lunedì 15 marzo 2010
COMUNICATO UFFICIALE
In conseguenza di delicate questioni familiari, il mister Maurizio Trombetta ha chiesto alla società Reggina Calcio di rimettere il proprio mandato di responsabile della squadra Primavera. Nel ringraziare il Presidente Foti e tutto lo staff del settore giovanile per la sensibilità dimostrata, augura ai propri giocatori e tecnici un proficuo proseguimento della stagione agonistica.
lunedì 15 febbraio 2010
lunedì 25 gennaio 2010
Questa sera alle 20.50 su Free TV


Appuntamento su FreeTv alle 20.50 per seguire i commenti tecnici su Udinese-Sampdoria del mister ospite della trasmissione "Sportissimo" dedicata all' Udinese Calcio presentata da Marina Presello .
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domenica 24 gennaio 2010
Stasera il Mister a Telequattro per commentare la partita Udinese-Sampdoria
Oggi, 24 gennaio 2010, alle ore 21.00 il mister sarà ospite di Daniele Benvenuti negli studi di Telequattro (redazione di Udine) per commentare la gara che l'Udinese ha perso con la Sampdoria di Gigi Del Neri.
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Il mister intervistato dal quotidiano di Cluj "Ziua Cluj"

Intervista rilasciata dal mister al giornalista rumeno Denis Barabas del quotidiano "Ziua Cluj" pubblicata sabato 23 gennaio 2010.
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martedì 19 gennaio 2010
Il mister stasera a Sky

Il mister sarà oggi ospite in diretta (alle ore 23.00) a Calciomercato la trasmissione di Sky condotta in studio da Alessandro Bonan e Gianluca Di Marzio.
martedì 29 dicembre 2009
Presentazione del libro "Balon" insieme a tanti giocatori e allenatori friulani fra questi anche il Mister Trombetta
Udine, 29 dicembre 2009 Messaggero Veneto
L’incontro. Molti ex campioni alla presentazione del libro di Maurizio Masai durante la manifestazione organizzata in favore del fair play
Anche il Friuli ha il suo almanacco del calcio
Ecco Balon con cinquecento pagine e oltre 1.300 profili dei giocatori di “casa nostra”
Cinquecento pagine, oltre 1.300 calciatori friulani che dal 1986 hanno calpestato i campi dei campionati professionistici. In una parola sola “Balon”, l’almanacco con il quale Maurizio Masai ha voluto dare il giusto lustro al calcio di casa nostra attraverso biografie, curiosità e foto. La presentazione del libro, destinato a divenire un manuale indispensabile per appassionati e addetti ai lavori, ha rappresentato uno dei momenti dell’incontro di ieri incentrato sulla riscoperta del fair play nello sport. Nella kermesse voluta dall’assessore provinciale allo sport Mario Virgili, con l’adesione della Regione, del Coni e della Figc regionale si è inserita anche la vernissage della mostra pittorica “Arte del fair play”, 19 opere dai contenuti artistico-sportivi realizzate da autori contemporanei regionali di livello assoluto.
