giovedì 26 maggio 2011

Udinese in Champions!

Messaggero Veneto, 25 maggio 2011
L'angolo del tecnico
di Maurizio Trombetta



È fatta! Il sogno si è avverato. Mancano ancora le due partite del preliminare per partecipare alla vera Champions League, ma squadra, staff tecnico e giocatori, si sono ampiamente meritati questo fenomenale primo traguardo con il lavoro di nove mesi. E chi si è guadagnato e sudato il quarto posto con una crescita continua e impressionante nel corso di 38 partite del campionato italiano garantisce un'ottima base anche per il superamento dello "scoglio" del preliminare. Società. Non l'ho menzionata apposta perchè sta lavorando per questo obbiettivo da 25 anni. La sua crescita costante e la sempre maggiore "saggezza" di patron Pozzo rappresentano la migliore garanzia per il tifoso friulano. L'Udinese, anche in funzione della precedente esperienza in Champions di sei anni fa, avrà grande forza e capacità di valutazione per non rischiare le disavventure toccate quest'anno alla Sampdoria. Allenatore. Anche qui come esperienza non siamo male. Guidolin faceva, e bene, la Coppa delle Coppe già da giovane con il Vicenza. Poi ha fatto un Campionato in Francia e ripetute esperienze europee sia a Udine che a Bologna. Mi sento di paragonare la differenza fra la Uefa e la Champions League a quella fra la B e la Serie A: un altro mondo! Bene, Guidolin con il suo staff di primissimo livello ha già dimostrato (campionato di B vinto e poi subito molto bene in Serie A) di essere una garanzia di crescita costante. Squadra. «Ci vuole un fisico bestiale...» dice la canzone. Ho potuto provare nella mia esperienza di Champions rumena l'importanza dell'aspetto fisico in questa competizione d'elite. Il Milan, che la vuole vin ere, dice che ha bisogno di aumentare i "muscoli" della squadra... L'Udinese avrà sicuramente bisogno di aggiungere un po' di centimetri, soprattutto nell'ambito dell'intero organico, ma in quanto a potenza muscolare, intesa come velocità e forza di corsa, è già al top. Non a caso già quest'anno i "piccoletti" (o le frecce come le chiama Checco) hanno fatto molto bene, anche e soprattutto, con le squadre italiane da Champions come Milan, Inter, Juve e anche Roma e Lazio. In più c'è sempre l'esempio e lo stimolante e orgoglioso riferimento del fantastico Barcellona dei piccoli Xavi, Messi, Iniesta che con tecnica e organizzazione di gioco dominano in Europa e nel mondo. L'organizzazione di gioco e l'applicazione tecnico-tattica dello sviluppo della manovra ad altissima velocità dimostrati già quest'anno saranno l'arma fondamentale anche per la prossima Champions League. Ultimo passo. A maggior ragione nel fondamentale preliminare di agosto sarà un vantaggio potersi basare su una mentalità e conoscenze di gioco già acquisite e metabolizzate. Perchè poi nel caso di approdo alla fase a gironi - quella della musichetta che mette i brividi - non ci sarà più tempo e spazio per allenarsi. ©RIPRODUZIONE RISERVATA


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domenica 22 maggio 2011

Udinese-Milan:VAN BOMMEL PIU' DECISIVO ANCHE DI IBRA

L' angolo del Tecnico
Messaggero Veneto, 21 maggio 2011
di Maurizio Trombetta

Meglio di così non si poteva immaginare, né sperare. Ultima in casa contro il Milan già Campione d'Italia e la necessità anche di un solo punto per il raggiungimento del fantastico traguardo Champions. Ma questo Milan ha già dimostrato di non soffrire troppo il clima festaiolo battendo 4-1 il Cagliari dopo aver "saltellato" con i propri tifosi, sul pullman per andare allo stadio. Quindi potrebbe anche essere stato assorbito il carico di lavoro supplementare per i rinnovi contrattuali (su e giù per le scale della sede rossonera...) da parte di parecchi giocatori. A parte gli scherzi, grande attenzione e applicazione a ogni piccolo dettaglio, come sempre per i giocatori bianconeri, per non farsi sorprendere dall'enorme potenziale offensivo rossonero. Fase di non possesso. Miglior difesa del campionato e solo sette gol subiti nel girone di ritorno...! Beh, ricordando le parole di Allegri dopo il 4-4 dell'andata, credo che una piccola parte di merito vada anche agli uomini di Guidolin e a quella partita. Da li in poi la squadra tutta ha cambiato registro in fase di recupero palla, subendo in generale molto di meno. A questo si aggiunge un Abbiati super con tre-quattro interventi nel corso del campionato che sono valsi la differenza di punti con la seconda. Infine Van Bommel (già solo il nome mette soggezione...) in grado di fornire il necessario equilibrio nel fondamentale ruolo di mediano davanti alla difesa di una squadra schierata con il 4-3-1-2. Secondo me l'acquisto in assoluto più determinante di tutta la stagione, anche più di Ibra o Cavani per il Napoli, per dire. La sua costante presenza in campionato ha permesso di non soffrire anche quando il Milan non ha potuto schierare l'imbattibile duo difensivo Nesta e Thiago Silva... Fase di possesso. Considerando il gran numero e la gran qualità dei giocatori d'attacco, da sottolineare il turn-over quasi sistematico che si è potuto verificare nel reparto avanzato. O una gran programmazione, invidiabile e pressoché perfetta, da parte di tutto lo staff tecnico, sanitario e disciplinare... o quel pizzico di fortuna comunque indispensabile per la conquista di uno scudetto. Non sarebbe stato facile gestire una situazione con Ibra, Pato, Robinho, Cassano, Inzaghi, Seedorfe Pirlo tutti in gran forma. Fondamentali poi per lo sviluppo della manovra con la disposizione 4-3-1-2 le corse senza palla di Boateng e/o Robinho nel ruolo di trequartista.


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domenica 15 maggio 2011

Chievo-Udinese: CON PIOLI GRAN CUORE E DUTTILITA'

Messaggero Veneto, 14 maggio 2011
L'angolo tecnico
di Maurizio Trombetta

Lo ha detto Rigoni subito dopo la partita pareggiata 2-2 in rimonta a Torino contro la Juve: «Questa squadra non molla mai». Le infinitamente maggiori motivazioni dell'Udinese contro il "marchio di fabbrica" del Chievo che ha appena raggiunto il traguardo della salvezza con due giornate di anticipo. Un gruppo di giovani di belle speranze (e comunque con buona qualità), inseriti su una base di giocatori del gruppo storico con il giusto "carattere", e alcuni elementi di esperienza e sostanza pescati soprattutto in Francia. Soluzione 1: 5-4-1. Credo che con l'Udinese il tecnico veneto Pioli sceglierà questa disposizione, come contro la Juve, per molteplici motivi. Innanzi tutto sfrutterebbe al meglio le caratteristiche dei giocatori. Sulle corsie esterne Sardo o Frey a destra e Jokic a sinistra non sono grandissimi difensori e rendono di più quando possono spingere su tutta la fascia. La disposizione a tre centrale permette di mascherare la lentezza di movimento dello sloveno Cesar e allo stesso tempo rafforza una coppia di difensori centrali, Andreolli e Mantovani, che senza l'aggiunta del terzo uomo, fornisce non troppe garanzie. In pratica, in fase di non possesso palla, l'uscita sistematica di uno dei tre centrali in marcatura sulla seconda punta avversaria permette comunque di mantenere una linea di difesa schierata a quattro. Con la protezione aggiuntiva di due mediani come Fernandez e Rigoni con buonissima qualità, ma soprattutto di grande sostanza. Questa disposizione potrebbe essere l'unica in grado di limitare la devastante forza della "ritrovata" Udinese sia centralmente (Sanchez), sia sulle fasce. Su questa base difensiva il Chievo poi si appoggia nelle ripartenze sui velocissimi movimenti del "grande vecchio" Pellissier, al quale si aggiunge spesso il potenzialmente fortissimo Constant (soprattutto quando parte palla al piede), e uno fra Moscardelli e Tureau. Soluzione 2: 4-3-1-2. Questo è un atteggiamento decisamente più spavaldo, ma che rischia di sguarnire la linea difensiva che potrebbe trovarsi scoperta, lasciando cioè una eccessiva profondità di gioco per gli inserimenti da dietro dei friulani. La difesa scalerebbe verso sinistra con Mantovani esterno, l'inserimento di un trequartista come Bogliacino porterebbe ad uno sviluppo della manovra più per vie centrali, con la partecipazione di un centrocampista in più in fase di conclusione. Da rilevare inoltre che un attaccante troppo vicino a Pellissier ne limiterebbe la pericolosità, devastante quando ha la possibilità di muoversi in profondità su tutto il fronte d'attacco

