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giovedì 20 ottobre 2011

GIORGIO PORRA', UN VERO SIGNOR SLOWFOOTBALL

E’ con grande piacere che ho ritrovato alla conduzione delle trasmissioni di Sky sul campionato di calcio, in particolare per l’anticipo delle 12.30, il mitico Giorgio Porrà.

Grande persona e grandissimo giornalista, sempre equilibrato, pacato e sereno nel suo modo di condurre.

Sapevo che ha avuto problemi di salute piuttosto gravi, per cui rivederlo in video è stata una piacevole e molto apprezzata sorpresa.

Sempre lo stesso “aplomb”, lo stesso stile, la solita capacità di far sentire lo spettatore “a casa sua”, fra amici a condividere la stessa passione per il calcio parlandone pacatamente e in modo simpatico, ma semplice ed oggettivo.

E’ sempre un piacere ascoltare ed assistere alle sue trasmissioni, certo probabilmente un po’ meno carino della D’Amico (almeno per me…), ma decisamente meno enfasi, più naturalezza nel parlare e nel modo di approcciare sia gli ospiti che agli argomenti che tratta.

Bravissima Ilaria, bravo e simpaticissimo Caressa, ma lui è e rimane comunque di un altro livello.

Sarà perché ricordo sempre il mitico programma “Lo sciagurato Egidio”, una fantastica trasmissione di approfondimento sportivo e non solo in cui con gran maestria raccontava le “storie” che andavano oltre al semplice personaggio calcistico.

La sua è secondo noi di Slowfootball la maniera ideale di porsi di fronte alle partite, agli eventi anche i più “drammatici” ed in generale a tutte le cose del calcio.

Bentornato a Giorgio Porrà, uomo di sport, di diritto e sempre Very Slowfootball Person.

sabato 24 settembre 2011

VSP: Jovetic, tecnica, valori e semplicità

E’ Stevan Jovetic il “Very Slowfootball Person” della settimana, autore di una doppietta nel turno infrasettimanale della Fiorentina in casa contro il Parma.
Giocatore giovane di gran talento che aveva già avuto modo di dimostrare le sue ottime doti realizzative quando, arrivato appena diciottenne in Italia, si era subito rivelato all’altezza sia del Campionato Italiano che della Champions.
E’ stato poi fermato da un grave infortunio al ginocchio che , fra interventi riabilitazioni e complicazioni varie lo ha tenuto lontano dai campi di gioco in pratica per tutta la stagione agonistica 20101 – 2011.
Non è una vera punta, ma corre e segna davvero tanto, con delle giocate che sono una vera delizia per gli occhi degli appassionati del bel calcio.
Come quella del suo secondo gol realizzato col Parma.
Movimento in verticale nel cuore della difesa avversaria, appena fuori area, per ricevere palla nei piedi, controllo morbido e perfetto, ma con palla che gli “rimane un po’ sotto”, immediato spostamento leggermente laterale con l’esterno dello stesso piede per scappare alla pressione dell’avversario che lo sta recuperando e praticamente sullo stesso passo, tocco preciso ancora col piede destro, senza lasciare nessun tempo di reazione al portiere colto in controtempo.
Tre tocchi di palla in spazi stretti e con una velocità di esecuzione tecnica della sequenza di azioni che portano al tiro vincente, di una difficoltà assoluta che lui riesce a rendere semplici e di una naturalezza fenomenale.
Un talento naturale supportato da doti anche fisiche fuori dal comune, ma che è evidentemente rimasto un ragazzo semplice e di forti valori, visto che alla fine della partita ha avuto la sensibilità di “dedicare” uno dei due gol che hanno rappresentato in pratica il suo ritorno al calcio giocato, al suo compagno di squadra Giardino vittima di un grave infortunio la giornata precedente.
Gesti tecnici sopraffini, valori positivi, uomo e ragazzo che rimane sé stesso nonostante il successo: Grande Jo-Jo (come lo chiamano Firenze) very slowfootball…!

martedì 7 dicembre 2010

Fabio Quagliarella: gol e sorrisi, entra fra i "VSP of the week"