Un pomeriggio dove si è parlato di sport, di calcio genuino e pulito come dovrebbe essere sempre, alla presenza di tanti ex campioni del passato, da Maurizio Trombetta a Gigi De Agostini passando per Massimo Giacomini e Gianfranco Cinello. Un’occasione per scambiare pensieri e opinioni sul pallone di adesso con alcuni di loro. Come con il mitico Lorenzo Buffon, ex portiere di Milan, Genoa, Inter, Fiorentina con oltre 300 presenze in serie A e attualmente ancora collaboratore della società rossonera, che tra l’altro è anche lontano parente di Gigi, numero uno della Juventus e della Nazionale. Buffon lei ha cominciato a fare il professionista esattamente 60 anni fa. Come è cambiato il calcio in oltre un cinquantennio? «È molto più legato al business e soprattutto c’è molto più stress. Diciamoci la verità, l’avvento delle televisioni, con tutto il corollario che ha portato con sé, ha radicalmente cambiato faccia al calcio. Se vogliamo è anche naturale che sia così, vista come è mutata la società negli anni, ma certamente è un aspetto profondamente diverso da qualche decennio fa». Trova anche lei che il calcio di adesso sia molto più veloce di quello dei suoi tempi?«È innegabile che il ritmo sia aumentato. Ma io ho giocato con gente come Nordahl, Suarez e Di Stefano e vi posso assicurare che con i piedi che si ritrovavano non farebbero difficoltà a giocare nemmeno oggi in serie A. Questo perché una volta l’aspetto preponderante era legato alla tecnica, mentre ora si punta tantissimo sulla fisicità e sulla corsa facendo perdere un po’ di fascino al gioco». Come trova, invece, gli allenatori attuali rispetto a quelli del primo dopoguerra? «Ai miei tempi, probabilmente, ci si basava più sull’istinto e sulle sensazioni, mentre le cose adesso sono cambiate. Non penso che i tecnici attuali siano più preparati di quelli con cui ho potuto confrontarmi io, ma credo che siano avvantaggiati dalla tecnologia nello studio degli avversari e nelle preparazione dei propri giocatori». A proposito di tecnologia: lei è favorevole a innovazioni come la moviola in campo e il chip elettronico? «Certamente. Il calcio attuale, lo ribadisco, è molto più veloce di una volta e la “macchina”, come è sempre stato, arriva certamente prima dell’occhio umano. E poi non possiamo continuare a pensare che il calcio sia una realtà a se stante nella vita. La società progredisce tecnologicamente e questa deve anche essere la strada che dovrebbero intraprendere le organizzazioni calcistiche». Cosa manca, secondo lei, attualmente nel calcio moderno rispetto al passato? «Io parlo dell’Italia, che conosco bene, e dico una seria e preparata scuola portieri. Il nostro paese è stato sempre una grande fucina di numeri uno, ma adesso sembra che ci siano solo brasiliani o argentini. Senza nulla togliere a loro, che evidentemente hanno fatto dei progressi notevoli, non penso che all’improvviso da noi siano diventati tutti brocchi. Ma forse hanno solo bisogno di crescere e di essere allenati con competenza». Chiudiamo con una battuta: chi avrebbe visto bene dei calciatori attuali a giocare con lei? «Tutti quelli del Milan ovviamente!»
Anche il Friuli ha il suo almanacco del calcio
Ecco Balon con cinquecento pagine e oltre 1.300 profili dei giocatori di “casa nostra”
Cinquecento pagine, oltre 1.300 calciatori friulani che dal 1986 hanno calpestato i campi dei campionati professionistici. In una parola sola “Balon”, l’almanacco con il quale Maurizio Masai ha voluto dare il giusto lustro al calcio di casa nostra attraverso biografie, curiosità e foto. La presentazione del libro, destinato a divenire un manuale indispensabile per appassionati e addetti ai lavori, ha rappresentato uno dei momenti dell’incontro di ieri incentrato sulla riscoperta del fair play nello sport. Nella kermesse voluta dall’assessore provinciale allo sport Mario Virgili, con l’adesione della Regione, del Coni e della Figc regionale si è inserita anche la vernissage della mostra pittorica “Arte del fair play”, 19 opere dai contenuti artistico-sportivi realizzate da autori contemporanei regionali di livello assoluto.