giovedì 12 maggio 2011

Il mister a Sportitalia stasera alle ore 19.00

Maurizio Trombetta sarà ospite, stasera giovedì 12 maggio alle ore 19.00, della trasmissione di Sportitalia (canale 225 di Sky) Solo Calcio Mondo condotta da Gaia Brunelli.

sabato 7 maggio 2011

Udinese-Lazio: piu' sostanza che fronzoli dove c'e' Reja

Messaggero Veneto, 7 maggio 2011
L'angolo del tecnico
di Maurizio Trombetta

Udinese e Lazio si giocano il quarto posto in classifica a tre giornate dal termine del campionato. Scontro diretto che nessuno avrebbe potuto prevedere così determinante in funzione Champions a inizio torneo. All'andata avevo apprezzato la squadra di Reja per l'equilibrio che dimostrava in campo, ora per rendere l'idea la definirei una squadra compatta, razionale, quasi "tedesca". Meno fronzoli e forse qualità nelle giocate, ma pochi concetti di gioco, ben chiari e con grande disponibilità di applicazione da parte di tutto il gruppo. Fase di non possesso. Disposizione 4-2-3-1 con i due centrali di centrocampo che si abbassano molto sulla linea dei difensori. Credo che Brocchi tornerà al centro per dare sostanza, polmoni e contrasto in mezzo al campo, con uno fra Matuzalem o Bresciano al suo fianco a fare l'organizzatore di gioco al posto dello squalificato Ledesma. L'ordine per questi sei giocatori del pacchetto arretrato, è quello di non farsi saltare facilmente dall'avversario o da una palla filtrante, temporeggiare, e permettere così il recupero in fase difensiva anche delle tre mezzepunte. Qui si nota assolutamente la compattezza della squadra che si muove unita arretrando o avanzando insieme in funzione del movimento della palla da parte degli avversari. Il recupero della palla viene effettuato "di squadra" con l'unica eccezione per la prima punta che non partecipa alla riconquista. Fase di possesso. La squadra predilige l'azione manovrata, forse ora addirittura un po' troppo lenta nella fase di costruzione dell'azione. Una volta riconquistata palla un mediano si abbassa subito mettendosi a disposizione della linea di difesa per "l'uscita" in fase di spinta di uno dei due difensori laterali (soprattutto molto bene a destra Lichsteiner). Gli altri centrocampisti si smarcano con movimenti alternati (corto-lungo), per ricevere palla, prevalentemente incontro, sviluppando poi la manovra in profondità tramite degli scambi o passaggi in diagonale sulle fasce. Anche in fase di sviluppo la squadra mantiene un atteggiamento compatto senza mai sbilanciarsi, spingendo alternativamente su entrambe le fasce e mantenendo sempre la sicurezza difensiva in caso di palla persa. Sempre pericolosi i cambi di gioco con inserimenti per la conclusione dal settore opposto a quello di sviluppo del gioco. Prima punta Zarate, il più in forma di tutti attualmente, sempre in movimento per cercare la conclusione personale e/o lasciare lo spazio per i pericolosi inserimenti di Hernanes e Floccari.


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lunedì 2 maggio 2011

Il film del campionato

Dal blog del Guerin Sportivo
2 maggio 2011
http://blog.guerinsportivo.it/

Il Milan è a un solo punto dallo scudetto, l’Inter vince, in extremis, sul campo del Cesena, ma abbandona i sogni scudetto, anche se ritarda la festa dei cugini rossoneri.
A San Siro, l’undici allenato da Massimiliano Allegri vince per 1 – 0 contro il Bologna, alla quinta sconfitta consecutiva, e si cuce sempre più il tricolore sul petto. La capolista guadagna altri tre punti, ma gioca una partita non certo brillante. Molte le occasioni gol mancate, ma al settimo minuto Flamini mette al sicuro il risultato. I rossoblù di Malesani provano ad agguantare il pareggio con Gimenez e Britos, ma Abbiati si oppone. Il Milan resiste e al fischio finale, il Meazza esplode in un tripudio che prelude al trionfo finale: il Diavolo, a tre turni dalla fine del campionato e ad otto punti di vantaggio sull’Inter, è ad un solo punto dal Paradiso.La Fiorentina, al Franchi, travolge l’Udinese per 5 – 2. I friulani, così, vedono allontanarsi il quarto posto. I viola passano in vantaggio al nono minuto con un gran tiro di sinistro di Vargas e al 21esimo, è D’Agostino a raddoppiare. I bianconeri accorciano le distanze, al 29esimo, con Pinzi, ma, al 51esimo, è ancora D’Agostino a firmare il vantaggio della formazione di casa. Asamoah, al 57esimo, firma il 3 a 2, ma è Cerci l’uomo partita che segna una strepitosa doppietta, la seconda in una settimana, e sancisce la festa viola e l’affondo dell’undici di Guidolin.Molte emozioni e sei gol nella sfida salvezza tra Sampdoria e Brescia che termina in parità per 3 – 3. Primo tempo equilibrato senza reti, accade tutto nella ripresa. Al 50esimo, apre le marcature Eder per le rondinelle, Pozzi, al 55esimo, pareggia, poi Caracciolo segna al 57esimo e Tissone al 63esimo. Sul 2 a 2, non è ancora finita: a segno Caracciolo per l’undici di Inchini, all’84esimo, ma sei minuti dopo, Mannini chiude definitivamente i conti.
Per il Brescia molto rammarico, serie cadetta vicina e un solo punto, nonostante il vantaggio ripetutosi per tre volte. Punto alquanto inutile anche per i blucerchiati che si avvicinano sempre di più alla retrocessione.Sorride il Catania che batte per 2 – 0 il Cagliari e guadagna tre punti d’oro per la permanenza nella massima serie. Silvestre porta in vantaggio i siciliani al 35esimo e quattro minuti dopo, ci pensa Bergessio a bissare e a far salire i rosazzurri a 40 punti in classifica.Al Tardini, un super Parma manda ko il Palermo per 3 – 1 e si avvicina alla salvezza. I gialloblu avanti con Dzemaili che ribatte in porta il rinvio di Sirigu, si portano sul doppio vantaggio con Modesto al 18esimo e Candreva firma il tris nel finale. Inutile il gol del momentaneo 2 – 1 dell’undici allenato da Delio Rossi, firmato da Pastore.A tre giornate dal termine, il Chievo è quasi salvo. L’undici di Pioli, al Bentegodi, passa per 1 – 0 sul Lecce e sale a 42 punti. L’uomo partita è Rigoni che gonfia la rete dopo aver ribattuto una respinta di Rosati.
Il Lecce prova a cercare il pari con Corvi e Chevanton, ma non riesce nell’impresa. Per i giallorossi restare in A diventa quasi un miraggio, essendo terz’ultimi in classifica e rischiando non poco.L’Inter e Pazzini, nell’anticipo del sabato, rimandano la festa del Milan. Sul campo del Cesena, i romagnoli passano in vantaggio, all’undicesimo del secondo tempo, con Budan. I nerazzurri sembrano avvicinarsi alla sconfitta, ma nella zona recupero accade l’incredibile: Pazzini, neo entrato, segna al 91esimo e replica al 95esimo e regala la vittoria ai nerazzurri. Cesena beffato e secondo posto quasi sicuro per l’undici di Leonardo.Anche il Napoli è in piena zona Champions: al San Paolo, Hamsik è il giustiziere del Genoa che perde per 1 – 0.Nel posticipo serale della domenica di campionato, la Roma esce vittoriosa dalla sfida contro il retrocesso Bari per 3 – 2. I giallorossi conquistano i tre punti e sono a un solo punto dal quarto posto, ora occupato dalla Lazio che lunedì sera se la dovrà vedere con la Juventus.
I biancorossi passano in vantaggio, al 25esimo, con Bentivoglio che dagli undici metri non sbaglia. Cinque minuti più tardi, Totti pareggia su punizione, ma il Bari, al 41esimo, torna in vantaggio con il gol di Huseklepp. Nella ripresa, ancora a segno, al 57esimo, il capitano giallorosso che al 78esimo sbaglia dagli undici metri e spedisce la palla sul palo. E’ Rosi che regala la vittoria all’undici capitolino con il gol messo a segno al 95esimo. Espulsi De Rossi, Perrotta e Glik. Francesco Totti con la doppietta contro i pugliesi supera Roberto Baggio (205) nella classifica dei marcatori più prolifici della serie A, attestandosi a quota 206 e festeggia il record con la maglietta “The King of Rome is not dead” ovvero “Il Re di Roma non è morto”.La classifica: Milan 77, Inter 69, Napoli 68, Lazio 60, Roma 59, Udinese 59, Juventus 53, Palermo 50, Fiorentina 49, Genoa 45, Cagliari 44, Chiedo 42, Parma 41, Catania 40, Bologna 40 Cesena 37, Sampdoria 36, Lecce 35, Brescia 31, Bari 21 (retrocesso in serie B).Il prossimo turno potrebbe regalare il tricolore al Milan, impegnato all’Olimpico contro la Roma (sabato alle ore 20.45), il Palermo se la vedrà con il Bari ( sabato ore 18), domenica alle 15 si giocheraà Bologna – Parma, Brescia – Catania, Cagliari – Cesena, Inter – Fiorentina, Lecce – Napoli, Udinese – Lazio. Posticipo serale, il derby di Marassi tra Genoa e Sampdoria (ore 20.45). La Juventus sarà chiamata, lunedì alle ore 20.45, all’esame Chievo.

