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sabato 24 settembre 2011

VSP: Jovetic, tecnica, valori e semplicità

E’ Stevan Jovetic il “Very Slowfootball Person” della settimana, autore di una doppietta nel turno infrasettimanale della Fiorentina in casa contro il Parma.
Giocatore giovane di gran talento che aveva già avuto modo di dimostrare le sue ottime doti realizzative quando, arrivato appena diciottenne in Italia, si era subito rivelato all’altezza sia del Campionato Italiano che della Champions.
E’ stato poi fermato da un grave infortunio al ginocchio che , fra interventi riabilitazioni e complicazioni varie lo ha tenuto lontano dai campi di gioco in pratica per tutta la stagione agonistica 20101 – 2011.
Non è una vera punta, ma corre e segna davvero tanto, con delle giocate che sono una vera delizia per gli occhi degli appassionati del bel calcio.
Come quella del suo secondo gol realizzato col Parma.
Movimento in verticale nel cuore della difesa avversaria, appena fuori area, per ricevere palla nei piedi, controllo morbido e perfetto, ma con palla che gli “rimane un po’ sotto”, immediato spostamento leggermente laterale con l’esterno dello stesso piede per scappare alla pressione dell’avversario che lo sta recuperando e praticamente sullo stesso passo, tocco preciso ancora col piede destro, senza lasciare nessun tempo di reazione al portiere colto in controtempo.
Tre tocchi di palla in spazi stretti e con una velocità di esecuzione tecnica della sequenza di azioni che portano al tiro vincente, di una difficoltà assoluta che lui riesce a rendere semplici e di una naturalezza fenomenale.
Un talento naturale supportato da doti anche fisiche fuori dal comune, ma che è evidentemente rimasto un ragazzo semplice e di forti valori, visto che alla fine della partita ha avuto la sensibilità di “dedicare” uno dei due gol che hanno rappresentato in pratica il suo ritorno al calcio giocato, al suo compagno di squadra Giardino vittima di un grave infortunio la giornata precedente.
Gesti tecnici sopraffini, valori positivi, uomo e ragazzo che rimane sé stesso nonostante il successo: Grande Jo-Jo (come lo chiamano Firenze) very slowfootball…!

sabato 11 dicembre 2010

Udinese-Fiorentina: trovato l'equilibrio a centrocampo

Messaggero Veneto, venerdì 10 dicembre 2010
L'ANGOLO TECNICO
di Maurizio Trombetta

Scongiurata l’astensione dei giocatori, per fortuna si gioca. E tanto per cambiare, contro un avversario che è ricco di analogie con l’Udinese. La Fiorentina, un punto meno dei bianconeri, per qualità di organico anche lei potenzialmente subito dietro alle grandi del campionato, come il gruppo di Guidolin è alle prese con gli inevitabili problemi relativi al cambio di allenatore in un gruppo che è cambiato poco. Mihajlovich, dopo Prandelli, ha avuto un difficilissimo periodo in avvio di campionato, toccando anche il fondo della classifica. Brava la società che con l’allenatore ha avuto la forza e la pazienza di aspettare il recupero di giocatori importanti. Fra i tanti indisponibili per infortuni e vicissitudini varie, quelli che sicuramente sono stati decisivi per l’inversione di rendimento nel 4-2-3-1 viola, sono i recuperi in campo di Mutu e D’Agostino. La Fiorentina è una squadra che segna e subisce poco: come l’Udinese ha stesso numero di gol subiti e realizzati, a dimostrazione di un equilibrio ritrovato specialmente in quest’ultimo periodo di campionato.
lDIFESA Il portierone Boruc, capace di interventi strepitosi, ma anche di disattenzioni clamorose, ha davanti a se una linea a quattro composta da , Comotto (o De Silvestri), Gamberini, Koldrup e credo Felipe a sinistra. L’ottimo comportamento avuto nella situazione di emergenza delle ultime gare, dal giovane esordiente Camporese sul centro sinistra, potrebbe portare Mihajlovich a rinunciare a un po’ di esperienza in mezzo, permettendogli però così di dare un forte segnale di stimolo per gli altri giovani della “rosa”. La linea si comporta in maniera razionale e attenta in fase di copertura, facendosi difficilmente trovare fuori posizione. Con un’assetto simile, sarebbe naturalmente portata a spingere maggiormente in fascia destra visto che l’ex bianconero Felipe è un difensore centrale.

CENTROCAMPO Gran bell’equilibrio trovato nella cerniera arretrata con il duo Donadel-D’Agostino. L’ex udinese è l’unico in grado di dare il necessario apporto di qualità e geometrie di gioco, con la possibilità di accelerare o diminuire il ritmo, e di verticalizzare con il lancio lungo per gli attaccanti. Il capitano ci mette “cuore”, polmoni e contrasto in quantità. Concreta e attenta la fase di non possesso palla, completata dal trio Santana, Ljiajic e Vargas, pronti a tornare sotto la linea della palla, nei rari casi in cui non riescono a concludere l’azione.

ATTACCO A meno di un recupero in extremis di Gilardino, dovrebbe giocare Mutu come unico riferimento avanzato. Il rumeno è una classica seconda punta, ma con la classe che si ritrova sa ricoprire anche l’altro ruolo in maniera molto efficace. Risulta meno importante nella fase di costruzione della manovra, ma è in grado di essere ancora più letale nelle finalizzazioni. Santana a destra e Ljiac centralmente (ancora un po’ acerbo, ma gran talento), garantiscono dribbling e buoni inserimenti soprattutto palla al piede. Il rientro in squadra di Vargas ha portato corsa, conclusioni e cross insidiosissimi (capace di centrare anche con l’avversario in pressione stretta) anche dal lato sinistro.

domenica 1 novembre 2009

Il mister commenta le partite dell'Udinese


Il mister ospite di Agela Accaino su Telequattro alle ore 20.00, mentre domenica 8 novembre sarà in diretta su Telepordenone per commentare Udinese-Fiorentina.