Un pomeriggio dove si è parlato di sport, di calcio genuino e pulito come dovrebbe essere sempre, alla presenza di tanti ex campioni del passato, da Maurizio Trombetta a Gigi De Agostini passando per Massimo Giacomini e Gianfranco Cinello. Un’occasione per scambiare pensieri e opinioni sul pallone di adesso con alcuni di loro. Come con il mitico Lorenzo Buffon, ex portiere di Milan, Genoa, Inter, Fiorentina con oltre 300 presenze in serie A e attualmente ancora collaboratore della società rossonera, che tra l’altro è anche lontano parente di Gigi, numero uno della Juventus e della Nazionale. Buffon lei ha cominciato a fare il professionista esattamente 60 anni fa. Come è cambiato il calcio in oltre un cinquantennio? «È molto più legato al business e soprattutto c’è molto più stress. Diciamoci la verità, l’avvento delle televisioni, con tutto il corollario che ha portato con sé, ha radicalmente cambiato faccia al calcio. Se vogliamo è anche naturale che sia così, vista come è mutata la società negli anni, ma certamente è un aspetto profondamente diverso da qualche decennio fa». Trova anche lei che il calcio di adesso sia molto più veloce di quello dei suoi tempi?«È innegabile che il ritmo sia aumentato. Ma io ho giocato con gente come Nordahl, Suarez e Di Stefano e vi posso assicurare che con i piedi che si ritrovavano non farebbero difficoltà a giocare nemmeno oggi in serie A. Questo perché una volta l’aspetto preponderante era legato alla tecnica, mentre ora si punta tantissimo sulla fisicità e sulla corsa facendo perdere un po’ di fascino al gioco». Come trova, invece, gli allenatori attuali rispetto a quelli del primo dopoguerra? «Ai miei tempi, probabilmente, ci si basava più sull’istinto e sulle sensazioni, mentre le cose adesso sono cambiate. Non penso che i tecnici attuali siano più preparati di quelli con cui ho potuto confrontarmi io, ma credo che siano avvantaggiati dalla tecnologia nello studio degli avversari e nelle preparazione dei propri giocatori». A proposito di tecnologia: lei è favorevole a innovazioni come la moviola in campo e il chip elettronico? «Certamente. Il calcio attuale, lo ribadisco, è molto più veloce di una volta e la “macchina”, come è sempre stato, arriva certamente prima dell’occhio umano. E poi non possiamo continuare a pensare che il calcio sia una realtà a se stante nella vita. La società progredisce tecnologicamente e questa deve anche essere la strada che dovrebbero intraprendere le organizzazioni calcistiche». Cosa manca, secondo lei, attualmente nel calcio moderno rispetto al passato? «Io parlo dell’Italia, che conosco bene, e dico una seria e preparata scuola portieri. Il nostro paese è stato sempre una grande fucina di numeri uno, ma adesso sembra che ci siano solo brasiliani o argentini. Senza nulla togliere a loro, che evidentemente hanno fatto dei progressi notevoli, non penso che all’improvviso da noi siano diventati tutti brocchi. Ma forse hanno solo bisogno di crescere e di essere allenati con competenza». Chiudiamo con una battuta: chi avrebbe visto bene dei calciatori attuali a giocare con lei? «Tutti quelli del Milan ovviamente!»
Mattia Pertoldi
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lunedì 21 dicembre 2009
domenica 6 dicembre 2009
Il mister ospite in Slovenia per il commento tecnico del derby Roma-Lazio
Oggi, 6 dicembre, il Mister sarà ospite a Nova Gorica (Slovenia) per il commento tecnico del derby Roma-Lazio. Insieme a lui anche Bruno Pizzul e Giovanni Galeone.
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venerdì 13 novembre 2009
Il mister stasera alle 21.00 a Sportissimo (Free tv)
Stasera il mister sarà ospite di Marina Persello durante la trasmissione Sportissimo insieme al Presidente della Squadra di Rugby Udine e al giovane giocatore dell'Udinese Quadrado.
giovedì 12 novembre 2009
Rassegna stampa del 12 novembre 2009

Tecnici a piedi: aspettando uno squillo
Da Rossi a Vierchowod, da Mancini a Trombetta
Sono tanti. Hanno voglia. E ricomincerebbero subito. Non sono imperterriti amanti dannunziani. Bensì i tecnici a spasso. Tutti alla ricerca di un contratto per tornare in pista. Certo, qualcuno può anche sollazzarsi all'ombra di un ingaggio che da disoccupato proprio non è (Roberto Mancini). Gli altri però aspettano anche le disgrazie altrui. Piccoli gufi che per essere 'politically correct' tifano per i colleghi. Luciano Spalletti è fuori dai giochi. Così come Angelo Gregucci. Fino alla prossima stagione in Italia non potranno più allenare. Ma gli altri spolverano quotidianamente gli altarini. Sui quali veleggiano le foto dei 'titolari'. Ai quali ogni tanto pizzicherà il sederino...