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Fiorentina-Udinese: Attenzione a Mutu e Montolivo

Messaggero Veneto, 30 aprile 2011
L'angolo del Tecnico
di Maurizio Trombetta

Delicatissima trasferta a Firenze per l’Udinese. Più per le numerose assenze in casa bianconera che per l’effettiva pericolosità di questa Fiorentina, comunque reduce da una vittoria esterna a Cagliari. Stagione assolutamente deludente per la squadra viola, soprattutto in funzione dell’ottimo organico a disposizione. Ottima qualità generale della rosa con il giusto mix fra giovani talenti e giocatori di esperienza, ma evidentemente ancora più difficile del previsto il cambio di guida tecnica dopo gli ultimi anni di Prandelli. Mihajlovic si è trovato a combattere con un rendimento troppo altalenante di giocatori importanti. La mancanza nello stesso ruolo di Jovetic per infortunio e di Mutu ha per esempio fortemente condizionato il rendimento dell’intera squadra togliendole certezze ed entusiasmo. Continue variazione di moduli e di formazione la rendono una squadra ancora “indefinita”, anche se ora il tecnico serbo sembra orientato ad usufruire di una disposizione di basecon il 4-3-2-1.
Difesa. Tra i pali c’è Boruc, capace di interventi prodigiosi ma anche di amnesie incredibili. Quasi scolastica la linea a quattro davanti a lui. Sta migliorandoin fase difensivaDeSilvestri a destra, garantendo comunque con il terzino sinistro Pasqual grande spinta su entrambe le fasce. In mezzo il conosciuto e sempre affidabile Koldrup insieme ad un Gamberini che se si conferma su questi livelli può tornare a far parte del giro della Nazionale.
Centrocampo. Qui Mihajlovic è in grado di mischiare un po’ le carte. Quasi sicuramente disposizione a tre: quella in grado di garantire il maggior equilibrio è composta dal trio Behrami, Donadel e Montolivo. Corsa e strapotere fisico dello svizzero sulla destra, contrasto ed esperienza in mezzo, grandi doti tecniche con pericolosità anche in fase di conclusioni con Montolivo sulla sinistra. Da centrale ha tutto per diventare il migliore del ruolo in assoluto, ma finora non è ancora riuscito a dimostrarlo nelle duefasi di gioco.
Attacco. Sicuri Mutu e Gilardino, uno fra Cerci e Vargas. Il peruviano, che può giocare solo a sinistra (fenomenale nel cross in corsa e pericoloso nelle conclusioni anche da molto lontano), porterebbe quasi ad una disposizione a quattro di centrocampo con Mutu a giostrare nella sua posizione ideale di seconda. Cerci tatticamente è più disciplinato e garantirebbe maggior copertura. Sempre importante la “presenza” come unico riferimento avanzato di Gilardino, da verificare “l’umore” con cui si presenterà in campo Mutu, in grado di risolvere la partita da solo, come pure di far giocare la propria squadra in dieci…

sabato 23 aprile 2011

Udinese-Parma: il pericolo arrivera' dalle punte

Messaggero Veneto, 22 aprile 2011
L' angolo del tecnico
di Maurizio Trombetta

È ancora un po' in divenire il Parma di Colomba, incoraggiato e facilitato dall'importante successo sull'Inter. Il morale rinfrancato e un'ulteriore settimana di lavoro consentiranno al tecnico subentrato da solo due partite, di poter migliorare feeling e conoscenza del gruppo e di poter trasmettere idee e concetti di gioco sempre più approfonditi. Subito individuati gli uomini chiave e la loro disposizione in campo. Schema di base è il 4-4-1-1: le caratteristiche dei giocatori a disposizione consigliano e comunque permettono una naturale grande attenzione e disponibilità nella fase di non possesso palla. Il Parma cercherà sicuramente di impostare la partita come l'Udinese ha fatto a Napoli. Dovranno essere molto attenti e intelligenti i bianconeri a non permetterglielo. Difesa. Sembra essere questo il reparto più deficitario. Paletta e Lucarelli formano una coppia centrale non di primissimo livello. Zaccardo a destra è quasi un difensore centrale aggiunto, Gobbi a sinistra fludifica di più. La linea si muove comunque con attenzione rimanendo sempre stretta e compatta, di fatto sempre piuttosto corta sul reparto di centrocampo. Centrocampo. Qui il fulcro, la base e in pratica la chiave di volta della squadra di Colomba. Quando si può avvelere del duo centrale formato da Dzemaili e capitan Morrone, il reparto garantisce filtro, contrasto, corsa di primo livello. Sorprendentemente pericoloso (solo per chi non lo conosce abbastanza bene) il capitano in fase di inserimento, soprattutto senza palla. Il reparto sarà completato a destra da Valliani e Modesto a sinistra. Su questa fascia l'allenatore ha fatto un piccolo capolavoro. Facendo giocare in coppia due esterni poco difensivi come Gobbi e Modesto, ne limita di fatto le carenze in fase di contenimento, esaltandone quelle offensive. Attacco. La disponibilità al sacrificio di Amauri unita al comportamento quasi da centrocampista di Giovinco fanno veramente venire in mente l'Udinese di Napoli. La squadra molto corta e bassa diventa davvero pericolosa quando può ripartire, una volta recuperata palla, prendendo come punto d'appoggio il centravanti brasiliano accompagnato dall'inserimento immediato di tre o quattro giocatori a turno. Su questo canovaccio si inserisce come vera e propria "ciliegina" sulla torta Giovinco, funambolico trequartista, una sorta di mix fra Sanchez e Di Natale. Meno progressione del Niño, ma stessa velocità di piedi e di "pensiero" di giocata di Totò.