E’ passata un’altra settimana di campionato. Di cui più della metà spesa giocando, dato che la quindicesima giornata è stata disputata nell’arco di quattro giorni, dal venerdì al lunedì sera. Non proprio in linea con i “vecchi valori tradizionali” stile slowfootball, delle partite giocate tutte in contemporanea, come succedeva una volta. All’estero è già un’abitudine, come mi sono accorto due anni fa nella mia esperienza in Romania. E’ la legge imposta dalle Televisioni, il futuro va in questa direzione. E’ certamente meno “romantico”, ma secondo il mio giudizio non così terribile come si potrebbe pensare. Voto ? Ancora insufficiente, “da rivedere”.
Altra settimana e altro bomber napoletano che mi piace segnalare come personaggio “slowfootball”. Si tratta di Fabio Quagliarella, per l’innegabile bellezza e varietà con cui ha segnato tre splendidi gol nella vittoria per 3 a 1 della Juve a Catania. Uno dei quali, tra l’altro il più difficile per esecuzione, al volo di piatto sinistro con tecnica e coordinazione sopraffina, ingiustamente annullato. Naturalmente anche perché non sicuro al 100% del fatto che la palla fosse realmente entrata in porta, lui non si è perso in tante proteste e nel giro di un quarto d’ora ne ha fatti altri due altrettanto belli. Un sinistro quasi chirurgico, dopo controllo a seguire perfetto dentro l’area di rigore, e un tiro da fuori area di destro, “sorprendente”, se non fosse che lui ci ha abituati a soluzioni simili. Bello il messaggio per i ragazzini, che guardano a Quagliarella come a un esempio, di accettare anche i possibili errori di valutazione da parte dell’arbitro, rimboccandosi le maniche per fare ancora meglio, invece che “piagnucolare” rifugiandosi in inutili lamentele, come purtroppo tanti giovani sono sempre più abituati a fare…
Come belle e scherzose sono state le parole durante l’intervista “a caldo” fra il primo ed il secondo tempo (non è facile essere rilassati e sereni trenta secondi dopo il fischio dell’arbitro…), quando ha considerato ironicamente che in ogni squadra in cui gioca lui, si vada sempre in cerca di un bomber. Come se lui fosse uno che non segna…!
VSP: “Very Slowfootball People”, per l’estetica dei gesti tecnici e per il comportamento davanti al microfono.
Citazione d’obbligo anche per i tifosi dell’Udinese. E per i tifosi di tutte quelle squadre come il Parma, con cui organizzano il Terzo Tempo eno-gastronomico, come ho letto che hanno fatto in Emilia. E’ in assoluto il comportamento slowfootball per eccellenza. Mi par di capire che meriterebbero il premio più o meno quasi ogni settimana…!

martedì 30 novembre 2010

Very Slowfootball Person of the week : Totò Di Natale

Un personaggio, un episodio, una situazione che caratterizza il fine settimana in sintonia con la filosofia “slowfootball”...
Cerchiamo di riconoscere e di individuare l’avvenimento della settimana calcistica che meglio si sposa ai valori di sportività, lealtà, bellezza estetica e gusto del piacere del gioco del calcio.
Anche se sfogliando i giornali e vedendo le immagini trasmesse dalle televisioni che seguono le partite, è purtroppo decisamente più facile trovare spunti che vanno nella direzione esattamente opposta a questa filosofia slow, “take it easy”…
Per questa settimana, pur avendo immensamente apprezzato il magnifico spettacolo fornito dal Barcelloona contro il Real Madrid (uno stile di gioco fantascientifico in entrambe le fasi di gioco), mi piace sottolineare il comportamento di Di Natale, tre gol in Udinese – Napoli, 3 – 1 di domenica scorsa allo stadio Friuli.
Totò, napoletano verace che realizza tre reti contro il suo Napoli e non esulta, certo mi fa pensare quasi un po’ ad una “sceneggiata” di cui i partenopei sono, appunto, maestri assoluti.
E certo un po’ di predeterminazione nel suo comportamento ci sarà senz’altro. Ma io Totò un po’ lo conosco, e so quanto sia istintivo (grazie a Dio…) quando è in campo, col pallone tra i piedi, e quanto “gode” a fare quelle sue giocate fenomenali che noi Friulani abbiamo la fortuna di poter vedere dal vero.
Perciò mi scappa un po’ da ridere a pensare cosa può aver provato sul secondo gol, quello che lui stesso ha definito il più bello della sua carriera (e c’è di che scegliere, in quanto a bellezza nei gol che Totò ha fatto in carriera…).
Beh, credo che debba aver fatto uno sforzo davvero immenso per rimanere fermo immobile, senza poter correre come un bambino per tutto il prato, per festeggiare una simile prodezza.
Ha sicuramente speso più energie (trattenersi, impassibile senza far esplodere la gioia che provava dentro…) che in tutto il resto della partita.
Stop perfetto del pallone che gli proviene dalla sinistra, visione della porta e del portiere, calcio da fermo di esterno collo destro con traiettoria a rientrare nell’incrocio opposto, là dove solo un miracolo avrebbe potuto consentire ad un portiere umano di evitare il gol.
Ero presente allo stadio Friuli e quando ho visto accadere tutto questo ho provato un senso di piacere profondo, che mi ha fatto realmente emozionare.
Forse perché conosco Totò, e sapendo come è fatto, ho piacere per lui; forse per il brivido piacevole che ho provato e che raramente mi capita ormai di sentire sui campi di calcio, ma credo che Totò Di Natale meriti ampiamente il Premio SLOWFOOTBALL di questa settimana.
E credo proprio che Totò Di natale sia un personaggio assolutamente “non male”…, per tenere a battesimo questa nuova iniziativa SLOWFOOTBALL.