Da Rossi a Vierchowod, da Mancini a Trombetta
Sono tanti. Hanno voglia. E ricomincerebbero subito. Non sono imperterriti amanti dannunziani. Bensì i tecnici a spasso. Tutti alla ricerca di un contratto per tornare in pista. Certo, qualcuno può anche sollazzarsi all'ombra di un ingaggio che da disoccupato proprio non è (Roberto Mancini). Gli altri però aspettano anche le disgrazie altrui. Piccoli gufi che per essere 'politically correct' tifano per i colleghi. Luciano Spalletti è fuori dai giochi. Così come Angelo Gregucci. Fino alla prossima stagione in Italia non potranno più allenare. Ma gli altri spolverano quotidianamente gli altarini. Sui quali veleggiano le foto dei 'titolari'. Ai quali ogni tanto pizzicherà il sederino...
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mercoledì 11 novembre 2009
Rassegna Stampa: Corriere dello Sport (11 novembre 2009)

MANDORLINI O TROMBETTA PER IL CLUJ?
MILANO (p.gua.) - Sfida Mandorlini-Trombetta per la panchina del Cluji. La squadra rumena, protagonista l'anno scorso di un clamoroso blitz in casa della Roma, proprio sotto la guida di Trombetta, poi esonerato a dicembre, ora medita di cambiare nuovamente allenatore, nonostante il primo posto in classifica. Nei giorni scorsi, Mandorlini è stato intercettato dalla stampa proprio a Cluji, evidentemente per sentire direttamente le proposte del club. Ma il primo a essere stato contattato è stato Trombetta, che ha dalla sua parte la maggioranza del tifosi. Secondo un sondaggio, infatti, il 70% lo rivorrebbe in panchina.
MILANO (p.gua.) - Sfida Mandorlini-Trombetta per la panchina del Cluji. La squadra rumena, protagonista l'anno scorso di un clamoroso blitz in casa della Roma, proprio sotto la guida di Trombetta, poi esonerato a dicembre, ora medita di cambiare nuovamente allenatore, nonostante il primo posto in classifica. Nei giorni scorsi, Mandorlini è stato intercettato dalla stampa proprio a Cluji, evidentemente per sentire direttamente le proposte del club. Ma il primo a essere stato contattato è stato Trombetta, che ha dalla sua parte la maggioranza del tifosi. Secondo un sondaggio, infatti, il 70% lo rivorrebbe in panchina.
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domenica 1 novembre 2009
Il mister commenta le partite dell'Udinese

Il mister ospite di Agela Accaino su Telequattro alle ore 20.00, mentre domenica 8 novembre sarà in diretta su Telepordenone per commentare Udinese-Fiorentina.
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domenica 27 settembre 2009
lunedì 6 luglio 2009
Allenatori di Italia, Croazia, Slovenia e Austria si sono incontrati per un aggiornamento tecnico con Mister Trombetta
Com’è l’Italia vista dalla Romania? Come si gestisce una squadra multietnica? E quali sono i meccanismi che consentono a Davide di battere Golia? Questo e altro abbiamo chiesto all’allenatore di calcio Maurizio Trombetta (a Tolmezzo come relatore di un convegno internazionale) che alla guida di una squadra rumena – il Cluj – l’anno scorso espugnò lo stadio Olimpico battendo la Roma in Champions League.Il titolo più pittoresco fu del quotidiano Il Manifesto: “Del Cluj la Romania fece Trombetta”, spregiudicata manipolazione del dantesco“ed elli avea del cul fatto trombetta”. Eravamo alla fine dello scorso mese di settembre e Maurizio Trombetta, allenatore udinese di 46 anni, aveva appena vinto per 2 gol a 1 la partita di Champions League contro la Roma, alla guida di una squadra rumena sconosciuta ai più, il Cluj. Nella medesima competizione la sua banda multietnica seppe pareggiare con il Chelsea. Abbiamo approfittato della sua presenza a Tolmezzo, dove ha tenuto una lezione nell’ambito di un convegno internazionale organizzato dall’Associazione italiana allenatori calcio (Aiac) per intervistarlo.