sabato 16 aprile 2011

Napoli-Udinese

Messaggero Veneto, 16 aprile 2011
L'angolo del tecnico
di Maurizio Trombetta

La bolgia dello stadio San Paolo e l'impressionante carica agonistica che la squadra partenopea riesce a trasferire sul campo di gioco nella difficilissima ma altrettanto affascinante trasferta di Napoli. Questo attende l'Udinese che ha già dimostrato di essere capace di tirare fuori il meglio proprio in situazioni così calde e stimolanti, un esempio su tutti il fantastico "massacro" del Milan, primo in classifica, al Meazza. E allora la devastante forza d'urto del Napoli attuale può fare meno paura. Perché nonostante l'ottima organizzazione della "macchina" messa a punto da Mazzarri, la gran qualità dei giocatori e l'entusiasmante momento che Napoli tutta sta vivendo, qualche spiraglio nel quale intrufolarsi per "rovinare la festa" c'è. Anche loro, come noi, sono capaci di esaltarsi con i ritmi forsennati di gioco. In particolare nelle situazioni di "transizione positiva" con il velocissimo ribaltamento dell'azione da passiva ad attiva alla ricerca dell'immediata conclusione a rete. Sicuramente le due squadre più "pestifere" del campionato nell'attuare il pressing per il recupero palla. Fase di non possesso. Contrasti, "rimbalzi"e soprattutto palle intercettate nella zona centrale del campo saranno decisive per l'andamento del match. Il Napoli è impressionante e quasi unico nella maniera di pressare. Non, come la maggior parte delle squadre, tutti dietro la linea della palla e movimenti a scalare in avanti. Si muovono quasi a "fisarmonica", con i difensori che si alzano cercando l'anticipo e gli attaccanti che pressano la palla con grandi rincorse a ritroso. Quasi una specie di "compressione" in mezzo al campo, nella quale si trovano a meraviglia centrocampisti recuperatori come Pazienza e uno fra Gargano o Yebda. Guai a farsi intrappolare li in mezzo, bisogna riuscire a sfruttare le rare situazioni di sbilanciamento, in cui la "fisarmonica" è leggermente troppo distesa, per potergli fare poi veramente "male" con le ripartenze. Fase di possesso. Quando recuperano palla con questa disposizione raccolta, sono poi fenomenali a "scoppiare" quasi come una bomba, con corse veloci in verticale dei tre fenomeni davanti e dei due "treni" laterali Maggio e Dossena. È difficile beccarli in contropiede. Sviluppano un gioco lineare con movimenti e passaggi semplici ed essenziali che, se sbagliati, consentono di perdere eventualmente palla sulla profondità. Le corse in profondità nei settori laterali dell'area di rigore dei due trequartisti Hamsik e Cavezzi, e gli inserimenti per il cross dei due esterni, sono in assoluto le situazioni di gioco più pericolose.


martedì 12 aprile 2011

Udinese--Roma: ULTIMI 45' SPESSO FATALI ALLA LUPA

Messaggero Veneto, 8 aprile 2011
L'angolo tecnico
di Maurizio Trombetta

Udinese e Roma sono reduci da sconfitte "inattese". Risultato a cui non erano più abituati né i friulani, reduci da undici turni utili consecutivi, né i giallorossi, alla prima battuta d'arresto dall'avvento in panchina di Montella. Chi reagisce meglio è sicuramente avvantaggiato nella gestione della partita. Meglio un'allenatore navigato come Guidolin, con un gruppo giovane e relativamente inesperto di pressioni di altissimo livello, o un tecnico alla prima esperienza in Serie A alla guida, però, di un gruppo di campioni, già di per sé stessi abituati e anzi quasi bisognosi di "sguazzare" (come i bambini nell'acqua) in mezzo a situazioni difficili con enormi pressioni psicologiche? Io dico che l'Udinese farà la prestazione "giusta"... La forza dell'avversario e l'importanza dello scontro diretto, permetteranno di superare e non far eccessivamente risentire delle importantissime assenze di Inler e probabilmente del "Nino" Sanchez. Fase di possesso. Partiamo da questo aspetto perché è assolutamente quello in cui la squadra eccelle. Montella ha disegnato una Roma "spallettiana", sia nel modulo 4-2-3-1, sia nella scelta dei giocatori, con il ritorno di Totti a far la "finta" prima punta. Vucinic gioca da punta vera alto a sinistra, Menez o Taddei a correrre a destra, Perrotta a "fare legna" in mezzo al campo, sempre pronto a buttarsi dentro in tutti gli spazi lasciati dal capitano. Pizarro e De Rossi sono una coppia di centrocampo di livello mondiale, dietro la mancanza di Mexes con l'inserimento di Cassetti nel ruolo di terzino destro, porta maggior equilibrio in fase di spinta. Questa Roma gioca ancora troppo poco sulle fasce, tendendo ad accentrarsi eccessivamente. Risultato? Non viene completamente sfruttato il potenziale della squadra. Fase di non possesso. Fino a che la squadra riesce a tenere alti i ritmi di gioco, aggredendo sempre l'avversario in possesso di palla, con le distanze corte fra uomini e reparti, è davvero difficile giocarci contro e sviluppare gioco. A vantaggio suo il fatto di riconquistare palla alta con la possibilità poi di sfruttare l'enorme potenziale dei suoi attaccanti. A vantaggio degli avversari la possibilità di giocare contro una linea di difesa piuttosto alta, con ampi spazi dietro la schiena che, se presa d'infilata, può andare in grossa difficoltà. Quando poi i centrocampisti calano in intensità di corsa e/o i giocatori d'attacco fanno i "capricci" in fase di non possesso, cominciano i dolori. E questa Roma ha dimostrato di soffrire non poco nei finali di partita.

domenica 3 aprile 2011

Lecce-Udinese: anche loro sono bravi a ripartire

Messaggero Veneto, sabato 2 aprile 2001 
L'angolo del Tecnico 
di Maurizio Trombetta