Buon Calcio a tutti,
Maurizio Trombetta

lunedì 1 settembre 2008

Direttamente da Cluj Napoca (Romania) l'intervista a Maurizio Trombetta

fonte: redazione slowfootball


Per come intendiamo noi il concetto di Slowfootball, nella nostra filosofia può anche significare il tempo giusto, ossia per ogni cosa c'è il suo momento…Maurizio era il tempo giusto per affrontare un' esperienza all'estero?
Effettivamente, sì! Il tempo giusto per aprirmi a nuove esperienze e sviluppi non prevedibili sia per la vita professionale e dunque per la carriera, e anche per un interessante confronto con una realtà diversa da quella a cui ero abituato.



Dopo un mese di vita in Romania quali sono le cose che ti hanno colpito di più in questa città?


Direi la disparità che si vede ogni giorno. Convivono realtà molto differenti. Si passa dalla semplicità più assoluta al lusso. Per esempio i carretti di legno trainati dai cavalli come mezzo di trasporto per adulti e bambini che girano in centro città a fianco alle macchine lussuose.
Cluj è una bella città, è di origine medioevale e il centro testimonia la storia e la cultura che questo posto può vantare. Ha 300.000 abitanti, città universitaria, molti giovani…una città che sicuramente farà parlare di sé. E’ circondata da distese sterminate di dolci colline che farebbero pensare al posto adatto per sterminati vigneti! Dunque in grande sviluppo, cantieri di costruzioni ovunque, direi working in progress...Il quartiere dove abito è tutto nuovo. Ci sono tanti ragazzi che hanno ambizione e voglia di emergere, e direi che non a caso la squadra per cui lavoro è in Europa, in Champions League.

Come vivono il calcio i rumeni?

Con estrema passione, come in Italia. Ho avuto modo di allenare anche a Perugia e Napoli e direi che il tifo e il legame che vedo è lo stesso che si respira nel nostro Sud.
L 'attenzione dei media è soprattutto, e purtroppo, focalizzata più su quello che accade fuori dal campo. C'è maggior interesse per la polemica e lo scandalo rispetto all'aspetto puramente tecnico. Decisamente un po' esagerato e negativo per l'intero sistema. Una specie di “Processo del Lunedì” che dura tutta la settimana!

Maurizio, andiamo dunque sul campo vero e proprio... Come si svolgono gli allenamenti al Cfr?

I ragazzi del Cfr svolgono due doppi allenamenti il martedì e il giovedì. In Italia solitamente si fa solo un doppio allenamento, il mercoledì.
Il che non significa che si lavora di più. Qui i tempi sono più lunghi (ahimè ci sono anche tempi morti!) e c'è minore intensità. Si dovrebbe porre in allenamento l'intensità più simile alla partita. Vedo purtroppo che si tende a lavorare più sulla quantità piuttosto che sulla qualità delle esercitazioni. D’altra parte non è facile adattare le abitudini tecniche tattiche italiane al "sistema rumeno"... ma spero di avere l'opportunità di lavorare sempre di più, sia tecnicamente che tatticamente per apportare il mio contributo a questa squadra che ritengo di buon livello. Spero inoltre di poter avere quanto prima anche un confronto con allenatore e dirigenza per meglio affrontare la stagione. Naturalmente adesso, rispetto il mio ruolo di secondo e dunque mi inserisco quando il mister Ioan Andone me lo chiede.