Com’è l’Italia vista dalla Romania?
“Eh… diversa. Sono arrivato in Romania nel periodo in cui c’erano delle tensioni con Berlusconi che diceva al ministro rumeno: non vi vogliamo, mandiamo fuori i rumeni. Da lì le cose hanno un punto di osservazione completamente differente e poi quando fai l’esperienza di avere a che fare con un popolo molto simile a noi, e di brava gente, hai anche la base per poter sviluppare riflessioni meno scontate”.
Come sono i rumeni, visti da un’italiano che ha avuto l’opportunità di lavorarci assieme?
“La Romania è divisa in tre zone: Romania ungherese, Romania terra, quindi la parte di Bucarest, e Romania moldava, che sente l’influenza russa. Essendo stato nella Romania ungherese, dico che sono molto simili a noi, non solo simili all’italiano, ma specialmente al friulano. Quindi: gente alla mano, forse un po’ più disponibile di noi, nel senso che siamo più chiusi, e soprattutto lavoratori”.
Qual è il metodo migliore per gestire un gruppo multietnico?
“Capire le dinamiche di spogliatoio interne al gruppo e fornire delle gerarchie. Sono tutti giocatori che tratto alla stessa maniera, perché il mio è un giudizio tecnico, ma è anche vero che nel gruppo c’è chi comanda di più e quindi devi riuscire a intrattenere un rapporto più diretto con quei cinque/sei che sono dei leader per gli altri. In un gruppo multietnico devi individuare i leader di ciascun gruppo”.
Di quanti gruppi, suddivisi per aree geografiche di provenienza, era composta la sua squadra?
“Fondamentalmente quattro: rumeni, pochi; sudamericani di lingua spagnola; portoghesi e brasiliani; africani. Ho trovato una situazione abbastanza stabilita, essendo il terzo anno che tali gruppi erano presenti, un mix già stabilizzato, per cui non è stata difficile la gestione”.
Quali sono stati gli ingredienti di quello che possiamo definire il “sacco di Roma”?
“Senz’altro un mix abbastanza fortunato di: allenatore italiano, che quindi conosceva sia il modo di giocare della Roma che la situazione assolutamente non facile che la stessa Roma stava attraversando, tra infortuni, ritardo di preparazione e problemi societari; e la fortuna di un cambio di allenatore(Trombetta era subentrato da 12 giorni a Ioan Andone alla guida del Cluj. Ndr) che aveva dato risultati immediati – la prima partita in Romania vincemmo in rimonta – infondendo entusiasmo. Inoltre gli stimoli fenomenali per dei giocatori alla prima esperienza in Champions League ci hanno consentito di fare la partita perfetta e di riuscire a vincere una partita che non si sarebbe mai neppure potuto immaginare”.

Una delle chiavi che ci pare orientino il suo agire da allenatore, è la semplicità, cioè: se un giocatore ha troppe scelte di gioco, c’è il rischio che faccia confusione…
“ Si. Ma non solo il singolo giocatore, bensì la squadra, il gruppo. Cioè, ritengo che se hai la fortuna di lavorare con giocatori che hanno qualità, tecniche e tattiche, più schemi hai e più difficile è la cosa. Meglio trasmettere pochi concetti chiari, che valgono per tutti: questo permette a ciascuno di sfruttare le proprie qualità. Se invece su una qualità di base buona, aggiungi troppi particolari, rischi di fare peggio”.