Non è sicuramente più la "banda" che si è presentata all' andata beccando quattro gol al Friuli questo Lecce. Certo, il favore del pronostico è tutto per l'Udinese che però dovrà essere brava a non dimenticarsi che le partite vanno vinte sul campo con i fatti non a parole. Il Lecce, come i friulani, è più pericoloso nelle ripartenze rispetto allo sviluppo di azione manovrata. La squadra di De Canio potrebbe essere messa in maggiore difficoltà più dalle accelerazioni improvvise dell'Udinese, piuttosto che da un elevato ritmo di gara, caratteristica nella quale i salentini possono anche essere non così inferiori ai friulani. Fase di non possesso. Il modulo è un vero e proprio 4-1-4-1. Incredibile l'applicazione in maniera sistematica della pressione sul portatore di palla e del conseguente adattamento in "copertura" diagonale dei quattro giocatori della linea di centrocampo. Con in più un mediano di contenimento come Vives ad agire da vero e proprio "libero" davanti alla difesa, e una prima punta che, partecipando anche alla fase di riconquista, si abbassa molto fornendo un primo importante filtro alla linea di centrocampo. Pochi contrasti, tutti molto attenti a non farsi superare dal diretto avversario, in pratica la squadra si abbassa recuperando palla poi per intasamento degli spazi davanti alla linea di difesa. Da rilevare un atteggiamento di gioco eccessivamente "a zona" da parte di tutti i giocatori in fase di non possesso. Le accelerazioni palla a terra e gli inserimenti da dietro dell'Udinese potrebbero, di fatto consentire di saltare interi reparti di gioco avversari. In particolare quello di difesa i cui due centrali di origine brasiliana Fabiano e Gustavo, non sono proprio sinonimo di impenetrabilità. Fase di possesso. Dalla posizione ritirata in cui si trova la squadra quando solitamente recupera palla, la ripartenza in assoluto più pericolosa è quella dell'immediato cambio di gioco in profondità per l'esterno di parte opposta. L'inserimento con la corsa oltre la linea difensiva avversaria, è un movimento in cui eccelle l'ex Di Michele che immagino giocherà nella sua posizione naturale di esterno sinistro, mentre dall'altra parte di sarà uno fra Oliveira o Munari. Tutti i centrocampisti, comunque, sono abili nell'inserirsi due o tre alla volta: Munari a destra con la corsa, il giovane ma interessantissimo Bertolacci, mancino di qualità bravissimo ad infilarsi anche palla al piede. Davanti, senza comunque dare un punto di riferimento fisso, dovrebbe giocare Corvia, abile finalizzatore, rispetto al più tecnico, ma meno attaccante Jeda.

domenica 20 marzo 2011

Udinese-Catania

Messaggero Veneto, sabato 19 marzo 2011
L'angolo del Tecnico 
di Maurizio Trombetta

C’è da fare il “lavoro sporco” per i ragazzi di Guidolin contro il Catania. È una squadra agonisticamente e caratterialmente forte la banda siculo-argentina di Simeone. Tutti o quasi nati nella classe ’84, ora il gruppo può riconoscersi nello spirito argentino con tutto ciò che ne consegue: grande furore agonistico, carica competitiva anche all’interno della squadra, doti tecniche di buon livello, ma soprattutto un corpo unico pronto a lottare per superare anche difficoltà apparentemente insormontabili. L’Udinese è più forte qualitativamente, ma per poterlo far “pesare” in campo dovrà prima mettersi sullo stesso livello fisico-agonistico.

DIFESA Dovesse giocare Schelotto a destra, al posto dello squalificato e più difensivo Alvarez, credo sarebbe in assoluto la difesa più alta (come statura) di tutto il campionato. Silvestre e Spolli a formare la coppia centrale, due marcantoni potenti, ma non certo rapidi; a sinistra Marchese, altro terzino di stazza, che garantisce attenzione difensiva e discrete doti in fase di spinta. Se non adeguatamente coperta e aiutata dal filtro di centrocampo può naturalmente essere messa in grossa difficoltà dal gioco rapido con palla a terra e inserimenti da dietro dei bianconeri.

CENTROCAMPO E ATTACCO Vanno analizzati insieme perché la disposizione dell’uno naturalmente condiziona ruoli e compiti dell’altro, ma anche perché in pratica tutti i componenti del reparto avanzato partecipano alla fase di recupero palla. Attività nella quale eccelle Carboni, una specie di “gobbo di Notre Dame” che macina tutto ciò che trova davanti a sé. Nelle ultime due gare Simeone ha utilizzato il 4-2-3-1, che riesce però a trasformare abbastanza facilmente in un 4-3-3 col cambio di uno o due giocatori, comunque tutti duttili e capaci di interpretare diversi ruoli nel settore avanzato. L’unico che non si adatta e che fa solo e sempre il punto di riferimento avanzato, sia come sponda in fase di sviluppo della manovra sia come finalizzazione dell’azione, è il bomber Maxi Lopez. Dietro a lui Bergessio, altro attaccante dal gol facile, in grado di giocare sia da prima punta che da esterno avanzato, il peperino Ricchiuti, trequartista capace di giostrare in qualsiasi zona della metà campo avversaria, e uno tra Gomez o Llama, il primo più adatto al 4-2-3-1, il secondo al 4-3-3. Sicuro l’impiego di Lodi, finalmente approdato in cabina di regia; l’eventuale inserimento di Ledesma al posto di un attaccante, porterebbe a uno schieramento di centrocampo a tre per consentire maggior filtro centrale.

martedì 15 marzo 2011

Cagliari-Udinese: Tutto ruota attorno a Conti

Messaggero Veneto, 12 marzo 2011
L'angolo del Tecnico
di Maurizio Trombetta

Squadra tosta il Cagliari. Superare questo test rappresenterebbe un’ulteriore dimostrazione di grande maturità da parte dell’Udinese. I rossoblu sono una squadra bella da vedere in campo. Un gruppo unito che si muove insieme nelle due fasi di gioco, dimostrando di avere ben chiari i concetti guida secondo i quali comportarsi in funzione delle varie situazioni di gioco. Il modulo adottato da Donadoni è il 4-3-1-2, decisamente più simile, sia per caratteristiche di gioco che per interpreti, a quello dell’ex Allegri piuttosto che a quello del suo predecessore Bisoli.

FASE DI NON POSSESSO Qui in particolare si vede la compattezza della squadra sia quando cerca di recuperare palla alta, a cavallo della metacampo, sia quando accorcia con la linea dei centrocampisti sulla linea di difesa per impedire la conclusione “facile” dei giocatori avversari. I 4 + 3 si muovono molto ben coordinati, con una buona pressione sulla palla, un buon gioco di coperture reciproche, sempre pronti ad abbassarsi, per togliere spazi e tempi di giocata, in caso di palla filtrante. Linea difensiva affiatata e abituata a giocare insieme con il solo Perico al primo anno in rossoblu. Centrocampo con il trequartista Cossu sempre pronto ad abbassarsi in zona centrale per coprire sul mediano avversario, le due punte che si dispongono piuttosto larghe per infastidire l’inizio azione dei difensori laterali. Non c’è che dire, a centrocampo sarà una “lotta” spettacolare.

FASE DI POSSESSO Il capitano Conti, regista davanti alla difesa, dirige il gioco con ottime geometrie e un gran piede sia nel lancio lungo e preciso, che nelle conclusioni. Ai suoi fianchi Nainggolan in grado di non far rimpiangere lo squalificato Biondini ( forse un po’ meno corsa, ma ancora più contrasto e forse anche qualità di piede) e Lazzari, una mezzala vecchia maniera con spiccate doti offensive ed un gran bel sinistro. Trequartista il “moto perpetuo” Cossu, sempre pronto a buttarsi negli spazi laterali avanzati, da dove è in grado di fornire assist mortiferi; con palla a lui fuori dagli angoli dell’area di rigore scatta “l’allarme rosso”. La mancanza di Nenè in attacco toglie sicuramente qualcosa in fase di gioco aereo, ma il “torello” cagliaritano purosangue Ragatzu, è in grado di fornire maggior movimento ed una maggior rapidità nello sfruttare i “rimbalzi”. Terminale avanzato Aqcuafresca, capace di segnare in tutti i modi (azione personale, tiro, conclusione su sviluppo azione dei compagni), cui fanno buona compagnia in fase realizzativa, praticamente tutti i centrocampisti, in grado trovare il gol con una certa facilità nei frequenti inserimenti che effettuano a turno.

domenica 6 marzo 2011

Udinese-Bari: mediana rinforzata per aiutare la difesa

Messaggero Veneto, 5 marzo 2011
L'angolo del tecnico
di Maurizio Trombetta

Quarantasette punti dell’Udinese contro i sedici del Bari. Magari fosse sufficiente solo questo per aver già vinto la partita. Invece no, servirà giocarla bene e come si deve. Nonostante le evidenti difficoltà nelle quali si è trovato a operare Mutti, il pareggio in recupero di domenica e il fatto di giocare fuori casa, possono essere piccoli, ma anche importanti fattori positivi per le residue speranze di salvezza dei pugliesi. Certo questo non è più il bel Bari di Ventura di inizio campionato. Barreto e Almiron, assenti da tempo, non si possono certo “regalare” così a cuor leggero, soprattutto in una squadra, per il resto, con così poca qualità di organico.