Come trascorri il tuo tempo libero qui?

Attualmente sto ancora di mettendi a posto casa...Mi sono da poco trasferito dall’albergo in questo appartamento nuovo. Studio il rumeno, ma anche l'inglese e ripasso lo spagnolo visto che ho moltissimi argentini, brasiliani e portoghesi in squadra. Ovviamente studio anche il calcio di questo Paese per poter intervenire nel modo più efficace possibile. Il fascino di un'esperienza all'estero è proprio anche quello di aver l'opportunità di conoscere popoli e mentalità differenti e arricchirsi soprattutto dal punto di vista umano.


Chi sono i tuoi colleghi di lavoro?

Oltre al mister Ioan Andone c'è un giovane e attivo direttore sportivo/esecutivo Răzvan Zamfir, un altro collaboratore tecnico Romulus Gabor, un preparatore atletico Paolo Potocnik (nella foto), che tra l'altro è italiano, ed infine un preparatore dei portieri Ion Manu. Abbiamo inoltre sempre presente il nostro Presidente Muresan che segue costantemente la squadra e ciò è una cosa positiva. Sono tutte persone con un background di vita diverso e con grandi capacità di applicazione dei loro metodi e conoscenze alle realtà locali con un buon grado di apertura mentale e disponibilità al confronto.

La tua valutazione sulla società?

Il Cfr (
www.cfr1907.ro) è una società solida, organizzata e per ora devo dire anche corretta. E’ molto ambiziosa e riflette il carattere del suo proprietario Arpad Paszkany, intelligente, giovane (ha meno di 40 anni) e determinatissimo imprenditore con obiettivi di alto livello anche nel calcio. L’ambiente per certi versi è quasi “dilettantistico” e credo che il merito di rendere la squadra quasi una famiglia sia del rassicurante Presidente Muresan che è sempre vicino ai giocatori e allo staff. (nella foto Arpad Pazkany a destra il Presidente Muresan assediato dai giornalisti!)Walter Zenga, il prof. Bordon in Russia, Nicolò Napoli ad allenare il Craiova (Romania) squadra che devi affrontare prossimamente, tu al Cfr…Globalizzazione anche nel calcio?Sì senza dubbio. Nella nostra squadra per esempio i rumeni sono in netta minoranza, su 30 giocatori meno di 10 sono rumeni gli altri sono brasiliani, portoghesi, argentini, canadesi, ivoriani... A volte mi capita di costruire qualche frase con parole italiane, inglesi, spagnole e rumene...mi metto a ridere, ma ti assicuro che non è semplice! Ma anche questo per me rappresenta una bella sfida!

Scontata probabilmente questa domanda...cosa ti manca dell'Italia sia dal punto di vista professionale che personale?

Probabilmente sarà ovvia anche la risposta...gli affetti e il cibo italiano. Anche se al ristorante della società "La Liga" si mangia un'ottima pizza, e ho trovato due ristoranti italiani (uno di tradizione toscana ed uno nuovissimo di design "La Baracca") dove si mangia veramente bene! Dal punto di vista calcistico invece direi l'impostazione professionale italiana che qui a Cluj hanno la volontà di cercare di ottenere. Non c'è l'attenzione ai particolari che abbiamo noi in Serie A e lo spirito è ancora un po' troppo dilettantistico dovendo affrontare una Champions. L’ideale sarebbe cercare di migliorare senza però modificare l’ambiente familiare che è una cosa sicuramente positiva.

L'anno scorso, dopo 10 anni di carriera in serie A e B al seguito didue bravi allenatori come Guidolin e Galeone, avevi intrapreso la carriera come primo allenatore... hai abbandonato l'idea? torneresti ametterti in gioco in prima persona?

Assolutamente sì e ti dirò ora più di prima, se devo dire mi manca la "pressione" di decidere in prima persona, ma credo che questa esperienza all'estero comunque mi sarà utile per riprendere l’attività di primo con ancora con maggiore grinta e determinazione. Penso tra l'altro che gli allenatori italiani ora più che mai dovranno essere pronti a fare la valigia per andare ad allenare ahimè fuori dalla nostra bella Italia.