Ultima domanda, tecnica: è possibile ancora innovare nel gioco del calcio?“Se sei capace di semplificare, secondo me innovi. Credo che inventare non si possa più, devi semplificare il più possibile. Più lo fai e più ottieni risultati”.
Francesco Brollo
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giovedì 2 luglio 2009
Mister Trombetta relatore al convegno internazionale dell'Associazione Italiana Allenatori a Tolmezzo (Ud)
L’ex tecnico del Sevegliano, protagonista nell’ultima Champion’s League, ha ricevuto offerte dall’estero, ma nulla di concreto. Intanto, attende un progetto serio. E racconta agli allenatori carnici come si fa ad avere successo.Il mister friulano attende una chiamata: il sogno è allenare in Italia
Un relatore d’eccezione per il convegno organizzato dalla sezione carnica dell’Associazione italiana allenatori di calcio. Sarà Maurizio Trombetta, ex mister del Cluj reduce dalla prestigiosa esperienza in Champions League (una vittoria sulla Roma guidata da Spalletti e un pari con il Chelsea di Scolari) a parlare di “Sviluppo del sistema di gioco, trasmissione della palla attraverso i triangoli”. L’appuntamento, promosso dall’Aiac con il patrocinio del Comune di Tolmezzo e la locale società militante in Eccellenza, è fissato per il 4 luglio, a partire dalle 9.45, presso lo stadio comunale tolmezzino di via Val di Gorto. L’incontro, aperto a tutti, è inserito all’interno del tradizionale appuntamento internazionale che prevede la presenza di allenatori provenienti da Austria, Slovenia e Croazia. Dopo l’apertura dei lavori, il programma si snoderà dalle 10 alle 13 in tre sessioni teoriche e pratiche (per informazioni, si può inviare un’e-mail all’indirizzo aiac.carnia@libero.it).In attesa di sentirlo dibattere sull’argomento, Il Friuli ha cercato di capire quale potrà essere il futuro dell’ex tecnico del Sevegliano.- Mister, dopo la parentesi romena, per lei si sta muovendo qualcosa?
“Per il momento non c’è nulla di ufficiale. Ho avuto qualche contatto con club esteri, ma ci siamo fermati a una semplice chiacchierata”.
- Da dove sono giunte le chiamate?
“Ungheria ed Egitto, ma non si trattava di proposte concrete”.
- Si aspettava un trattamento diverso dopo quanto di buono aveva fatto vedere sul palcoscenico internazionale?
“Naturalmente mi attendevo qualcosa di più, ma prendo atto della situazione e guardo avanti con fiducia. Io, comunque, sono pronto per ripartire”.
- Quale sarebbe l’offerta tipo?
“Non ne faccio una questione di categoria, ma di progetto. In Italia mi rendo conto che è molto complicato trovare spazio, perché bisogna entrare nel ‘giro’. E io, effettivamente, in prima squadra ho allenato solo in Eccellenza, a Sevegliano. Diverso è il discorso per l’estero. In questo caso accetterei soltanto un progetto di livello. Una possibilità, insomma, come quella che mi ha dato il Cluj”
- A meno di una chiamata dell’ultimo momento, le situazioni sulle panchine professionistiche sono quasi tutte risolte.
“E’ vero. Ci vorrà un po’ di pazienza e sperò che un domani questa attesa sarà ben ripagata”.
Daniele Micheluz
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lunedì 15 giugno 2009
Real o Manchester : chi ha fatto l'affare?

Corriere dello Sport - 13 giugno 09
Maurizio Trombetta (allenatore)
«Se Pellegrini trova il sistema giusto...»
Di certo, l’affare economico l’ha fatto il Manche-ster, anche perché Ronaldo non voleva più rimanere. Se Pellegrini troverà un sistema di gioco semplice, l’ideale per sfruttare i campioni, a Madrid si divertiranno parecchio.