FASE DI NON POSSESSO Dare copertura a una linea di difesa non esattamente impenetrabile: questo il principale obiettivo di Mutti, che con Codrea in mezzo ai “fisici” Gazzi e Donati, cerca di tenere corte le distanze tra i reparti di difesa e centrocampo che vengono a formare così un unico “pacchetto difensivo”. Davanti i due trequartisti si possono schierare larghi a formare una linea a cinque, rafforzando le fasce, o più centrali, lasciando il compito del raddoppio in fascia ai due mediani laterali. Dietro la linea a quattro, probabilmente composta in pratica da tre difensori centrali, Masiello, Glik e Rossi, più il fluidificante Parisi a sinistra, risulta vulnerabile sia sulle palle in profondità, che sul gioco rapido con palla a terra.

CENTROCAMPO Squadra chiusa e raccolta nella propria metàcampo, lo sviluppo della manovra viene naturalmente affidato soprattutto al veloce ribaltamento dell’azione per sfruttare le doti di corsa del trio avanzato. Soprattutto Ghezzal e Huseklepp in grado di ricoprire diversi ruoli dietro o di fianco alla prima punta Castillo. In particolare lo sconosciuto norvegese gran falcata nell’arco di tutti i 90’, capace di allungare pericolosamente le difese avversarie quando, giocando da seconda punta centrale, si butta negli spazi. Discorso a parte merita Ghezzal, non a caso a volte lasciato fuori, giocatore di gran potenziale, corsa, fisico, numeri tecnici notevoli, ma discontinuo e umorale. Proprio per questo maggiormente pericoloso in quanto “gasato” dopo il fantastico gol di esterno destro di domenica scorsa contro la Fiorentina. Davanti a tutti il “rognoso

domenica 20 febbraio 2011

Udinese-Brescia: grande densità in fase difensiva

Messaggero Veneto, 19 febbraio 2011
L'angolo tecnico
di Maurizio Trombetta

Molto probabilmente non sarà semplice come potrebbe apparire a un primo superficiale esame, il turno casalingo dell’Udinese contro il Brescia. Squadra ad immagine e somiglianza del suo allenatore, richiamato in panchina da tre settimane, è decisamente più “pestifera”, soprattutto in fase prettamente difensiva rispetto al Cesena battuto domenica. Oltre a ciò i lombardi potranno anche puntare a un comunque positivo pareggio in trasferta, con le conseguenti possibili maggiori difficoltà per l’Udinese di sbloccare il risultato, e il pericolo di esporsi al contropiede, arma preferita del Brescia. Inchini ora dispone la squadra col 3-5-1-1, con uno schieramento quindi esattamente speculare rispetto ai friulani, con l’unica e sostanziale differenza dell’evidente minore qualità dei giocatori che può schierare in campo.

FASE DI NON POSSESSO L’abbassamento dei due esterni a formare una linea di cinque difensori consente una maggiore copertura dell’ampiezza del campo e densità di giocatori in zona arretrata rispetto alla disposizione 4-3-2-1 adottata da Iachini ad inizio campionato. L’inserimento in squadra di Zebina, in difesa, Zanetti e Filippini a centrocampo, ha portato maggior esperienza in mezzo al campo, togliendo però qualcosa in termini di freschezza ed esuberanza atletica. Capitan Bega nella posizione di centrale, si comporta in pratica da “libero” senza compiti di marcatura, pronto a intervenire in seconda battuta in caso di difensore saltato e a coprire la zona centrale davanti alla porta sui cross. La squadra non pressa alta sui difensori avversari e il recupero della palla avviene prevalentemente basso nella propria metàcampo, con la partecipazione di centrocampisti e difensori che tendono ad arretrare per restringere gli spazi a disposizione delle giocate avversarie. L’“immortale” Filippini garantisce corsa e fastidiosa presenza di gioco o da mediano davanti alla difesa o da mezzo sinistro, in alternativa a Zanetti, più regista, o Hetamay, corsa e contrasto, ma ancora poca malizia per il calcio italiano.

FASE DI POSSESSO Il trequartista e la punta, che non partecipano quasi per niente alla fase difensiva, si dispongono in posizione strategica per l’immediato ribaltamento dell’azione con il successivo accompagnamento in fase di appoggio all’azione offensiva di due giocatori a turno, uno per lato, dei giocatori che formano le coppie di mezzala ed esterno di centrocampo. Decisamente più portata a spingere sul lato destro dove Zambelli è dotato di gran corsa e buon piede sia per il cross che per la conclusione in porta, si alterna negli inserimenti con Kone, molto pericoloso nelle percussioni palla al piede, mezzala destra con caratteristiche quasi da trequartista. Sempre sul centro-destra preferisce e soprattutto è in grado di rendersi più pericoloso, il talento ancora un po’ discontinuo del mancino terribile Diamanti. Nel ruolo di prima punta Caracciolo, più fisico e prepotente sui movimenti nello spazio sia a protezione della palla che nelle conclusioni sui cross, o Eder, agile, scattante e mortifero quando può concludere sui tagli con palla dentro.

lunedì 14 febbraio 2011

Cesena-Udinese: Cercasi terzino sulla sinistra

L'angolo tecnico
di Maurizio Trombetta

Non è più il Cesena sbarazzino ed entusiasta che si era presentato al Friuli con sette punti nelle prime cinque partite, quello che incontra l’Udinese domenica in Romagna. È sicuramente più cosciente dei propri limiti e “pauroso”, consapevole delle enormi difficoltà della Serie A. Il mercato di gennaio ha portato giocatori con maggior esperienza della categoria, ma i continui cambiamenti di formazione di quest’ultimo periodo, non hanno ancora consentito al tecnico di trovare la quadratura del cerchio, con la conseguente difficoltà di una adeguata stabilità di rendimento della squadra. Il 4-3-3 di Ficcadenti, sta subendo continue modifiche e adattamenti che, senza più un’ala vera come Schelotto, si sta evolvendo in un 4-3-2-1 con l’evidente intento di fare più densità in mezzo al campo. Sguarnire le fasce contro l’Udinese equivarrebbe a un mezzo suicidio. Da verificare gli accorgimenti difensivi che adotterà il tecnico romagnolo per arginare il fantastico gioco di inserimenti sulle corsie esterne dell’Udinese.
DIFESA È il ruolo di terzino sinistro quello che sta attualmente creando i maggiori problemi. Addirittura troppo brutto per essere vero questo Santon, sia nelle sue ultime apparizioni nell’Inter sia a Napoli domenica scorsa. Ficcadenti ha adattato sulla fascia un centrale come Della Fiore; un’alternativa sarebbe Felipe, ma non credo sarà facile convincere il brasiliano a giocare lì dopo che è venuto via dalla Fiorentina probabilmente anche per questo motivo. Al momento l’unico giocatore di ruolo a disposizione è il non fenomenale Lauro. Con la struttura e la corsa di Ceccarelli sulla corsia destra, il reparto sarà completato da due fra Pellegrino, Felipe e Von Bergen a formare la coppia centrale.
CENTROCAMPO Il trio da destra a sinistra con Sammarco, capitan Colucci e Parolo, non sta garantendo al momento una sufficiente pressione sui portatori di palla avversari. Un filtro non adeguato permette pericolosissime verticalizzazioni avversarie con i giocatori del reparto arretrato troppo spesso costretti a rincorrere con corse di recupero rivolti verso la propria porta, la situazione peggiore e in assoluto più deleteria per una squadra che difende a zona. In fase di possesso palla il regista Colucci è attualmente costretto a “cantare e portare la croce”, e il talentuoso Parolo sta pagando lo scotto della prima stagione in Serie A.
ATTACCO L’inserimento di giocatori più piccoli e rapidi come Giaccherini e Rosina, con caratteristiche più da trequartisti, porta a uno sviluppo della manovra prevalentemente per vie centrali. O palla a terra nei piedi sul movimento tra le linee dei due “piccoli” pronti poi a puntare palla al piede i difensori avversari; o palla lunga sulla punta centrale con i due supporti pronti al “rimbalzo” sulla palla che rimane lì, e/o all’inserimento .sulla “spizzata” con palla che passa. Non esteticamente bello, ma infaticabile ed efficacissimo in questo ruolo di punto di riferimento avanzato, il possente Bogdani.

