire in mente l'Udinese di Napoli. La squadra molto corta e bassa diventa davvero pericolosa quando può ripartire, una volta recuperata palla, prendendo come punto d'appoggio il centravanti brasiliano accompagnato dall'inserimento immediato di tre o quattro giocatori a turno. Su questo canovaccio si inserisce come vera e propria "ciliegina" sulla torta Giovinco, funambolico trequartista, una sorta di mix fra Sanchez e Di Natale. Meno progressione del Niño, ma stessa velocità di piedi e di "pensiero" di giocata di Totò.
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sabato 16 aprile 2011
Napoli-Udinese
Messaggero Veneto, 16 aprile 2011
L'angolo del tecnico
di Maurizio Trombetta
L'angolo del tecnico
di Maurizio Trombetta
La bolgia dello stadio San Paolo e l'impressionante carica agonistica che la squadra partenopea riesce a trasferire sul campo di gioco nella difficilissima ma altrettanto affascinante trasferta di Napoli. Questo attende l'Udinese che ha già dimostrato di essere capace di tirare fuori il meglio proprio in situazioni così calde e stimolanti, un esempio su tutti il fantastico "massacro" del Milan, primo in classifica, al Meazza. E allora la devastante forza d'urto del Napoli attuale può fare meno paura. Perché nonostante l'ottima organizzazione della "macchina" messa a punto da Mazzarri, la gran qualità dei giocatori e l'entusiasmante momento che Napoli tutta sta vivendo, qualche spiraglio nel quale intrufolarsi per "rovinare la festa" c'è. Anche loro, come noi, sono capaci di esaltarsi con i ritmi forsennati di gioco. In particolare nelle situazioni di "transizione positiva" con il velocissimo ribaltamento dell'azione da passiva ad attiva alla ricerca dell'immediata conclusione a rete. Sicuramente le due squadre più "pestifere" del campionato nell'attuare il pressing per il recupero palla. Fase di non possesso. Contrasti, "rimbalzi"e soprattutto palle intercettate nella zona centrale del campo saranno decisive per l'andamento del match. Il Napoli è impressionante e quasi unico nella maniera di pressare. Non, come la maggior parte delle squadre, tutti dietro la linea della palla e movimenti a scalare in avanti. Si muovono quasi a "fisarmonica", con i difensori che si alzano cercando l'anticipo e gli attaccanti che pressano la palla con grandi rincorse a ritroso. Quasi una specie di "compressione" in mezzo al campo, nella quale si trovano a meraviglia centrocampisti recuperatori come Pazienza e uno fra Gargano o Yebda. Guai a farsi intrappolare li in mezzo, bisogna riuscire a sfruttare le rare situazioni di sbilanciamento, in cui la "fisarmonica" è leggermente troppo distesa, per potergli fare poi veramente "male" con le ripartenze. Fase di possesso. Quando recuperano palla con questa disposizione raccolta, sono poi fenomenali a "scoppiare" quasi come una bomba, con corse veloci in verticale dei tre fenomeni davanti e dei due "treni" laterali Maggio e Dossena. È difficile beccarli in contropiede. Sviluppano un gioco lineare con movimenti e passaggi semplici ed essenziali che, se sbagliati, consentono di perdere eventualmente palla sulla profondità. Le corse in profondità nei settori laterali dell'area di rigore dei due trequartisti Hamsik e Cavezzi, e gli inserimenti per il cross dei due esterni, sono in assoluto le situazioni di gioco più pericolose.