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Triestina Channel
Il punto di fine stagione con Maurizio Trombetta e Pierpaolo Pitich su Triestina Channel il canale web dedicato alla Triestina.
giovedì 11 giugno 2009
Corriere dello Sport - 10 giugno 2009

Intanto il presidente Campedelli oggi va a Londra: «Collaboreremo con gli inglesi»
Cesena-West Ham: operazione gemellaggio di Alberto Ghiacci e Ettore Intorcia
ROMA - Continua il lavoro del Cesena per allestire la squadra per la B. Il nuovo ds Antonio Recchi, è attivissimo. Per il ruolo di portiere corteggiatissimo Cristiano Lupatelli (30), in uscita dal Cagliari. Per la difesa è vicino l'accordo col Lucerna per il terzino sinistro Djamel Mesbah ( 24), che ha chiuso l'esperienza ad Avellino. Piace il montenegrino Ivan Fatic (20) dell'Inter. A centrocampo si fanno i nomi di Andrea Ardito (32) del Lecce e Migjen Basha (22), albanese del Rimini. Il colpo grosso è Guilherme Do Prado (27), fantasista della Pro Patria: il sì è imminente.
IL WEST HAM - Una delegazione bianconera volerà questa mattina a Londra per incontrare i dirigenti del West Ham United. Sul tavolo una trattativa che potrebbe legare i due club ed i rispettivi settori giovanili. In serata poi, la delegazione del Cesena sarà ospite nello sky-box della nazionale inglese che a Wembley affronterà l'Andorra per le qualificazioni mondiali. « Allargare gli orizzonti può portare a spunti interessanti - ha dichiarato il presidente del Cesena Campedelli - Siamo riusciti ad avere un incontro coi dirigenti del West Ham, nonostante abbiano attraversato in queste ultime ore un cambio di proprietà che non dovrebbe, comunque, portare a grandi rivoluzioni nello staff dirigenziale. Loro conoscono il valore del Cesena e soprattutto il nostro settore giovanile. Potremmo mandare alcuni ragazzi a fare esperienza da loro ed alcuni giocatori della loro squadra potrebbero venire in prestito da noi. Tutto questo a testimonianza ancora una volta del buon lavoro che stiamo facendo». MORIERO A FOSINONE Nel complesso mosaico delle panchine di Serie B c’è almeno un tassello che ha di fatto già trovato l’incastro giusto. Il Frosinone, che pure aveva preso in considerazione una rosa piuttosto ampia di candidati - tra gli altri Sasà Campilongo (47) ed Aldo Papagni (52) -, ha rotto gli indugi e ha deciso di puntare su Francesco Moriero (40). La trattativa con l’ex giocatore di Roma e Inter però, può entrare nel vivo solo tra poco meno di quindici giorni perché la stagione di Moriero finirà il 21 giugno, quando il suo Crotone giocherà a Benevento la finale di ritorno dei play off di Prima divisione.
TROMBETTA TORNA? Conclusa l’esperienza in Romania alla guida del Cluj, con cui ha anche esordito in Champions League, Maurizio Trombetta ( 46) è pronto per tornare su una panchina italiana. Il nome del tecnico friulano si è infatti aggiunto alla lunga lista di candidati alla panchina del Mantova ma a lui sta pensando anche il Treviso. A Torino, invece, appaiono in rialzo le quotazioni di Stefano Colantuono (46), ex tecnico del Palermo. ALTRE TRATTATIVE - La trattativa tra i dirigenti del Mantova e Mario Beretta ( 49) è ancora in stand-by. La società virgiliana sta valutando anche Giampiero Ventura (61). Le novità potrebbero essere rappresentate da Roberto Lorenzini ( 42), secondo di Costacurta nella breve esperienza al ' Martelli', e il tecnico del Venezia Michele Serena ( 39). Per Serena garantisce Paolo Poggi, prossimo dirigente del Mantova. Per il Vicenza, poi, c’è anche Luca Gotti (34), appena retrocesso col Treviso.
ha collaborato Vittorio Savoia
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