giovedì 10 febbraio 2011

UdineseBlog: l'intervista al Mister

http://www.ilfriuli.it/
9 febbraio 2011

Maurizio Trombetta, ex vice di Guidolin e allenatore che - ricordiamo - è riuscito a portare il suo Cluj ai vertici del calcio europeo (storica la vittoria all'Olimpico sulla Roma), interpellato da Udineseblog ha raccontato le sue impressioni sul mister di Castelfranco e sulle potenzialità dell'Udinese. “Non definirei miracolo quello che Francesco sta facendo. Lo conosco: è normale per lui. Sta facendo bene ma non c’erano dubbi nonostante l’inizio pauroso. Anche perché la società lo conosceva e nel momento difficile le è stata vicino. Così i risultati, anche se sembrano sorprendennti, sono normali per uno come lui e con le sue capacità"
L'ambiente ha avuto un ruolo importante in questo? "In una città come Udine è facile arrivare a queste cose solo apparentemente sorprendnenti, ma non vanno dimenticate tutte le difficoltà che il calcio impone. E’ sempre dura arrivare così in alto, ma l’indirizzo che Guidolin ha impostato è quello giusto”.
Indecifrabile, nel senso buono del termine. Così si è definita questa Udinese. “Non è incomprensibile: di certo non è il classico modulo dove vedi movimenti prevedibili. Francesco insegna ai suoi giocatori tutti i moduli e questo lo ribadisce a ogni conferenza. Quindi la squadra è meno prevedibile per questo. E' poi ancora meno prevedibile perché non ha la punta tipica e questo non dà punti di riferimento alle difese avversarie”.
Si è parlato tanto di punta di peso. Oggi non c'è e i risultati sono ottimi. La differenza dove sta? “La punta di peso è solo un punto di riferimento avanzato. Guidolin ne ha due: ma sono linee tratteggiate perché non stanno mai fermi. Sanchez e Di Natale sono fantastici perché è più facile giocare contro una punta che contro questi due che non sai mai cosa fanno. Cambiano direzione anche senza palla, oltre che avere un centrocampo e una difesa che li supporta al meglio. Sono veloci sono, imprevedibili e rendono tale tutta la squadra”.
Ovvio chiedersi se l'Udinese è Di Natale-Sanchez dipendente: “Se uno dei sue manca perde qualcosa: se l’assenza è più lunga della singola gara occorre trovare accorgimenti. Denis non è Sanchez, nessuno aveva dubbi, ma occorre trovare altri concetti di gioco e non lo fai con due allenamenti”.
Il campionato intanto dice che non c'è un vero leader e che le squadre di testa sono tutte simili come valori: “E’ vero che non ci sono squadre spettacolari. Non a caso il Palermo sta facendo bene, L’Udinese ancora meglio e poi il Napoli. Non a caso dopo un Mondiale le outsider riescono a trovare spazi che le grandi lasciano. Questo livellamento fa si che l'Udinese sia bene avviata e adatta a Guidolin: piccoli, resistenti che si adattano al mister e al suo gioco. Un vantaggio senza dubbio”.
Intanto il calcio in generale sta per vivere una rivoluzione. Il fairplay finanziario permetterà all'Udinese di crescere ancora? “Dico che sarà un vantaggio per l’Udinese che è società già a posto col bilancio. La politica l’ha portata a essere sana a differenza dei grandi club. Le grandi però alla fine spendono lo stesso, fairplay o meno. Se si calmierà non lo so, purtroppo però i giocatori forti andranno sempre via. Inutile farsi illusioni”.
E Maurizio Trombetta ha qualche novità per dimostrare il suo valore? “Ho tanta voglia di allenare: gli unici contatti per ora sono stati in regione ma non sufficientemente positivi. Ho talmente tanta voglia di ricominciare che non mi faccio problemi di categoria. Son disposto a partire dal basso perché so che l’importante è ripartire”.
Una cosa c'è da dire. Ci sono troppi allenatori e poca meritocrazia. Trombetta come Vanoli o molti altri ne pagano lo scotto: “Coverciano offfre troppi allenatori, è vero: ma il mondo è questo. In tutte le attività serve essere competitivi. Non sempre i meriti vengono riconosciuti, ma non solo nel calcio ci sono le spinte etc. E’ un limite e bisogna di essere più forti di questo"
Monica Valendino

mercoledì 2 febbraio 2011

Udinese-Bologna: DIFESA BLOCCATA POI CI PENSA DI VAIO

Messaggero Veneto, 2 febbraio 2011
L'angolo del Tecnico
di Maurizio Trombetta

Tempi di recupero molto limitati per i bianconeri in vista della partita infrasettimanale in casa col Bologna. Ma quando si vince la fatica pesa di meno, e poi questa è “solo” la seconda partita a distanza ravvicinata, non la terza che è quella più difficile se non hai la possibilità di ricambi all’altezza. Non avendo giocato (né viaggiato), il Bologna ha sicuramente un piccolo vantaggio. A meno che la “cooperativa rossoblu” non si sia messa a spalare il campo dalla neve… L’autogestione della squadra sta raggiungendo livelli incredibili, e forse proprio questa particolare situazione societaria sta facendo rendere il Bologna addirittura al di sopra dei reali valori dei giocatori.
Probabilmente anche perché abituato da difficili esperienze precedenti, Malesani sta riuscendo in un piccolo/grande capolavoro, compattando un ambiente che solo nel “campo” può attualmente trovare le sue uniche certezze. Il 4-3-1-2 che l’allenatore adotta, senz’altro scelta importante, credo comunque sia solo un piccolo dettaglio in confronto al gran lavoro psicologico e motivazionale che sta evidentemente svolgendo.
lDIFESA Quasi quattro difensori centrali per consentire una tenuta di reparto fondamentale per una squadra che si deve salvare. Moras, Portanova, Britos e Rubin a formare una linea difensiva di buona stazza fisica, piuttosto bloccata, ma con buone capacità difensive. Soprattutto i tre di centrodestra, se non hanno grandi spazi dietro la schiena sono in grado di garantire sia sulle palle lunghe che sul gioco palla a terra. Normalmente il Bologna tende a spingere un po’ di più a sinistra, ma credo che in questa occasione Malesani cercherà qualche accorgimento difensivo per arginare proprio da quella parte lo strapotere di Isla e Pinzi (anche se, senza Sanchez, l’Udinese a destra qualcosa perde).