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martedì 12 aprile 2011
Udinese--Roma: ULTIMI 45' SPESSO FATALI ALLA LUPA
Messaggero Veneto, 8 aprile 2011
L'angolo tecnico
di Maurizio Trombetta
Udinese e Roma sono reduci da sconfitte "inattese". Risultato a cui non erano più abituati né i friulani, reduci da undici turni utili consecutivi, né i giallorossi, alla prima battuta d'arresto dall'avvento in panchina di Montella. Chi reagisce meglio è sicuramente avvantaggiato nella gestione della partita. Meglio un'allenatore navigato come Guidolin, con un gruppo giovane e relativamente inesperto di pressioni di altissimo livello, o un tecnico alla prima esperienza in Serie A alla guida, però, di un gruppo di campioni, già di per sé stessi abituati e anzi quasi bisognosi di "sguazzare" (come i bambini nell'acqua) in mezzo a situazioni difficili con enormi pressioni psicologiche? Io dico che l'Udinese farà la prestazione "giusta"... La forza dell'avversario e l'importanza dello scontro diretto, permetteranno di superare e non far eccessivamente risentire delle importantissime assenze di Inler e probabilmente del "Nino" Sanchez. Fase di possesso. Partiamo da questo aspetto perché è assolutamente quello in cui la squadra eccelle. Montella ha disegnato una Roma "spallettiana", sia nel modulo 4-2-3-1, sia nella scelta dei giocatori, con il ritorno di Totti a far la "finta" prima punta. Vucinic gioca da punta vera alto a sinistra, Menez o Taddei a correrre a destra, Perrotta a "fare legna" in mezzo al campo, sempre pronto a buttarsi dentro in tutti gli spazi lasciati dal capitano. Pizarro e De Rossi sono una coppia di centrocampo di livello mondiale, dietro la mancanza di Mexes con l'inserimento di Cassetti nel ruolo di terzino destro, porta maggior equilibrio in fase di spinta. Questa Roma gioca ancora troppo poco sulle fasce, tendendo ad accentrarsi eccessivamente. Risultato? Non viene completamente sfruttato il potenziale della squadra. Fase di non possesso. Fino a che la squadra riesce a tenere alti i ritmi di gioco, aggredendo sempre l'avversario in possesso di palla, con le distanze corte fra uomini e reparti, è davvero difficile giocarci contro e sviluppare gioco. A vantaggio suo il fatto di riconquistare palla alta con la possibilità poi di sfruttare l'enorme potenziale dei suoi attaccanti. A vantaggio degli avversari la possibilità di giocare contro una linea di difesa piuttosto alta, con ampi spazi dietro la schiena che, se presa d'infilata, può andare in grossa difficoltà. Quando poi i centrocampisti calano in intensità di corsa e/o i giocatori d'attacco fanno i "capricci" in fase di non possesso, cominciano i dolori. E questa Roma ha dimostrato di soffrire non poco nei finali di partita.
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domenica 3 aprile 2011
Lecce-Udinese: anche loro sono bravi a ripartire
Messaggero Veneto, sabato 2 aprile 2001
L'angolo del Tecnico
di Maurizio Trombetta
Non è sicuramente più la "banda" che si è presentata all' andata beccando quattro gol al Friuli questo Lecce. Certo, il favore del pronostico è tutto per l'Udinese che però dovrà essere brava a non dimenticarsi che le partite vanno vinte sul campo con i fatti non a parole. Il Lecce, come i friulani, è più pericoloso nelle ripartenze rispetto allo sviluppo di azione manovrata. La squadra di De Canio potrebbe essere messa in maggiore difficoltà più dalle accelerazioni improvvise dell'Udinese, piuttosto che da un elevato ritmo di gara, caratteristica nella quale i salentini possono anche essere non così inferiori ai friulani. Fase di non possesso. Il modulo è un vero e proprio 4-1-4-1. Incredibile l'applicazione in maniera sistematica della pressione sul portatore di palla e del conseguente adattamento in "copertura" diagonale dei quattro giocatori della linea di centrocampo. Con in più un mediano di contenimento come Vives ad agire da vero e proprio "libero" davanti alla difesa, e una prima punta che, partecipando anche alla fase di riconquista, si abbassa molto fornendo un primo importante filtro alla linea di centrocampo. Pochi contrasti, tutti molto attenti a non farsi superare dal diretto avversario, in pratica la squadra si abbassa recuperando palla poi per intasamento degli spazi davanti alla linea di difesa. Da rilevare un atteggiamento di gioco eccessivamente "a zona" da parte di tutti i giocatori in fase di non possesso. Le accelerazioni palla a terra e gli inserimenti da dietro dell'Udinese potrebbero, di fatto consentire di saltare interi reparti di gioco avversari. In particolare quello di difesa i cui due centrali di origine brasiliana Fabiano e Gustavo, non sono proprio sinonimo di impenetrabilità. Fase di possesso. Dalla posizione ritirata in cui si trova la squadra quando solitamente recupera palla, la ripartenza in assoluto più pericolosa è quella dell'immediato cambio di gioco in profondità per l'esterno di parte opposta. L'inserimento con la corsa oltre la linea difensiva avversaria, è un movimento in cui eccelle l'ex Di Michele che immagino giocherà nella sua posizione naturale di esterno sinistro, mentre dall'altra parte di sarà uno fra Oliveira o Munari. Tutti i centrocampisti, comunque, sono abili nell'inserirsi due o tre alla volta: Munari a destra con la corsa, il giovane ma interessantissimo Bertolacci, mancino di qualità bravissimo ad infilarsi anche palla al piede. Davanti, senza comunque dare un punto di riferimento fisso, dovrebbe giocare Corvia, abile finalizzatore, rispetto al più tecnico, ma meno attaccante Jeda.
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