CENTROCAMPO Disposizione a rombo con il mastino Mudingayi in mezzo davanti alla difesa, e il centrocampista Ekdal a fare il trequartista. La crescita di questo giocatore ha consentito a Malesani di trovare i giusti equilibri di squadra, rinfoltendo il reparto centrale. Mezzo destro un altro “osso” come Perez, a sinistra Della Rocca, sorprendente (per chi non lo conosceva…) prodotto del vivaio rossoblu, più portato all’inserimento in fase di sviluppo manovra, lui sulla sinistra, Ekdal, con una gran corsa nella zona di centro-destra.

ATTACCO Bisogna spendere due parole anche per la seconda punta, Meggiorini o Ramirez, che comunque svolge un gran lavoro, agendo prevalentemente sul settore di destra, dove il terzino spinge poco, da qui poi è in grado di accentrarsi e andare anche a chiudere l’azione. E poi c’è il “sindaco”, il capo operaio della cooperativa, il “nucleo” intorno al quale si è compattata ed aggrappata la banda Malesani: Di Vaio. Non so più quanti altri ruoli ed incarichi gli stiano dando a Bologna! Ma lui comunque non smette di far gol in tutte le maniere, da solo o a conclusione delle azioni dei compagni, come sempre essendo ancora più micidiale quando parte dal settore di centro sinistra.

domenica 30 gennaio 2011

Juventus-Udinese: l'arma di Del Neri, lo scontro fisico

Messaggero Veneto, 29 gennaio 2010
L'angolo del Tecnico
di Maurizio Trombetta

Trova una Juventus in difficoltà l’Udinese nel posticipo serale di domani sera a Torino. La sconfitta di giovedì con la Roma che è costata l’eliminazione dalla Coppa Italia, si va ad aggiungere a una serie di infortuni che rendono ancora più difficile il momento che sta vivendo l’intera società sabauda. Attenzione però, la possibile reazione della “belva ferita” può essere ancora più pericolosa. Proprio in funzione del particolare momento, diametralmente opposto, che le due squadre stanno attraversando, credo che l’unica arma attualmente a disposizione di Delneri per cercare di competere con questa Udinese, sia quella dello scontro fisico, inteso proprio come chili di giocatori in campo. Perché come qualità di gioco e di giocatori, corsa ed intensità di prestazione, e infine anche come fase di sviluppo del progetto, in questo momento non c’è proprio gara.

FASE DI NON POSSESSO Il ritorno in campo del guerriero Felipe Melo offre sicuramente un gran contributo per contrasto e soprattutto equilibrio del reparto centrale e di conseguenza di tutta la squadra. La linea di difesa è sicuramente quella che crea i più grandi grattacapi al tecnico friulano. I maggiori problemi sulla destra, dove nè Grygera, nè Motta o Sorensen (addirittura Pepe in qualche occasione), hanno dimostrato di essere all’altezza di una Juve come si deve. Gli altri componenti del pacchetto sembrano applicare le ferree regole del gioco difensivo di Del Neri, con la supponenza del giocatore che si crede il migliore. Senza la necessaria “ferocia” applicativa, e senza il sano timore dell’avversario, qualità necessarie per far sì che il comportamento univoco e le collaborazioni di reparto dei giocatori, rendano i meccanismi difensivi difficili da superare. Un po’ tutta la fase di recupero viene svolta quasi come un diligente compitino, troppo poco...

FASE DI POSSESSO Infortuni, squalifiche e difficoltà varie costringono Del Neri a cambiare ancora troppo spesso, soprattutto nella disposizione di centrocampo. Il miglior periodo della squadra era coinciso con l’inserimento di Aquilani che all’inizio ha potuto agire senza grandi obblighi di copertura, quasi da regista avanzato. Attualmente gioca in linea con Melo rendendosi quindi meno pericoloso in fase di inserimento, lasciando svolgere la gran parte del gioco di finalizzazione ai quattro giocatori più avanzati. I due esterni e le due punte, che ora giocano disposti uno più uno, formano un rombo allargato sulle cui linee si sviluppano tutte le azioni di gioco della squadra bianconera. Sulle corsie esterne a destra Krasic, pur sempre una gran corsa e pericolosità con palla al piede, a sinistra Marchisio, decisamente limitato in un ruolo non suo, o Martinez non ancora devastante come a Catania. La prima punta col compito di allungare la squadra e dare profondità, più pericoloso Iaquinta rispetto ad Amauri, e Del Piero, se in condizione, l’unico in grado di effettuare la “giocata” decisiva al di fuori degli schemi prestabiliti.

sabato 22 gennaio 2011

Udinese-Inter: si puo' passare solo a sinistra

Messaggero Veneto  - 22 gennaio 2011
L'angolo del Tecnico
di Maurizio Trombetta

L’Inter in casa al Friuli, come un vero e proprio esame di laurea per l’Udinese. La partita di Coppa Italia con la Sampdoria ha portato la delusione di una “tesina” buona, ma non sufficiente a passare la qualificazione al turno successivo. Superare lo scoglio di un’Inter, in sensazionale fase di recupero, può davvero rappresentare il punto di svolta per il proseguimento a pieni voti nel percorso di studi intrapreso così positivamente dallo “studente” Udinese. Il maggior “tourn-over” che Guidolin si è concesso nella partita infrasettimanale, potrebbe avere una ricaduta positiva per i bianconeri in funzione di una maggior freschezza in campo domani.

FASE DI NON POSSESSO La defezione di Samuel nella linea difensiva impedisce al 4-3-1-2 di Leonardo di basarsi sullo stesso identico gruppo di giocatori che ha portato alla vittoria di tutto con il 4-2-3-1 di Mourinho. Stessi semplici, ma inderogabili concetti di sicurezza difensiva da mantenere mentre la squadra sviluppa gioco: Zanetti a copertura della fascia destra durante le frequenti e di nuovo pericolosissime incursioni di Maicon; tutti i centrocampisti con la libertà di inserirsi in fase di sviluppo e conclusione della manovra, ma con l’obbligo per due di loro a turno di restare dietro la linea della palla, per contrastare le ripartenze avversarie. Se può avvalersi dell’apporto di Thiago Motta, il centrocampo di Leonardo, risulta di gran lunga il migliore in circolazione e attualmente uno dei pochi in grado di imporsi alla gran mediana dell’Udinese. Parità numerica a destra con Maicon (quasi centrocampista) e Zanetti contro Asamoha e Armero, potrebbe andare in difficoltà sul lato sinistro nel caso in qui il trequartista o una punta non diano il necessario aiuto a Chivu nell’assorbire gli inserimenti a turno di Pinzi e Isla.

FASE DI POSSESSO Bellissimo vedere l’ampia libertà che Leonardo lascia ai suoi giocatori di sfruttare le loro fenomenali doti, rispettando i semplici concetti di gioco di squadra veloce, con la giusta alternanza tra la ricerca della profondità in verticale e il cambio del fronte di gioco per l’inserimento da dietro dei centrocampisti. La presenza di Motta permetterebbe di schierare Stankovic da trequartista con evidente maggior “peso” sia quantitativo che qualitativo per tutto il reparto avanzato. La mancanza di Milito, sarà probabilmente colmata da Pandev che credo giocherà da centravanti atipico, lasciando così ad Eto la possibilità di muoversi a suo piacimento libero di scegliersi tempi e modi di inserimento, che diventano devastanti quando parte dal centro-sinistra.